Sulla Vita dopo la Morte -1^, 2^ e 3^ ed ultima parte-

di Giuseppe Citarda - Esoterismo è un termine generale per indicare le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati,

ai quali è affidata la possibilità della rivelazione della verità occulta, dal significato nascosto.Questo termine deriva dal greco esoterikos (interno, dentro) e storicamente si riferisce ai sacri misteri, il cui centro è l'iniziazione ovvero la liberazione dal corpo visto come prigione dell'anima.

Infatti le religioni misteriche (come lo gnosticismo  nell'ambito del cristianesimo, la cabala nell'ebraismo e il sufismo nell'islam), credono alla dottrina della preesistenza dello spirito. Questo spirito considerato divino discende nel corpo e attraverso varie vite si purifica dal male fino a far ritorno alla patria celeste ed essere reintegrato nel Creatore.

Queste dottrine (misteriche) insegnano che c'è una "scintilla divina"  nell'uomo (per adesso la possiamo chiamare ancora “anima”) e che egli è temporalmente limitato mentre la particella “luminosa” trascende il tempo.  La “non consapevolezza”  conserva questa scintilla, in qualche modo, sotto gli impulsi delle “pulsioni” (richiesta di soddisfazione dei desideri)  e delle sub-personalità (v. Assagioli) mentre,  la consapevolezza, la libera facendola divenire perfettamente cosciente. La reintegrazione  e la resurrezione è parte dei misteri per cui, nell'iniziazione reale, vi è, in un certo senso, il risveglio del “Sé” transpersonale (v. psicosintesi) o del Sé pitagorico.

  •  Parlando del Bardo, scrive Ugo Leonzio: …  i cinque elementi primordiali che hanno costituito il vostro corpo ora sprofondano uno nell'altro liberando l'energia con cui avete scritto quel sogno che un tempo chiamavate vita. Liberandovi la mente da tutto ciò che vi avete meticolosamente stipato... il Gran Teatro del Bardo (Luogo della parola) vi mostrerà con infinita compassione e indifferenza, i segreti del vostro inesistente Io.... Camminate sul ghiaccio sottile della Vacuità che è la vostra vera natura e se non la riconoscerete continuando a interpretare il ruolo che vi siete assegnato, tornerete a incarnarvi nei Sei Regni Impuri dell'esistenza e per un tempo infinito perché, non esistendo, non siete mai nati e quindi non potete morire. E tuttavia il cuore dei cuori, la luce delle luci, il segreto dei segreti di tutto ciò che siete è proprio questo indefinibile morire, perché il privilegio dell'eternità è l'impermanenza e il bardo è il luogo dei supremi mutamenti.... osservate come i vostri pensieri sorgono dal nulla e nel nulla ritornano, osservate lo spazio vuoto che li divide. Quel vuoto tra due pensieri è il sentiero segreto della liberazione, il manifestarsi della Mente nuda. Allora anche ciò che è apparso come suprema verità, diventa forma, illusione, gioco.... Nella verità assoluta niente può manifestarsi o raggiungere una qualsiasi forma perché la verità è Vuoto... <<Tutta la realtà si trova nella mente. La mente si trova nello spazio. Lo spazio non si trova in nessun luogo>>.... Se il morto ne riconosce l'inconsistente brulicare e riposa nel vuoto, si risveglierà e sarà salvo.... Nell'attimo della morte la parola (il mantra che il lama recita accanto al cadavere, ndr) che sorge dal pensiero dell'illusione scende nel cuore, vera dimora della mente. Per ogni organo del corpo che si decompone un'energia si libera e da questa energia sorge un'immagine e da questa immagine il lama ricava il suo mantra di risveglio. IL Bardo è un conflitto della parola contro l'immagine. Il pensiero è un'immagine, la parola è il suono, queste sono le polarità dell'illusione.... Le due polarità create dalla divisione degli aggregati formano istantaneamente lo spazio del Bardo, i suoi tre Regni mortali e le centodieci divinità che devono dar vita al dramma di come si diventa e ciò che si è.... Come nella fiamma di una candela morte e vita si manifestano simultaneamente così nella Chiara Luce tutto è contenuto e si dissolve nell'alba della coscienza assoluta.... Nell'attimo della morte i cinque soffi che governano il corpo (soffio della funzione vitale, di assorbimento, delle funzioni inferiori addominali, delle funzioni superiori toraciche e delle funzioni onnipresenti) vengono turbati da un soffio ulteriore, quello del divenire e del Karma (che significa “fare e creare”, letteralmente “agire, conseguenza”, ndr) o di causa-effetto . La sua apparizione coincide con la dissoluzione esterna e interna del corpo....

La dissoluzione esterna

La distruzione dei cinque <<soffi>> è conseguente al riassorbimento degli elementi, dai più grossolani  ai più sottili. L'elemento terra si riassorbe nell'acqua, l'acqua nel fuoco, il fuoco nell'aria e l'aria nella coscienza-spazio. Questi momenti sono caratterizzati da sintomi esterni, interni e segreti,... i più profondi, con visioni ed esperienze particolari. La dissoluzione inizia con il riassorbimento del principio elementare terra nell'acqua. I sintomi fisici esterni sono l'indebolimento della tensione corporea. La testa tende a cadere e il tronco ad afflosciarsi, la distensione delle membra è difficoltosa. Restare seduti è impossibile, bava e saliva colano. I segni interni corrispondono alle sensazioni che il morente sta sperimentando. La coscienza manca di chiarezza e si è immersi in una densa oscurità. … Ci si vorrebbe alzare, … ma è impossibile. Il corpo è pesante. … Gli occhi tendono a rovesciarsi. … La seconda fase, corrisponde al riassorbirsi  dell'elemento acqua nel fuoco, si manifesta con aridità della bocca, delle narici e del naso. All'interno la coscienza è trascinata da pensieri ossessivi. Ci si sente travolti da una corrente buia e si prova la sensazione di precipitare in un abisso... A livello segreto,  la visione è incerta, corrotta da volute di fumo. La terza fase dissolve l'elemento fuoco nell'aria. La bocca e le narici si raggelano, il respiro è breve e la sensibilità diminuisce insieme al calore vitale che si concentra all'interno del corpo. Nulla è più percepito con chiarezza. I sintomi segreti sono immagini infuocate con un'insopportabile sensazione febbrile come se l'intero universo andasse a fuoco. Visioni di lucciole a sciami appaiono e scompaiono senza sosta. Segue il riassorbirsi dell'elemento aria nella coscienza. La respirazione è ansimante con una espirazione lunga e una inspirazione corta e difficile. Gli occhi si rovesciano definitivamente, la respirazione cessa. I sintomi interni sorgono come fantasmagoriche visioni e personaggi maturati nel Karma cominciano ad apparire. Nell'attimo della morte  il corpo è fragile ma la mente diventa molto forte. È questa debolezza fisica, che non si oppone più al potere della mente, a produrre le visioni più sconvolgenti del Karma.

La dissoluzione interna

La mente si dissolve ora nella vacuità. Il corpo riprende per un poco il suo calore, il respiro si interrompe e tutto il calore si concentra nel cuore. … E' la sequenza finale della morte. La dissoluzione della mente nella vacuità produce visioni di luce dette luminosità bianca, rossa e luminosità nera. Sono il riassorbirsi dei principi maschile e femminile contenuti in ogni corpo, e localizzati alla sommità della testa e all'altezza dell'ombelico. Entrambi si riassorbono nel cuore (v. anche F. Bardon, Iniziazione all'Ermetica). … Questa dissoluzione che dura fino al sorgere della luminosità nera è il Bardo della Morte.  Al termine di questa dissoluzione sorge la Chiara Luce, la natura primordiale dello spirito. Tutti ne fanno l'esperienza ma l'essere comune non può riconoscerla e per lui perdura il torpore incosciente prodotto dall'ignoranza del dharma ("Legge cosmica", "Legge Naturale", oppure  Legge universale che esprime l'intera realtà stessa, ovvero le regole in cui il saṃsāra  -la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita-  segue il suo corso.) o da una insufficiente pratica di meditazione.... Spinto dal vento demoniaco del Karma, il morto entra nella nuova dimensione del suo viaggio, il Bardo della Verità. Dopo cinque giorni e mezzo di incoscienza brillano per qualche istante cinque luci essenziali che i lama chiamano ipersottili. Sorgono insieme alle forme pacifiche e feroci del Bardo, vortici luminosi e cangianti albe boreali. È uno stato simile a quello che si sperimenta tra la veglia e il sonno.... La fine del Bardo della Verità coincide con il ritorno alla coscienza. Queste luci sono l'irradiazione dei cinque soffi e dei cinque elementi che tornano a ricostituire il corpo mentale del morto insieme alle  esperienze maturate dal suo Karma. La luce gialla corrisponde all'elemento terra, la rossa all'elemento fuoco, la bianca all'elemento acqua, la verde all'aria e infine la luce blu allo spazio coscienza. Insieme alle luci ritornano i pensieri, nell'ordine inverso in cui erano svaniti. … E' qui che si creano le condizioni per la rinascita di uno dei Sei regni.

Il Bardo del Divenire

Le esperienze in questo Bardo si mostrano con evidenza superiore a quella che si sperimenta da vivi perché le condizioni di esistenza sono ...vere. In questo Bardo non c'è corpo fisico (il quale in qualche modo attutisce il dolore, ndr) ma uno stato mentale composto da quattro aggregati e mezzo. La coscienza, i fattori mentali, le percezioni, le sensazioni, e metà dell'aggregato della forma perché chi attraversa questa dimensione possiede solo una forma sottile. Questo corpo mentale è impercettibile agli esseri comuni ma il morto lo vede e lo sente... reale. Noi possediamo tre tipi di corpo. Quello detto comunemente <<corpo del karma>>, prodotto dalla maturazione completa delle azioni compiute. È quello che possediamo da vivi. Il secondo è il <<corpo d'abitudine>> , onirico, che nasce dalla tendenza mentale a identificarsi in una forma concreta. Nasce dalle inclinazioni maturate nello stato di veglia. Il terzo è il <<corpo mentale>>, quello che si ottiene nel Bardo del Divenire. Questo corpo si mostra inizialmente con l'aspetto che aveva nella vita passata.... Tuttavia, benché indistruttibile e perfetto in ogni sua componente, questo corpo impregnato delle abitudini passate sperimenta ogni sorta di paura, di privazione, di fame, di sete, di caldo e di freddo. … (in questo stato) se immagina un luogo, subito il morto ci si trova per il solo fatto di averlo desiderato. Qualsiasi cosa pensi, istantaneamente si manifesta. Questo impulso,  positivo o negativo, diventa reale.... (in questo “pensare”) i pensieri sorgono in forme reali creando un mondo instabile, fluttuante e doloroso.... il periodo in cui si permane nello stato del Bardo non supera le sette settimane (dei nostri?),  ma in casi eccezionali il transito può durare anche un anno. Se la mente è carica di tendenze demoniache, il Bardo durerà la frazione di un istante perché sarà immediatamente attirata da una delle diciotto dimensioni infernali.... Se le tendenze sono deboli o incerte, il Bardo somiglierà a un confuso torpore che maturerà in una rinascita.

Il Gran Teatro del Bardo

...Poiché siete morti le fate, gli orchi e le streghe della vostra vita tornano per salvarvi. I loro corpi sono radiosi di luce e d'amore ma voi non li riconoscete. Non ascoltate la loro voce che vi invita al risveglio ripetendo instancabilmente che non siete mai nati e non sarete mai morti. Levate lo sguardo dallo specchio del karma e riconoscete gli attori del Gran Teatro del Bardo che recitano solo per voi sorgendo dai Tre Sacri Luoghi del vostro corpo (cuore, gola, cervello). ...

...Anche se avete mancato le quattro fasi del bardo nulla è perduto. Nessuno è in ritardo sul sentiero del risveglio perché il ciclo delle nascite e delle morti non ha termine finché tutti i Sei Regni del samsara non saranno sperimentati e tutti gli esseri risvegliati. … Nel Bardo la dissoluzione è il moto che viene a sostituire il tempo, con una procedura che deriva da una trasformazione del cadavere senza cui non potrebbe darsi alcuna purificazione e quindi alcuna salvezza. … Tutte le radiose Divinità Feroci e Pacifiche nascono dalla dissoluzione del corpo, dallo sgretolamento degli organi, dall'annullamento dei pensieri e questa nascita, se non può essere pensata, può essere detta attraverso il mantra:

Dal cervello sorge la bianca A degli Dei

Dalla gola la verde SU dei demoni gelosi

Dal cuore l'azzurra NRI degli uomini

Dall'ombelico la rossa TRI degli animali

Dai genitali la grigia RE degli spettri insaziati

Dai piedi la nera DU degli inferi.

  • L'uomo, nella psicologia transpersonale, è inteso come unità bio-psico-spirituale, orientato in senso oloarchico e composto da diversi livelli tra loro interconnessi. L'inconscio è composto dalla dimensione individuale, immerso in quello collettivo, mentre questo è la patria degli archetipi così come delineati da Jung (v.  Ovoide di Assagioli, in Terapie transpersonali..., Ed. Terre sommerse, tesi dello scrivente). 
  • L'uomo nutre  “l'anima”, ossia il perispirito o mediatore plastico , attraverso  la respirazione; anima (la parte spirituale di noi) che, intervenendo la morte, è soggetta alla re-incarnazione, se ancora non  è in grado di ascendere presso Dio.

Come l'uomo nel suo peregrinare fa tesoro delle proprie esperienze, cosi l'iniziato nel suo incedere tra “prova e preghiera”, squarciato il velo e approdato nel Reame, potrà sperare che gli Spiriti di  Malkuth lo possano condurre tra le due colonne su cui poggia tutto l'edificio del Tempio, affinché gli angeli di Netzah e di Hod lo conducano sulla pietra cubica di Yesod e da qui  proseguire vero la Gerusalemme celeste, faccia a faccia con il Creatore, l'Uno (l'uomo) nel Molteplice (DIO).

In pratica, una volta squarciato il velo, (normalmente dopo tre giorni dei nostri) si approda in Malkuth (aura terrestre), ove saremo giudicati dal tribunale superiore (Binah), attraverso la mediazione di Chesed (la Grazia). E'  proprio in Malkuth  che l'Iniziato deve ritrovare il suo “rango” o il suo Stato di coscienza, al fine di vincere i fantasmi che lui stesso si è creato nel vivere quotidianamente  e allontanare, attraverso  “l'invocazione chiave”, gli spiriti contrari alla volontà di Dio, affinché, con l'aiuto degli Angeli di Netzah e di Hod, possa salire sulla pietra cubica di Yesod (il Fondamento, il Giusto) per interrompere le re-incarnazioni.

  • Durante il processo della morte ogni sentimento viene amplificato, episodi dolorosi del passato, la confusione del morire e il dolore dei famigliari si sommano al caos. Quando contenete la persona amata nel vostro Campo Luminoso, state creando un' isola di tranquillità. In questo stato di calma è possibile per il morente riordinare, riconoscere le persone amate e scoprire il guaritore luminoso che lo aspetta dall'altra parte (v. anche G. Kremmerz, la scienza dei Magi, Ed. Mediterranee, vol. 1°).
  • Scrive Eliphas Levi: Studiamo il mistero della nascita ed avremo la chiave del grande arcano della morte. “Gettato, per legge di natura, nel seno della donna, lo spirito umano vi si desta lentamente, poi si crea con sforzo gli organi indispensabili….. Questa era felice potrebbe chiamarsi l’infanzia dell’embrionato; viene poi l’adolescenza, la forma umana diventa distinta, il sesso si determina… la placenta, che è il corpo esteriore e reale del feto, sente germinare in sé qualche cosa di sconosciuto che già tende a fuggir via lacerandola… il fatto è compiuto, il feto precipita, una sensazione dolorosa lo colpisce, uno strano freddo lo prende, egli dà un ultimo sospiro che si muta in un primo grido; egli è morto alla vita embrionale, è nato alla vita umana!

E a proposito dell’uomo, sempre il Levi afferma: l’uomo è un essere intelligente e corporeo, fatto ad immagine di Dio e del Mondo, Uno in essenza, Triplice nella sostanza, immortale e mortale. Vi è in lui un’anima spirituale, un corpo materiale, e un mediatore plastico: Il corpo astrale può allontanarsi coscientemente dal corpo fisico, come negli Adepti oppure inconsciamente, ed è quindi “soggetto a subire” le influenze accidentali e azzardose del momento (spiriti vaganti) come un qualunque Medium. Quando il corpo fisico si rompe, si spezza o si frantuma, il corpo astrale prende il volo e si muore.

  • Ancora, Max Heindel, scrive: … si deve aver cura di non cremare o seppellire il corpo almeno fino a quando siano trascorsi tre giorni dalla morte, perché mentre il corpo vitale si trova coi veicoli superiori ed essi sono uniti al corpo fisico per mezzo del cordone argenteo, qualunque autopsia o altra lesione al corpo fisico, sarebbe in certo modo risentita dall’uomo. … In caso di morte non naturale e/o prima del tempo stabilito (ndr), … la parte dell’aura vitale ovoidale dove già stava il corpo denso, è ora vuota, e sebbene il corpo del desiderio abbia preso la forma del corpo fisico eliminato, esso si sente come una conchiglia vuota, perché l’archetipo creatore del corpo nella Regione del Pensiero Concreto rimane come forma vuota per tanto tempo quanto il corpo denso avrebbe dovuto ancora vivere. … Egli soffrirà acutamente; le sue sofferenze saranno tanto più terribili per essere interamente mentali, perché il corpo fisico attutisce, in certa misura, anche la sofferenza.
  • Kremmerz riporta un passo “secondo la tradizione costante degli estatici” : … ...gli aborti della vita umana restano vaganti nell’atmosfera terrestre (astrale o Malkuth, ndr.) che non possono sormontare e che a poco a poco li assorbe e li annega. Essi hanno la forma umana ma sempre imperfetta e come troncata a metà; all’uno manca una mano, all’altro un braccio, questo già non ha più che il tronco, quello non è altro che una pallida testa che rotola. Ciò che ha impedito a loro di montare al cielo è una ferita ricevuta durante la vita umana, ferita mortale che ha cagionata una difformità fisica e a causa di questa ferita a gradi tutta la loro esistenza se ne va. …Ben tosto la loro anima immortale resterà nuda  e  per nascondere la sua vergogna facendosi ad ogni costo un nuovo velo, sarà obbligata a trascinarsi nelle tenebre esteriori…Queste anime ferite sono larve, del secondo embrionato, esse nutrono il loro corpo aereo col vapore del sangue sparso e temono la punta delle spade. Spesso si attaccano agli uomini viziosi e vivono della loro vita come l’embrione vive nel grembo di sua madre; esse allora possono prendere le forme più orribili, per rappresentare i desideri sfrenati di quelli che nutrono…Queste larve temono la luce, specialmente la luce degli spiriti. Un lampo d’intelligenza basta a fulminarle….  Tutto quanto qui riveliamo appartiene alla tradizione ipotetica dei veggenti e non può affermarsi al cospetto della scienza che in nome di quella filosofia eccezionale che Paracelso chiamava la filosofia di sagacità.
  • Scrive Bardon: ...in realtà, come esistono sul piano fisico differenti stati della materia: solido, liquido, gassoso, così esistono, secondo delle precise analogie, altri stati più sottili che i nostri sensi fisici non possono percepire ma che sono, tuttavia, in stretta relazione con il nostro mondo di densità. Questi stati sottili sono denominati in occultismo “piani” o Sfere”. In questi si producono degli eventi così come si producono nel mondo in basso (vedi  la legge che Ermete ha formulato: “ come in alto così in basso”).  Infatti sono le stesse forze che agiscono sia su questi piani come sul nostro; qui e là sono le stesse influenze ad essere in opera. In conseguenza, in ciascuna Sfera l’azione degli elementi è presente, si tratta di fluido elettrico e del fluido Magnetico, e questi sono controllati dalla Divina provvidenza tramite il principio Akashico o, principio dell'etere (l'Akasha, è senza spazio e senza tempo, è la cosa non creata, l'incomprensibile, l'indefinibile. Le varie religioni hanno dato ad esso il nome di Dio. Essa è la quinta potenza originale. Ogni cosa è stata creata da esso ed è tenuta in equilibrio a causa di esso. E' l'origine e la purezza di tutti i pensieri e di tutte le intenzioni; è il mondo causale sul quale si fonda l'intera creazione, a cominciare dalle sfere più alte fino alle più basse. E' il tutto in tutto).  Ecco perché colui che non crede ad altro che a ciò che i propri cinque sensi fisici  gli offrono, conosce un solo piano, il piano corrispondente a questi sensi, e non può captare l' al di là; ... chi ha sviluppato i suoi sensi fisici e mentali, con un appropriato allenamento (meditazione, ndr), considererà che questo piano materiale non è che il punto di partenza della sua propria evoluzione e giammai negherà l’esistenza di Sfere sottili perché è in grado di convincersi da solo della loro esistenza.. Costui potrà proiettarsi mentalmente sulla Sfera corrispondente al grado di sviluppo che i propri sensi mentali gli consentono ed agirci. In effetti, queste Sfere sottili non sono sottomesse ai nostri concetti di tempo e di spazio ma si compenetrano le une con le altre, in modo che, per esempio, in un luogo che per noi, e secondo la nostra visione del mondo, è sempre limitato e separato da un altro, numerose Sfere sono in realtà presenti. Secondo il grado di densità ( o di “sottilità” ) della sostanza che tesse tutto l’universo, si formano una molteplicità di Sfere[1], separate le une dalle altre attraverso zone intermediarie. Citarle qui nella loro totalità sarebbe impossibile; ne menzionerò, dunque, alcune(ndr). Si chiama “gerarchia”, l’organizzazione che si è stabilita tra loro secondo il loro grado di densità.  Ognuno di questi piani esercita una influenza sul nostro mondo fisico e successivamente, per le analogie, sono presenti in tutti i piani. Per ciò che concerne le Sfere planetarie, gli astrologi hanno scoperto che queste agiscono in tutti i campi della vita terrestre ma i praticoni di oggi non scorgono che un solo uso divinatorio; è noto, tuttavia, in maniera incontestabile, come questa scienza non riveli al pubblico che una sommaria spiegazione dell’influenza di queste Sfere, dei Pianeti e dello zodiaco. La Kaballah chiama questa Gerarchia fondata sul grado di densità di un piano rispetto ad un altro “ albero della vita”. I piani più densi che compongono queste Sfere sono, in ordine di densità crescente:
  1. il mondo fisico
  2. il mondo astrale di cui l’astrale terrestre fa parte.

Il mondo fisico è il punto di partenza del lavoro magico. In esso vivono e si muovono tutti gli esseri umani, con i loro sensi fisici, psichici e mentali, che siano iniziati alla scienza Ermetica o meno.

           LA SFERA ASTRALE DELLA TERRA[2]

Questa Sfera viene immediatamente dopo la precedente. Nel suo stesso seno, il suo grado di densità varia, creando delle suddivisioni nelle quali soggiornano quelli che sulla terra hanno lasciato il loro corpo fisico. Questa Sfera è quella che l’uomo denomina come  piano astrale. Sulle sue più basse divisioni risiedono, dopo la loro morte e nel loro corpo astrale, gli esseri di evoluzione media, e su quelle che sono, vibratoriamente, più elevate, quelli che portano in essi il senso della Divinità. Più lo sviluppo spirituale ed etico di una persona è elevato più la suddivisione interna di questo piano, dove essa risiede, è più sottile. L’inferno ed il paradiso, come genericamente si intendono, non esistono in questo mondo astrale; essi non sono altro che il risultato dell’ignoranza perpetrata dalla visione semplificata delle religioni. Se si precisa che l’inferno è , infatti, l’insieme delle suddivisioni più dense e più grossolane del mondo astrale e che il paradiso, l’insieme delle più sottili e delle più luminose, allora ci si può avvicinare all’idea espressa dalle religioni. In conseguenza, colui che sa come interpretare le parole inferno, paradiso e purgatorio darà a ciascuno di questi termini il senso che lui stesso avrà compreso. Avendo già sperimentato, in occasione dei viaggi astrali e mentali che sul piano psichico le barriere “tempo” e “spazio” non esistono, in quanto un istante può varcare enormi distanze e nessun ostacolo può impedire il cammino del corpo mentale ed astrale. Ogni essere umano sperimenterà lo stesso fenomeno dopo la sua morte, ma l’iniziato ha il vantaggio di conoscere ciò nel corso della vita terrena e di essere, così, liberato dalla paura della morte. Lui conosce   quale suddivisione dell’astrale lo accoglierà, dopo la sua morte, e che la perdita del suo corpo fisico non è che una transizione dal piano materiale al piano più sottile, come un qualsiasi cambiamento di residenza.

            Tuttavia, l’iniziato sperimenterà ancora che altre cose  dimorano giù in basso: i desideri e le ambizioni che attirano tutti gli esseri umani di media evoluzione – privi cioè di alcun sviluppo spirituale –  cessano di esistere sul piano astrale. In conseguenza, non è sorprendente che un vero Mago, in relazione a ciò che succede, tanto sul piano astrale che su questo mondo materiale, perda l’interesse riguardo a quest’ultimo, e non riconosca in lui che una voglia diretta al suo sviluppo personale; imparerà, quindi, vivendo sulla terra, che la gloria, gli onori, la ricchezza e tutti i beni materiali non potranno seguirlo sul piano astrale e che, pertanto, non sono di alcuna utilità. Ecco perché non verserà alcuna lacrima su ciò che è mortale e consacrerà il tempo di cui dispone qui in basso, come tutte le sue qualità, unicamente al suo sviluppo spirituale. Appare, dunque, chiaro che tutti i legami umani come l’amore, la fedeltà, etc.. che occupano tanto gli uomini in questo mondo denso, cessano di esistere nelle Sfere sottili. Ecco perché due persone che si sono tanto amate sulla terra, ma che non hanno un simile sviluppo psichico e mentale, non potranno, dopo la loro morte, incontrarsi sullo stesso piano sottile e quindi non potranno provare lo stesso sentimento l’uno per l’altra. Tuttavia, se un uomo ed una donna hanno lo stesso sviluppo spirituale potranno dimorare, dopo la loro morte, sulla stessa suddivisione del piano astrale[3] e resteranno uniti da un legame interiore affettivo; ciò tuttavia, malgrado questo legame, non proveranno la stessa specie di amore che li animava qui in basso perché sul piano astrale l’istinto di riproduzione, il desiderio carnale e l’istinto sessuale non esistono. Infatti, nelle suddivisioni superiori, un sentimento totalmente differente unisce i due esseri ad un simile sviluppo come nel nostro mondo fisico: la simpatia o attrazione (polarità positiva con polarità positiva e negativa con negativa, ndr); ciò che prova uno nei confronti dell’altra, deriva da forze esterne ad essi[4] ed è da questa attrazione alimentata. Sul piano astrale, dunque, è tutto diverso. E’ così che l’idea di bellezza differisce totalmente da quella sul piano fisico. Inoltre, il defunto, quando penetra il piano astrale, non è più sottoposto alle leggi dello spazio e del tempo, perdendo, così, il mezzo per contribuire al suo sviluppo spirituale e desidera, vivamente, di ritornare sulla terra[5]. Un essere umano, infatti, ritorna su questo mondo per purificare, come esige la legge del Karma, gli errori che ha commesso durante la sua vita terrestre, ma vuole, ugualmente, rinascere per beneficiare di un'altra possibilità di sviluppo per poter assorbire nel suo mentale[6] le esperienze che vivrà e portarle sulle suddivisioni superiori del piano astrale.

Dopo la morte, ogni essere umano farà anche un'altra esperienza sul piano astrale: se ha uno sviluppo spirituale debole, non potrà comunicare con gli esseri che hanno consacrato la loro vita a questa elevazione interiore e che hanno raggiunta una certa tappa su questo cammino; questi ultimi, infatti, risiederanno sulle suddivisioni più sottili, mentre lo spirito debole non sarà capace di raggiungere questi luoghi luminosi. Anche se arrivasse a contattare queste Luci per qualche secondo, non ne potrà sopportare le vibrazioni, di natura elevata, e ripiomberà riassorbito, velocemente, per la stessa azione delle energie, dalla suddivisione astrale più bassa, dalla frequenza vibratoria corrispondente al suo grado di sviluppo. Tuttavia, chi possiede una certa evoluzione spirituale, potrà recarsi sulle suddivisioni dense, adattandosi alle frequenze più basse che sono comprese a quelle del suo proprio essere[7].

            Se, dunque, un essere poco evoluto vuole entrare in contatto con un altro di un evoluzione superiore, domanderà a questo, mentalmente, di venire a visitarlo. Che il suo desiderio sia soddisfatto o meno, dipende dal motivo della chiamata. Ciò ci mostra chiaramente come un essere poco evoluto non abbia alcuna possibilità di raggiungere le suddivisioni superiori, mentre è possibile il contrario. In conseguenza, un iniziato può portarsi su qualsiasi piano perché è

è capace di trasformare la vibrazione ambientale, di creare quello che vuole; potrà anche elaborare tutte le forme di cui rivestirsi per visitare ciò che lo interessa. Più di un lettore si ricorderà, considerando l’inadeguatezza di un piano rispetto ad un altro, la frase del Vangelo: E la luce brillò tra le tenebre, ma le tenebre non l’hanno affatto ricevuta”.

Chi ha una certa esperienza nel campo dell’occulto, sa che il corpo fisico è conservato dal cibo[1]  e che la respirazione unisce il corpo astrale a quello fisico e al corpo eterico. È dunque cosciente del fatto che quando la respirazione cessa, si ha la separazione del corpo fisico dai corpi superiori ( astrale e mentale ). In conseguenza, gli sarà naturale, atteso il suo livello psichico, di provocare questa separazione coscientemente, sia per ciò che concerne il corpo astrale, che il corpo mentale; si porrà in estasi Akashica, simile alla morte, in quanto la respirazione è ferma, con l’unica differenza che in questo esercizio volontario,  il corpo fisico non può soccombere perché tutti i corpi sono uniti. Inoltre, poiché il Mago ha potere sulla vita e sulla morte, può – se ciò è conforme alla volontà divina -  ripristinare questa connessione, quando essa è rotta, al fine di rendere la vita ad un morto; simili fenomeni sono stati compiuti  - come la storia ci insegna – dai Grandi Esseri.

Quando un Mago muore, non ha alcun motivo per ritornare immediatamente sul piano fisico, e non vorrà, dunque, ristabilire la connessione interrotta. Tuttavia, ci sono dei maghi neri e degli esseri dal basso sviluppo spirituale, che provano, coscientemente, a partire dal piano dove risiedono -il basso astrale – di ricreare il legame di vita con il loro corpo fisico. Ma, per il fatto di essere sprovvisti totalmente, dello stato vibratorio spirituale che permetta loro di condensare la luce per questo fine, i loro successi sono molto sommari. Gli esseri di questo tipo si aggrappano, generalmente, alla loro forma fisica, e non avendo da vivi la necessaria preparazione spirituale per questo tipo di realizzazione, vampirizzano il fluido elettromagnetico, o energia vitale, degli esseri viventi al fine di accumularlo nel proprio corpo sprovvisto di vita[2]; essi credono, così, che nel tempo riusciranno a vivere. Un corpo fisico appartenuto a questi esseri è alimentato da una specie di energia rubata e può essere preservato dalla decomposizione per secoli. La storia ci racconta di numerosi esempi del genere, che la scienza non ha saputo ancora spiegare[3] . l’occultista condanna questi vampiri e le credenze religiose di una volta, erano nel vero quando raccomandavano di distruggere simili cadaveri – abitualmente piantando un piolo nel cuore del cadavere o tagliandogli la testa- perché solo in questo modo i corpi superiori [4] del defunto venivano liberati. Tutte le storie di lupi mannari possono essere così spiegate dall’ermetismo. Il processo di captazione dell’energia vitale è lo stesso che è stato descritto, salvo che al momento della vampirizzazione, lo stregone dava al suo corpo astrale la forma di un animale, al fine di non essere riconosciuto da una vittima dalla vista psichica sufficientemente sviluppata.

              Riassumendo:

Nel mondo fisico, ciò che permette l’unione del corpo astrale e del corpo fisico, come anche la stessa vita di quest’ultimo, sono il cibo e la respirazione, allorquando la tripla struttura dell’essere – corpo fisico, astrale e mentale – viene rinforzata, durante il sonno, da una energia ancora più sottile. Sul piano astrale, d’altronde, il corpo astrale è nutrito dalle vibrazioni che vi prevalgono. Se, dunque, un essere umano si incarna, ritornando dal piano astrale nel mondo fisico, il legame tra il corpo astrale ed il corpo mentale si rilascia, permettendo, così, una nascita su un piano più denso ed una specie di “morte” sul piano più sottile; questo decesso sui piani più elevati può essere assimilato, senza tuttavia eguagliarlo, a quello del corpo fisico ( che noi chiamiamo morte ) ma, nel caso di una nascita sul piano materiale, l’essere umano capta le vibrazioni emesse dai suoi corpi astrale e mentale.

Un corpo astrale si dissolve molto più lentamente di un corpo fisico e, secondo il computo terrestre del tempo, può conservare la sua forma durante i secoli, senza, pertanto, costituire il corpo fisico di un altro essere vivente[5]. Tuttavia, altri esseri, abitualmente dei demoni, amano prendere possesso di un corpo astrale in questo stato al fine di fare delle burle ai viventi. È cosi che durante numerose sedute di spiritismo, il corpo astrale dei defunti, di cui lo spirito si è distaccato da tempo ed è lontano, è animato ed interamente controllato da un demone. Solo un buon vedente, dai sensi sottili adeguatamente sviluppati, e, dunque, capace di cogliere la differenza tra un cadavere astrale (corpo astrale senza legittimo proprietario) ed un corpo astrale vivente, dal fatto della presenza in lui del corpo mentale ( dunque, del defunto in persona), può smascherare l’inganno. I demoni amano ingannare la gente, e tentare ogni sorta di malvagità. Tutti i diavoli, gli spettri, i fantasmi, gli spiritelli, ecc... agiscono in modo simile. Normalmente, un corpo astrale si scompone lentamente nei suoi elementi; esso diviene, man mano, più trasparente, come della garza, sino a fondersi con il suo piano.

Oltre all’essere umano che, dopo la sua morte, risiede sul piano astrale, molte altre categorie di esseri vi dimorano. Tranne quelli che sono stati menzionati,  si incontrano anche gli spiriti elementari. Ogni essere immateriale quando vuole manifestarsi su un piano denso, deve prima oltrepassare il piano astrale, anche se viene dalle Sfere più alte, perché questa zona legata alla terra è la prima, di natura sottile, che noi incontriamo lasciando la nostra densità. La kaballah la chiama Malkuth che significa Reame[6]. Le stesse forze agiscono sia sul piano materiale che in questa sfera astrale della terra, ma in questa ultima sono più sottili. Così, sono attivi il fuoco con le Salamandre, l’acqua con le ondine, l’aria con le silfidi e le fate, e la terra con gli gnomi. Tutti questi esseri della sfera astrale della terra si muovono nei loro rispettivi elementi come un pesce nell’acqua. Ogni elemento possiede delle entità costruttrici e distruttrici[7] . ciò ci permette di parlare di salamandre positive o negative. In realtà il bene ed il male, così come lo intendiamo, non esiste, perché la Provvidenza Divina non ha creato niente di malvagio o di disarmonico, solo l’essere umano comprende così le cose. L’ermetismo insegna che una categoria di Entità ha una azione positiva, un'altra ha una azione negativa. Questi esseri sono l’origine di tutto ciò che si produce sulla terra, sono, altresì, la causa di tutto ciò che viene prodotto nel corpo astrale degli umani, che siano iniziati o meno.

L’azione del fuoco e quella dell’aria, tramite i loro rispettivi spiriti, generano il fluido elettrico sul piano astrale, l’azione dell’acqua e della terra, tramite i loro rispettivi spiriti, generano il fluido magnetico sul piano astrale. Questi esseri elementari utilizzano questi due fluidi per creare tutto ciò che si manifesterà sul piano materiale. Quanto al Principio Akashico inerente al piano astrale, esso mantiene l’equilibrio armonioso degli elementi tra di essi. Se, dunque, un essere che vive sul piano astrale, che sia uno spirito elementare o un umano defunto, vuole agire sul nostro piano denso, deve, per fare ciò, essere in grado di accumulare questi due fluidi i modo che essi possano esercitare i propri effetti. ...

Come è noto, la differenza tra uno spirito elementare ed un uomo risiede nel numero degli elementi che costituiscono la loro rispettiva struttura. Il primo ne conta uno solo, il secondo  riunisce in lui i quattro elementi ed anche il quinto: il Principio Akashico. È così che un Elementare non può che lavorare con il suo proprio elemento ed il fluido corrispondente, mentre, l’essere umano può mettere in azione tutte le forze e dominarle. Tuttavia, sia che si tratti di un umano od un elementare, la Divina Provvidenza, tramite il Principio Akashico, governa tutte le cose. Ma, mentre un essere umano può incarnarsi,  un elementare non lo può fare da solo; inoltre, il corpo astrale di un elementare si fonde nell’elemento che lo costituisce, mentre il corpo astrale di un umano è riassorbito da i quattro elementi. Un'altra differenza è la seguente: al momento della morte, un elementare cessa di esistere, dato che la sua essenza è mortale, mentre l’essere umano, che è un macrocosmo in miniatura, è  creato, ad immagine e somiglianza di Dio, con uno Spirito Individuale Immortale[8].

Il Principio Akashico concernente il piano astrale determina la reincarnazione di un umano. Infatti, la sostanza che illumina l’astrale, chiamata luce astrale, è l’emanazione Divina di questa Sfera. Questa Luce appare agli iniziati, quando si compenetrano nel Principio Divino diffuso in questo piano, in maniera  eclatante, più della luce del sole o del il sole stesso; ma per fare ciò, devono essere capaci, a partire dal piano fisico, di vedere la Divinità nella Sua Luce, senza attribuirgli una forma qualsiasi. Infatti, le convinzioni religiose, proprie a qualunque individuo, hanno delle ripercussioni sul piano astrale, a tal punto, che il credente vi ritrova la forma ed il nome di Dio secondo le sue credenze terrestri. Gli atei non sentono il bisogno alcuno dell’esistenza di Dio, e sono, pertanto, incapaci a formare una qualsiasi sua immagine, quando si muovono sul piano astrale; nondimeno, essi aspirano a qualcosa di superiore, ma alla maniera di un uomo assetato al quale manca l’acqua. D’altronde, quelli che hanno adottato più religioni, o che hanno creduto in più divinità, durante la loro esistenza terrestre[9] , troveranno sul piano astrale una situazione caotica, ed  incontreranno delle difficoltà se non potranno fissare nel mentale qualche forma specifica. Tuttavia, evolvendosi su questa Sfera, essi chiarificheranno il loro concetto di Dio, in modo che, in fine, essi aderiranno alla forma di Dio che fu per loro la migliore sulla terra. È dunque, questa concezione che ognuno ha di Dio, che determina, generalmente, il seguente luogo di nascita sul piano fisico.

Un Mago, che ha esplorato con viaggi mentali ed astrali, durante la sua vita terrestre, questa zona sottile, legata alla terra, conoscerà, per sua personale esperienza, il tipo di lavoro e le modalità di azione degli esseri sottili che vi risiedono, ma dovrà apprendere tutto ciò dalla stessa bocca di tali esseri, tramite un lavoro di evocazione magica effettuato quando è ancora incarnato.

Inoltre, quando un Mago, dallo sviluppo insufficiente mentre vive ancora sulla terra, chiede l’aiuto di una guida al fine di essere edotto e diretto da questi, sia per comunicazione passiva o per scrittura automatica, nonostante la sua insufficiente evoluzione, troverà, quando sarà sul piano astrale, una Guida. Questa gli dispenserà un certo numero di insegnamenti e, ogni tanto, lo aiuterà quando ciò gli sembrerà necessario. Degli esseri altamente sviluppati ed appartenenti alla Sfera della terra si manifestano nel campo vibratorio che gli appartiene e divengono, così, le guide per gli individui o gruppi di uomini e degli iniziatori rispetto agli spiriti dell’astrale di medio sviluppo[10]. Non bisogna mai costringere questi Grandi Esseri a fare un lavoro sul piano astrale perché essi sono inviati dalla Divina Provvidenza per aiutare tutti gli esseri che si trovano su questa Sfera, e ciò secondo il grado di evoluzione di ciascuno di essi . In conseguenza, una Guida, che può anche chiamarsi Genio, non soltanto insegna al suo protetto le Leggi Universali, ma anche lo assiste nel suo cammino di evoluzione. È così, che succede, talvolta, che un essere umano, sul piano astrale, allorquando si appresta a fare qualcosa di proprio gradimento, si vede impedito, all’ultimo minuto, dalla sua Guida. Soprattutto se si appresta a fare, in ragione del suo debole sviluppo, un atto contrario alle Leggi Universali. La Guida prepara ugualmente il suo protetto alla prossima incarnazione, insegnandogli le Leggi che governano la vita sulla terra. Tutte queste spiegazioni ci mostrano come sia necessario uno sviluppo completo dell’intero essere, mentre vive ancora sul piano fisico, al fine di essere condotto verso la perfezione e di essere preparato, così, a vivere su un piano più elevato.

Ecco perché tutte le tribolazioni che tendono a purificare l’essere umano mentre questi vive in questo mondo denso e che l’aiutano a beneficiare dell’esperienza necessaria al suo sviluppo spirituale, sono precedentemente previste e determinate dalla Provvidenza Divina sul piano astrale e che, per ciascuno, secondo il suo grado di evoluzione. In conseguenza, l’essere umano conosce prima di incarnarsi, le lezioni che andrà ad apprendere su questo piano fisico, e non soltanto le accetta ma desidera viverle subito. Tuttavia, alla nascita, perde la coscienza di tutto ciò che Dio ha programmato per lui, perché, in caso contrario, se sapesse ciò che dovrà succedere, perderebbe il suo libero arbitrio e diverrebbe simile ad un robot in tutte le sue azioni, una specie di automa, e la sua missione sulla terra non potrebbe compiersi. Solo un iniziato che conosce il suo proprio Karma ed è  libero dalla relazione terrestre di causa-effetto, che conosce bene sia il piano materiale che quello astrale, è sufficientemente maturo per sapere in anticipo ogni cosa, senza dover temere che un evento sfortunato possa influenzare il suo libero arbitrio[11].

Gli esseri umani si incarnano e, per tale motivo, si trovano sottomessi ai limiti del tempo e dello Spazio al fine di meglio operare per il loro sviluppo spirituale nella misura in cui questo piano denso esige, sul cammino di ogni individuo, degli ostacoli molto più importanti di quelli che si incontrano sul piano astrale. Infatti, gli ostacoli terrestri rinforzano il mentale e permettono a questo ultimo di crescere più rapidamente di come non farebbe sulla sfera astrale. Ecco perché , coloro che sono passati sul piano sottile, sono impazienti di ritornare sulla terra il più velocemente possibile e sono pronti ad accettare le condizioni le più penose, per poter continuare il loro sviluppo spirituale. Ogni essere umano può, dunque, raggiungere la perfezione perché l’evoluzione dell’umanità tende a questo. La Guida spirituale che la Provvidenza Divina ha offerto ad ogni essere umano per iniziare questi alle Leggi del mondo sottile, aiuta e controlla il suo protetto e, in numerosi casi, continua la sua opera in una successiva incarnazione. Ecco perché il mago proverà, prima di ogni cosa  ad entrare in contatto con la sua Guida. Può succedere che alcune persone che hanno raggiunto un alto grado di perfezione sulla terra, pur essendo  in grado,  di proseguire la loro ascensione sul solo piano astrale, siano scelti dalla Divina Provvidenza per compiere ancora  una o due missioni sulla terra. Di tali grandi Spiriti, maghi o Iniziati sin dalla loro nascita – dopo una certa fase di sviluppo del loro corpo fisico, generalmente dopo la pubertà – sono subito in grado di prendere coscienza della loro vera natura ed allora, si rende necessario per essi solo un leggero lavoro per poter compiere la loro missione. Questo genere di missione può anche non essere di natura spirituale, possono riguardare anche altri affari di questo mondo denso. Ciò spiega la nascita dei geni e degli inventori in tutti i campi materiali. Il Mago sa che tutto ciò è controllato e programmato dalla provvidenza Divina, nel seno dell’Akasha diffuso nella Sfera astrale, e che come insegna l’occultismo, niente si può produrre che non possa essere spiegato dalle Leggi Universali.

Abbiamo percorso un excursus sugli aspetti più importanti della Sfera astrale legata alla terra, Sfera che circonda vibratoriamente il nostro piano fisico. Tuttavia, il piano astrale non è come gli uomini pensano, della densità di questa Sfera astrale legata alla terra,  che nel seno di questa vivano Spiriti ed esseri di una evoluzione superiore alla nostra. Infatti, nel piano astrale l’intensità della luce varia  parecchio, creando così delle numerose suddivisioni, ciascuna di esse corrisponde al grado di evoluzione dell’essere  umano. Il piano astrale non è dunque limitato all’astrale terrestre ma si estende in tutto l’universo, perché le Leggi che lo governano non hanno nulla in comune con il concetto dello spazio e del tempo e sono le stesse regole che governano il Macrocosmo ed il microcosmo in tutti i loro reciproci rapporti. Ecco perché l’essere umano non può raggiungere la perfezione, la sua maturità più avanzata, la sua unione con Dio che a partire da questa Sfera. Ciò ci mostra, chiaramente, che la Sfera astrale che circonda la terra è, secondo l’ermetismo, il piano sottile più denso, ma che racchiude nello stesso tempo, la più alta manifestazione del Principio Divino[12]. Io mostrerò che esistono altre fasi del mondo astrale che il Mago potrà contattare; ma, al momento, è in grado di vivere nella Sfera che viene descritta come un Essere perfetto, una immagine vivente di Dio. È in questa Sfera sottile che la Terra e tutta la creazione si è manifestata, dalla più alta manifestazione della perfezione Divina alla più bassa e rude espressione di questa. Ecco perché un essere umano può entrare in contatto con qualsiasi Sfera che si estende al di la di questa che ci concerne, ma non vi può, costantemente risiedere; questa Sfera legata alla terra è lo specchio di tutta la creazione ed è il piano dove si manifestano, nelle sue multipli suddivisioni, tutti i gradi di densità che esistono nell’Universo. Gli antichi Cabalisti conoscevano questa verità ed hanno chiamato, in conseguenza, questa fase vibratoria dell’astrale “ Malkhut” che definisce non il globo terrestre un  Reame, grazie al quale, la Creazione si esprime nei suoi aspetti più alti come in quelli più bassi; secondo l’albero della vita Cabalistico, esso è retto dal numero 10, il quale governa l’inizio della evoluzione. I Cabalisti sanno anche che il numero 10  riflette il numero 1 negli aspetti più sottili di questo, cioè lo stesso Dio, perché 10 si riduce ad 1 sopprimendo lo 0. Anche colui che ha qualche intuizione comprende i legami che si stabiliscono tra l’universo ed il proprio corpo e comprende che non è senza ragione che possiede dieci dita delle mani e dieci dei piedi. ... L’intuizione farà ugualmente percepire la relazione esistente tra questa Sfera e i Muladhara Chakra ma lascio ciò alla meditazione di ciascuno. 

           Dopo la Sfera studiata viene la fase vibratoria legata alla Luna,... poi quella di Mercurio, poi quella di Venere e, quando conoscerà bene queste ultime, il Mago si addentrerà nelle seguenti: quella del Sole, ed in seguito quella di Marte poi Giove ed infine, Saturno.

CONSIDERAZIONI GENERALI

SULLE SFERE PLANETARIE

Numerose altre Sfere si estendono al di là di quelle innanzi menzionate, ma è sufficiente conoscere quelle che concernono i Pianeti e saperle padroneggiare.

Tutte le analogie esistenti e gli Esseri che si muovono in questa Gerarchia saranno esposti nella seconda parte di questa opera. Ogni sfera che si estende al di sopra della Sfera terrestre, dalla Luna a Saturno, rivela tre piani vibratori: una fase mentale, una fase astrale ed una fase fisica. ... Nella concezione del Mago, ogni Sfera non sarà, infatti, delimitata ma tutte saranno percepite come interpenetranti, e ciò sia nel Microcosmo che nel Macrocosmo. Queste Sfere portano un nome derivante dall’astrologia ma non hanno niente a che fare in modo diretto con l’aspetto fisico delle stelle dell’universo, benché esista una relazione tra le stelle e le loro costellazioni di appartenenza  che permette all’astrologo di tirare delle conclusioni a fini divinatori e per allontanare le influenze nefaste.

Ogni Sfera è popolata, come quella che circonda la Terra. Gli Esseri Spirituali che vi dimorano esercitano delle funzioni particolari e sono soggetti alle leggi che regolano la loro propria Sfera  quando si tratta del legame tra causa ed effetto; riteniamo che siano milioni a vivere su ogni Sfera ed è impossibile classificarli in categorie. Ognuno di questi esseri ha raggiunto un certo grado di evoluzione sul proprio cammino spirituale, un certo grado di maturità e, riguardo a quest’ultimo, una missione a lui affidata.

  Una persona dall’insufficiente sviluppo spirituale e che non possiede la maturità richiesta, non potrà esplorare le Sfere, sulla loro fase astrale, che si intende al di là del mondo materiale, al fine di contattare gli Esseri che vi dimorano; non c’è dunque bisogno di precisare che costui non potrà contattare le Entità di un Ordine superiore. Infatti, pochi viventi sulla terra sono capaci, per mezzo del loro corpo mentale, di valicare i limiti dell’esistenza umana e di penetrare sulle altre Sfere. Quelli che possono fare ciò in piena coscienza sono chiamati “ Iniziati” secondo il senso che l’Ermetismo attribuisce a tale termine. Infatti, un iniziato è una persona che dopo anni ed anni di travaglio spirituale ha raggiunto il grado di sviluppo richiesto al portatore di questo titolo. Inoltre, un vero iniziato non è un filosofo che possiede grandi conoscenze intellettuali, ma un individuo che dopo un allenamento spossante e costante, ha lavorato su se stesso, fuori dalla comune folla degli uomini ed ha raggiunto questa conoscenza con la pratica. Si può applicare il conosciuto aforismo: “molti sono i chiamati, pochi gli eletti”. Tuttavia,  un diligente studente di ermetismo non dovrà temere gli ostacoli di tutti i generi, e dopo un allenamento coscienzioso,  potrà così raggiungere la perfezione e divenire un adepto. In realtà, ciascun essere umano, vivente su questa terra può raggiungere la perfezione.

  Come ho detto, pochi valicheranno mentalmente la Sfera della terra e potranno visitare le zone seguenti. Coloro che ne sono capaci sono leaders della spiritualità, Sono iniziatori ed istruttori di cui la Santa missione ed il dovere sono d’aiuto agli individui che si trovano spiritualmente al di sotto di essi. Questa Legge si applica, ugualmente, agli Esseri che vivono su ognuna delle sette Sfere seguenti dove  solamente  qualcuno tra i milioni esistenti, diventano, a seconda del loro grado di sviluppo, dei Governatori o degli Iniziatori. Costoro occupano un rango, ricevano un titolo preciso ed una certa dignità, così come i Reggenti della Sfera legata alla Terra sono onorati in ragione del posto che occupano secondo la loro rispettiva maturità; essi sono anche Cavalieri, baroni, conti, Duchi etc…

Il Mago deve ben comprendere che questi titoli rappresentano il grado di sviluppo dell’Essere che li possiede e non li considererà da un punto di vista umano. In conseguenza, solo i capi spirituali, gli iniziati di queste Sfere, hanno il potere di agire sia sul piano delle cause che su quello degli effetti, sulla nostra propria Sfera quale che sia la suddivisione – mentale, astrale o fisica – di quest’ultima. ... Ugualmente, secondo noi, come esistono degli Esseri positivi e negativi nella Sfera sottile della Terra, lo stesso si ritrova per ciò che concerne gli altri mondi. Le Forze e gli Esseri di natura e forza positiva sono chiamati “ Angeli” o “Arcangeli” e le forze negative “diavoli o arcidiavoli”. La stessa gerarchia si instaura all’interno degli esseri negativi: cavalieri, baroni conti etc.. L’uomo di comune evoluzione avrà una concezione di tutte queste cose che corrispondono necessariamente alla capacità di comprendere queste ultime. Immaginerà, dunque, che gli Angeli e gli Arcangeli hanno delle ali e che i demoni e gli arcidemoni delle corna. Tuttavia, colui che conosce bene il simbolismo esoterico potrà interpretare queste immagini in funzione di questo. Un Mago sa che un Angelo non ha ali nel senso reale del termine e troverà il significato studiando l’analogia contenuta in questo termine: le ali rappresentano gli uccelli che si muovono in libertà negli spazi al di sopra di noi; simbolicamente rappresentano ciò che ci è superiore, ciò che è agile, libero come il Principio che penetra in ogni cosa: l’Aria. Le entità negative sono generalmente rappresentati con corna e coda o come delle creature per metà uomini e per metà animali; il loro simbolismo, al contrario, rivela ciò che si oppone al bene, l’inferiore, l’incompleto, l’imperfetto, etc.. la questione di sapere se la forma che gli umani hanno attribuito a questi esseri positivi o negativi, ha qualche corrispondenza sulla Sfera rispettiva di questi ultimi, resterà in sospeso per i non iniziati perché il Mago che potrà visitare mentalmente ed astralmente questi mondi e che sarà capace di adottare la forma prevalente su ciascuno di essi – per confondersi con gli abitanti – scoprirà che non è così. Senza perdere la sua individualità, troverà in queste Sfere delle forme di vita del tutto differenti che non si possono descrivere con le parole. Non troverà degli esseri condensati, individualizzati ma delle Forze e delle vibrazioni corrispondenti ai loro rispettivi nomi. Se cercasse di concretizzare, secondo la sua propria visione delle cose, una delle Forze o di dare a questa una forma, questa sarà in esatta correlazione con la sua personale comprensione del simbolismo che riveste la funzione assunta da questa Forza, allora questa gli apparirà nella stessa forma che il Mago gli avrà attribuito, positiva o negativa che fosse, Angelo o demone. Il Mago che sollecita l’ausilio di una Entità domanderà a questa di creare la causa – portatrice degli effetti voluti – nella sua Sfera di appartenenza. Il lavoro di un cabalista è differente. Quest’ultimo si proietta mentalmente sulla Sfera prescelta e, poiché egli padroneggia le Leggi, non ha bisogno dell’aiuto degli Esseri per raggiungere lo scopo perseguito; egli compie tutto ciò da solo per mezzo di una parola, pronunciata secondo la tecnica Cabalistica.

  Le modalità di operare del cabalista sono, dunque, differenti. Tuttavia, il Mago, al suo stadio attuale di sviluppo, non può far altro che continuare a chiamare in suo aiuto gli Esseri Spirituali, e ciò sino a raggiungere la Sfera corrispondente al suo grado di evoluzione. Ogni Cabalista deve, dunque, in primo luogo, divenire un Mago per essere capace di lavorare ulteriormente in altra e più proficua  maniera....

  Il Mago con una certa esperienza, che può viaggiare astralmente e visitare, così, le differenti Sfere, si convincerà che gli Esseri, qualunque sia la loro dimora ed il loro rango, utilizzano un aspetto del linguaggio universale, chiamato “linguaggio metaforico” cioè una lingua legata all’immagine. Ciò spiega come gli esseri sottili possono comunicare tra loro. Chiunque può fare questa esperienza dal momento in cui lascia il suo corpo fisico; può anche contattare i defunti di qualche nazionalità che fossero fuori della loro ultima vita. Se il mago vuole esprimere qualcosa in una Sfera che si estende al di là del nostro piano materiale, lo farà utilizzando la sua bocca astrale, ma nessun suono uscirà da questa, al posto dei suoni ci saranno delle immagini che si formeranno da sole e che potranno essere allora percepite da qualsiasi Essere spirituale. [1]

Se, tuttavia, una Entità prende forma nel nostro mondo materiale al fine di essere visibile ed udibile, allora questo linguaggio metaforico è immediatamente tradotto in una lingua che il Mago comprende[2]. Ciò significa che se il mago chiama, dal piano astrale che circonda la Terra, un defunto che fu cinese, Indiano o di altra origine, si accorgerà che questi padroneggia perfettamente la sua propria lingua. Un Cristiano ricorderà che gli apostoli ed i discepoli di Cristo furono, dopo la scomparsa del Salvatore, riempiti dello “Spirito Santo”; Essi entrarono da quel momento anche nel mondo astrale e divennero capaci di tradurre il linguaggio metaforico in tutte le lingue umane. Ciò non è un miracolo perché questa facoltà giace, dorme, in ciascun essere umano. Colui che possiede qualche conoscenza in occultismo sa che il “linguaggio per immagini” è di portata universale e che i popoli dei tempi antichi lo usavano frequentemente. I geroglifici dell’antico Egitto ne sono un esempio. Che le parole,  esprimenti un linguaggio metaforico, abbiano un immenso potere magico non può mettersi in dubbio, e non fu senza ragione che gli orientali, come gli altri popoli, praticarono tanto questa lingua perché era in queste terre la culla di tutte le scienze Ermetiche.

  • ScriveChico Xavier: Oltre al corpo fisico, l'uomo ha diversi involucri che sono:
  1. il doppio eterico (o corpo vitale), che è fatto di materia più sottile (rispetto al corpo fisico, ndr). Questa materia sottile è presente anche negli animali, nei vegetali e a livello primordiale, persino nei cristalli. È la sede del principio vitale (o Prana)....
  2. Il corpo astrale (o perispirito)...è una sostanza non fisica che è già più sottile del doppio eterico. Questo involucro è il corpo che rimane agli spiriti quando si disincarnano e vanno nel piano astrale. È la sede dei desideri, delle emozioni e delle passioni ed è presente negli animali ed è l'espressione del sistema nervoso....Questo si forma all'età di 14-15 anni circa, nel contempo viene abbandonato il corpo eterico materno, che fino ad allora lo circondava.
  3. Il corpo mentale (...l'Io individuale) che è fatto di energia psichica, ancora più sottile dell'astrale. Qui è la sede della mente, dell'intelletto, della razionalità dello Spirito, ed è una prerogativa dell'essere umano ed è l'espressione del sistema sanguigno;... Questo è formato dall'anima senziente (che si forma a 21 anni circa), dall'anima razionale (a 28 anni) e dall'anima cosciente (a 35 anni).

Vi sono altri corpi più spiritualizzati che corrispondono alle altre quattro dimensioni dell'aldilà (Buddhico-Akashico, Nirvanico, Monadico, ecc.) , ma questi “Cieli” sono per gli spiriti che sono talmente perfezionati da terminare l'intero ciclo delle reincarnazioni.

Quando si muore, l'essere umano perde solo il corpo fisico e il doppio eterico, ma conserva tutti gli altri corpi. In particolare il corpo astrale sarà stato forgiato da tutti i sentimenti, le passioni, le emozioni e i desideri, positivi e negativi, che ha provato e che porta con sé e che riflette esternamente senza più segreti.  Lo spirito poche ore dopo la morte cade in un sonno incosciente e subisce una trasformazione,... che si chiama disincarnazione, la quale nella maggioranza dei casi dura tre giorni, ma anche poche ore nel caso di spiriti evoluti con legami deboli con la materia; in questi casi la disincarnazione è completamente indolore; infatti dopo alcune ore lo spirito si risveglia dolcemente nell'altra dimensione, circondato da parenti, amici e spiriti amichevoli. Nel caso di persone molto attaccate al materiale, la disincarnazione può durare settimane o mesi ed è  lenta e molto dolorosa, essendo sia il corpo astrale sia quello eterico legato in modo tenace al corpo fisico. La separazione è una lacerazione violenta... e atroce. Lo spirito sente il cadavere decomporsi... e può allontanarsi dalla tomba solo di pochi passi perché “la catena d'argento” (o cordone d'argento, di rosa+croce memoria, ndr) che lo lega al corpo fisico si spezza solo alla fine della disincarnazione.

… Se lo spirito non è abbastanza elevato può essere condotto nelle sfere astrali ancora in stato di intontimento. Nel caso degli atei materialisti convinti, anche se non cattivi, questo sonno  può anche perdurare decenni ed è un delirio pieno di incubi e vaneggiamenti.... Durante questo sonno lo spirito rivede in sogno, con più o meno lucidità a seconda della sua evoluzione, tutte le esperienze passate, anche quelle meno importanti, per un riepilogo introspettivo;per l'ateo, che non crede nell'aldilà, invece l'incoscienza è quasi totale, senza revisione introspettiva, ma solo con incubi o al massimo senza sogni. Lo spirito non ateo, invece, si risveglia e viene attratto da quel mondo che ha la stessa densità e frequenza vibratoria corrispondente alla sua coscienza.... Quando la morte è violenta e prematura (suicidi, incidenti, omicidi, ecc.) ossia quando la vita è troncata di colpo, prima del momento prestabilito dal programma karmico, il corpo eterico è ancora pieno di carica vitale e impedisce allo spirito di andare nell'altra dimensione (piano astrale9 per cui lo spirito rimane bloccato nel mondo fisico finché l'energia vitale non si esaurisce e diventa quindi uno spirito errante. … Inoltre essendo la disincarnazione ancora in corso ed essendo lo spirito connesso tramite il cordone d'argento  al suo corpo in putrefazione la sofferenza è grande. Anche in questi casi di morte violenta, tutto dipende notevolmente dal grado di evoluzione dello spirito: le persone buone sono aiutate, non soffrono affatto, il loro sonno dura molto poco e sono condotte amorevolmente in un centro di rieducazione dove il loro corpo astrale danneggiato viene curato in alcuni mesi.

… Subito dopo la disincarnazione, lo spirito con il suo corpo astrale formato, può andare nell'altra dimensione che per chi non si è liberato da tutte le passioni e i desideri materiali è il piano astrale; chi  invece è già completamente libero da queste imperfezioni può già andare nel piano mentale... che è un mondo paradisiaco....

...Il piano astrale, è diviso in sette livelli, a seconda del grado di evoluzione. Il primo e il più basso è l'Umbral, … appare come una orribile nuvola grigio-scura che circonda la Terra è prodotta da tutti i cattivi pensieri dei viventi e degli spiriti malvagi...vi sono esseri mostruosi, larve predatrici che praticano un vero e proprio vampirismo per l'energia vitale dei poveri sprovveduti che cadono nelle loro trappole. … si tratta pur sempre di un “purgatorio”, in cui vanno tutti coloro che non hanno fatto del male, ma neanche del bene agli altri. Il vero “inferno”, inteso come luogo dove gli spiriti soffrono in modo indescrivibile è altrove.... lì dove il buio è ancora più profondo, va un altro terzo delle persone,... i più perversi, coloro che si ribellano a Dio.... La loro condizione non è mai eterna, le preghiere fatte in loro nome sono molto utili, ma tutto dipende dalla loro volontà di pentirsi, redimersi, espiare e riparare tutto il male che hanno fatto a ciascuno facendo del bene in successive incarnazioni terrene.

Nel secondo livello astrale (o Umbral leggero) si è fuori dalla nebbia e il paesaggio... è più gradevole. Qui si trovano i centri di assistenza e rieducazione dove gli spiriti amorevoli curano gli spiriti appena tornati dalla “lotta” del mondo terreno, rimettendo in sesto il loro corpo astrale. … Le cure possono essere anche molto dolorose, … le brave persone vengono subito condotte in questo livello senza sostare nel primo.... Gli spiriti sostano in questo mondo di illusioni per smaltire i desideri terreni..., finché non decidono di salire verso piani più elevati aumentando il proprio livello di coscienza. I primi due livelli dell'astrale possono essere raggiunti durante il sonno dagli incarnati o nella maggioranza dei viaggi astrali.

Nel terzo livello astrale vi sono molti artisti che desiderano approfondire lo studio delle arti, musicisti, registi, pittori, poeti ecc. L'aspetto fisico di ognuno dipende dall'evoluzione spirituale, più gli spiriti sono evoluti e più facilmente e rapidamente possono modificare il loro corpo....

Nella quarta sfera vi è una presenza maggiore di entità non umane, come gli elementali (formati da un solo elemento?), gli spiriti di natura e i Kama-Deva, che sono esseri semi-angelici che hanno una evoluzione parallela a quella umana-animale....

La quinta e sesta sfera astrale sono abitate da ricercatori e studiosi che operano a vantaggio dell'umanità. Qui vi sono... luoghi di studio dove i problemi della Terra vengono discussi e studiate delle soluzioni. Quando questi specialisti giungono a conclusioni certe queste vengono impresse nelle menti di coloro che sulla Terra hanno posizioni di potere e che possono influire sulle decisioni dei gruppi innovatori e sulle scoperte scientifiche.

Nel settimo livello astrale... vivono asceti e saggi in preghiera e meditazione solitaria nella natura o spiriti che si preparano a salire nella sfera successiva. Quando sono pronti... si risvegliano nel piano mentale.

Anche il piano mentale è diviso in sette livelli, che si raggruppano in due grandi regioni: il mentale inferiore...che comprende quattro livelli inferiore e il mentale superiore o Mondo Causale... che comprende i tre livelli superiori.... Al primo livello vivono gli spiriti altruisti, al secondo quelli che all'altruismo unirono una devozione religiosa, al terzo quelli caritatevoli e al quarto quelli che alle altre qualità unirono interessi per la filosofia e la scienza. Nel mentale superiore vivono gli Spiriti Superiori e gli Angeli (...o angeli senza forma).Questi hanno una grande conoscenza, un grande potere e un aspetto di esseri di luce. Essi si occupano di sorvegliare, gestire e far evolvere i mondi inferiori.

  • Scrive Mike P lato a proposito dell'anima in vita e dopo la vita secondo la cabala: ...Per quanto la natura sia un tutto complesso, secondo la Qabalah, vi troviamo comunque tre aspetti apparentemente distinti: il corpo, l'anima e lo spirito (la massa, l'energia e il noumeno principale). Essi si differenziano tra loro come il concreto, il particolare e l'universale, in modo che l'uno è il riflesso dell'altro e ciascuno, anche in se stesso, offre questa triplice distinzione. Il primo aspetto, il corpo, con la sua triplice modalità, nella Qabalah prende il nome di Nephesh; il secondo, l'anima, sede della volontà-intelletto, che costituisce propriamente la personalità umana, con la sua triplice espressione, si chiama Ruah; il terzo, lo spirito, con i suoi tre poteri, nella Qabalah prende il nome di Neshamah. … Questi tre aspetti dell'uomo non sono completamente distinti e separati, ma sono l'uno dentro l'altro come i colori dello spettro, i quali sebbene si susseguano, non possono essere distinti completamente perché fusi l'uno nell'altro (o se si preferisce, basta rivedere la formazione dell'albero sephirotico a cerchi concentrici, ndr). A partire dal corpo, dal potere più basso di Nephesh e attraverso l'anima (Ruah) risalendo fino al più alto grado dello spirito (Neshamah) si trovano tutte le gradazioni, come quando si passa dall'ombra alla luce attraverso la penombra. Inversamente, dalle parti più elevate dello spirito fino a quelle fisiche grossolane, si percorrono tutte le sfumature di radiazione, come dalla luce si passa all'oscurità attraverso il crepuscolo.

-Nephesh, questo è il principio della vita o forma dell'essenza concreta, e costituisce la parte esteriore dell'uomo; In esso domina la passiva sensibilità per il mondo esterno, mentre troviamo una minore attività ideale. È in diretta relazione con gli esseri concreti. Solo a causa dell'influenza di questi, egli produce una manifestazione vitale, però è ugualmente attivo nel mondo esteriore perché fa emergere dalla sua esistenza materiale nuove forze vitali grazie alla sua potenza creatrice, sì da ridare ciò che riceve. Questo stato concreto costituisce un tutto armonico... e osservato come un tutto unico...comprende, a sua volta, tre gradi che stanno tra loro come il concreto, il particolare e l'universale... e che nello stesso tempo costituiscono gli organi nei quali e per i quali l'aspetto interiore, lo spirito, opera e si manifesta esteriormente. Questi tre gradi sono, dunque, sempre più elevati e interni, e ognuno di essi possiede diverse sfumature.

-Ruah, l'anima, non è così sensibile come Nephesh alle influenze del mondo esteriore; … esso consiste piuttosto in un essere interno, ideale, nel quale tutto ciò che la vita corporea e concreta manifesta esteriormente come quantitativo e materiale, si trova interiormente allo stato virtuale. Questo secondo elemento umano fluttua dunque tra l'attività e la passività o, meglio, tra l'introversione e l'estroversione; nelle sue funzioni esso...appare come qualcosa di mutevole che dall'interno all'esterno si manifesta sia attivo che passivo e che, sebbene di natura ricettiva, dà. Da ciò il  perché l'intuizione e il concetto non coincidono esattamente nell'anima, benché non siano così nettamente separati da non confondersi l'una con l'altro. La modalità esistenziale di ciascun essere dipende esclusivamente dal grado più o meno elevato della sua coesione coesione con la natura e dalla maggiore o minore attività o passività che ne è la conseguenza; l'appercezione dell'individuo è in proporzione alla sua attività. Più egli è attivo interiormente, più è elevato e più gli è possibile indagare nelle intime profondità dell'essere. Questo Ruah, composto di forze che sono alla base dell'essere materiale oggettivo, gode anche della proprietà di distinguersi da tutte le altri parti come individuo speciale, di disporre di se stesso e manifestarsi al di fuori con un'azione libera e volontaria. Questa anima che rappresenta ugualmente il trono e l'organo dello spirito è... anche l'immagine dell'intero uomo; come Nephesh, essa si compone di tre gradi dinamici che stanno, l'uno in rapporto all'altro, come il concreto, il particolare e l'universale o come la materia azionata, la forza-energia agente e il principio: in modo che esiste un'affinità non solo tra il concreto in Ruah, che è il suo grado più basso e più esteriore, e l'universale in Nephesh, che forma la sua sfera più alta, ma anche tra l'universale in Ruah e il concreto nello spirito.... Ogni forma particolare di esistenza nell'uomo ha una vita propria nella sfera del mondo che le corrisponde, con la quale essa è in rapporto di continui scambi, dando e ricevendo, per mezzo dei suoi sensi e dei suoi organi speciali.... Così da una parte, nel concreto che la precede, l'anima attinge la pienezza della sua realtà oggettiva, e dall'altra, l'universale che la domina, attinge l'interiorità pura.... Dunque Ruah è il legame tra l'Universale o Spirituale e il Concreto o Materiale, i quali uniscono nell'uomo il mondo interno intellegibile con il mondo grossolano esterno; esso è, nello stesso tempo, il supporto e la sede della personalità umana. L'anima, in questo modo, si trova in un duplice rapporto rapporto con i suoi tre oggetti, cioè:

  1. col concreto che è al di sotto di lei;
  2. col particolare che risponde alla sua natura e che è al di fuori di lei;
  3. con l'universale che è al di sopra di lei.

In lei, in due sensi contrari, avviene una circolazione di tre correnti frammischiate, perché:

  1. è eccitata da Nephesh che è al di sotto di lei e a sua volta essa agisce su di lui ispirandolo;
  2. si comporta anche attivamente e passivamente con l'esterno corrispondente alla sua natura, cioè il particolare;
  3. tale influenza che trasforma nel suo seno, dopo averla ricevuta o dal basso o dall'esterno, dà a lei il potere di elevarsi sufficientemente così da stimolare Neshamah nelle regioni superiori. Attraverso questa operazione attiva, le facoltà  superiori eccitate, producono un'influenza vitale più elevata, più spirituale, che l'anima, ridivenendo passiva, riceve per trasmetterla all'esterno e al di sotto di lei....

-Neshamah, la terza parte dell'essere umano, può essere designata con la parola Spirito, nel senso in cui è impiegata nel Nuovo Testamento. In essa la sensibilità passiva verso il mondo esterno non si trova più; l'attività domina la ricettività: Lo Spirito vive di vita propria e soltanto per l'universale, o per il mondo spirituale col quale si trova in rapporto costante.... Nephesh è un essere puramente interiore, ma anche passivo e attivo nello stesso tempo, e Nephesh, col suo principio vitale il suo corpo, e Ruah, con le sue forze, rappresentano le sue immagini esteriori. Ciò che c'è di quantitativo in Nephesh e di qualitativo in Ruah viene dallo Spirito -Neshamah- puramente interiore e ideale. Ora, poiché Nephesh e Ruah racchiudono tre gradi diversi di esistenza, o potenzialità di spiritualizzazione, in modo che ognuno è un'immagine più piccola dell'intero essere umano, così la Qabalah distingue ancora tre gradi in Neshamah. Delle tre forme superiori d'esistenza dell'uomo che sono riunite nella più larga accezione della parola Neshamah, quella inferiore può essere designata come il Neshamah propriamente detto. Essa ha ancora qualche affinità con gli elementi superiori di Ruah; consiste in una conoscenza interiore attiva del qualitativo e quantitativo che sono al di sotto di lei. Il secondo potere di Neshamah, che è l'ottavo elemento nell'uomo (tre “livelli” in Nephesh, tre in Ruah e tre in Neshamah, totale nove livelli, ndr), è chiamato dalla Qabalah, Chajoth. La sua essenza consiste nella conoscenza della forza interna superiore intellegibile, che serve di base all'essere oggettivo manifestato e che, per conseguenza, non può essere percepito né da Ruah né da Nephesh e non potrebbe essere riconosciuto da Neshamah propriamente detto. Il terzo potere di Neshamah, il nono e il più elevato elemento nell'uomo, è Jechidad (l'unità in sé stessa), la sua propria essenza consiste nell'Unità fondamentale assoluta di tutte le varietà dell'Uno assoluto originario....

… L'anima (Ruah) ha senza dubbio una sua propria esistenza, ma tuttavia essa è incapace di uno sviluppo indipendente senza la partecipazione della vita corporale (Nephesh), e così avviene nei confronti di Neshamah. Inoltre Ruah è in duplice rapporto con Nephesh: influenzato da questo, è rivolto allo stesso tempo all'esterno per esercitare una libera reazione, in maniera che la concreta vita corporale possa partecipare allo sviluppo dell'anima. La stessa cosa avviene per lo Spirito in rapporto all'anima, ovvero per Neshamah in rapporto a Ruah; attraverso Ruah esso è anche in duplice rapporto con Nephesh. Tuttavia Neshamah ha, inoltre, nella propria costituzione la sorgente della sua azione, mentre le azioni di Ruah e di Nephesh non sono che le emanazioni libere e viventi di Neshamah. Parimenti Neshamah si trova, in una certa misura, nello stesso doppio rapporto con la Divinità perché l’attività vitale di Neshamah è già in sé un incitamento per la Divinità di intrattenere questo rapporto, di procurargli l’influenza necessaria alla sua sussistenza. Così lo Spirito o Neshamah, quale intermediario, e Ruah con Nephesh vanno ad attingere del tutto involontariamente all’eterna sorgente divina, facendo irradiare continuamente l’opera della loro vita verso l’alto, mentre la Divinità penetra costantemente in Neshamah e nella sua sfera per dare la vita a lui, a Ruah e a Nephesh.
Ora secondo la dottrina della Qabalah, l’uomo, invece di vivere nella Divinità e di ricevere costantemente da lei l’influsso di cui ha bisogno, si è immerso sempre più nell’amore di se stesso e nel mondo dell’errore, dal momento della sua caduta o subito dopo, così da lasciare il suo centro eterno per la periferia. Questa discesa e l’allontanamento sempre maggiore dalla Divinità hanno avuto come conseguenza un decadimento dei poteri nella natura umana, e quindi nell’umanità intera. La scintilla divina sempre più si è oscurata nell’uomo, e Neshamah ha perso l’unione intima con Dio. Allo stesso modo Ruah si è allontanato da Neshamah e Nephesh ha perso la sua intima unione con Ruah. A causa di questo decadimento generale e del rilassamento parziale dei legami tra gli elementi, la parte inferiore di Nephesh, che nell’uomo originariamente era un corpo luminoso, è diventata il nostro corpo materiale; perciò l’uomo è stato assoggettato alla dissoluzione nelle tre parti principali della sua costituzione.
                                         L'anima nel post-mortem

La Qabalah distingue due cause che possono portare la morte: la prima consiste nella diminuzione graduale o repentina dell’influenza continuamente esercitata dalla Divinità su Neshamah e su Ruah in modo che Nephesh, diminuendo la forza con la quale vitalizza il corpo grossolano, ne provoca la morte. Nel linguaggio dello Zohar essa potrebbe essere definita la morte dall’alto o dall’interno all'esterno.  Invece, la seconda causa della morte potrebbe essere denominata la morte dal basso, o dall’esterno all’interno. Essa avviene quando il corpo, forma di esistenza inferiore ed esteriore, disorganizzandosi sotto l’influenza di qualche turbamento o qualche lesione, perde la duplice proprietà di ricevere dall’alto e di esercitare l’influenza necessaria per stimolare Nephesh, Ruah e Neshamah a scendere fino a lui. Poiché ciascuno dei tre gradi di esistenza dell’uomo nel corpo ha la sua sede particolare e la sua sfera d’azione corrispondenti al grado della sua spiritualità, ed essendosi trovati tutti e tre legati a questo corpo in periodi diversi della vita, essi abbandonano il cadavere in momenti differenti e secondo un ordine inverso. Ne deriva che il processo della morte si estende per un periodo di tempo molto più lungo di quanto si pensi comunemente.

Neshamah, che ha la sua sede nel cervello e che, nella sua qualità di principio di vita spirituale superiore si e unito per ultimo al corpo materiale - quest’unione ha inizio all’età della pubertà - è il primo a lasciare il corpo; solitamente ancora prima del momento che noi indichiamo col nome di morte. Esso non lascia nella sua Merkavah che un’illuminazione, poiché l’individualità umana, come si dice nell’Esarah Maimoroth, può sussistere, anche senza presenza effettiva di Neshamah. Prima del momento che a noi sembra quello della morte, la coscienza sale al grado più elevato di Ruah da dove l’individuo scorge ciò che nella vita era nascosto ai suoi occhi; spesso la sua vista penetra lo spazio e può distinguere gli amici e i parenti defunti. Appena arriva l’istante critico, Ruah si espande in tutte le membra del corpo e prende congedo da loro. Poi tutta l’essenza spirituale dell’uomo si ritira nel cuore e là si mette al riparo dai Masikim [entità subconscie] che si precipitano sul cadavere, come una colomba inseguita si rifugia nel suo nido.
La separazione di Ruah dal corpo è sentita e Ruah o l’anima vivente fluttua, come dice l’Ez-ha-Caiim, tra le alte regioni spirituali, infinite (Neshamah) e quelle inferiori corporali, concrete (Nephesh), piegando ora verso l’una, ora verso l’altra, essa che, in quanto organo della volontà, costituisce l’individualità umana. La sua sede è nel cuore, questo dunque è come la radice della vita, è il Melekh, Re, il punto centrale, la linea che unisce il cervello col fegato, e siccome è in tale organo che l’attività vitale si manifesta all’origine, è anche in questo che finisce. Così al momento della morte Ruah sfugge e, secondo l’insegnamento del Talmud, esce dal cuore, attraverso la bocca, con l’ultimo respiro.

Appena Ruah si è separato, l’uomo sembra morto; tuttavia Nephesh abita ancora in lui. Nephesh è l’anima della vita elementare nell’uomo e ha la sua sede nel fegato. Esso, in quanto potenza spirituale inferiore, possiede molta attrazione per il corpo separandosene per ultimo, come è stato il primo a unirglisi. Tuttavia, dopo la separazione di Ruah, i Masikim prendono possesso del cadavere. Questa invasione, unita alla decomposizione del corpo, obbliga ben presto Nephesh a ritirarsi; tuttavia esso resta ancora a lungo vicino alla sua spoglia per piangerne la perdita. Di solito, soltanto quando sopraggiunge la putrefazione completa egli si eleva al di sopra della sfera terrestre.
La disintegrazione dell’uomo, conseguente alla morte, non è una separazione completa, perché ciò che una volta è stato un solo tutto non può disgiungersi completamente; rimane sempre qualche rapporto tra le parti costitutive, di modo che sussiste un certo legame tra Nephesh e il suo stesso corpo già putrefatto. Dopo che questo recipiente materiale esteriore è scomparso con le sue forze vitali fisiche, resta ancora qualcosa del principio spirituale di Nephesh, qualcosa di imperituro che discende fino nella tomba, nelle ossa, come dice lo Zohar; è ciò che la Qabalah chiama il respiro delle ossa o lo spirito delle ossa. Questo principio, imperituro, del corpo materiale che ne conserva completamente la forma e le pieghe (portamento), forma lo Habal di Garmin, che possiamo tradurre con il corpo della resurrezione (corpo sottile luminoso). Dopo che le diverse parti costitutive dell’uomo sono state separate dalla morte, ciascuna si reca nella sua sfera attirata dalla propria natura e costituzione; esse sono accompagnate dagli esseri a loro simili che già circondavano il letto di morte. Siccome nell’Universo intero tutto è nel tutto, ciò che nasce, vive e perisce è retto da una sola e identica legge; così il più piccolo elemento è la riproduzione del più grande e gli stessi principi reggono ugualmente tutte le creature, dalla più bassa alla più spirituale, dai poteri più elevati. L’Universo intero, che la Qabalah chiama Aziluth e che comprende tutti i gradì, dalla materia più grossolana fino alla pura spiritualità - l’Uno -, si divide in tre mondi: Assiah, Yetzirah e Briah, corrispondenti alle tre divisioni fondamentali dell’uomo: Nephesh, Ruah e Neshamah.

I tre mondi che corrispondono, secondo la loro natura e il grado della loro spiritualità, ai tre principi costitutivi dell’uomo, rappresentano anche i diversi soggiorni di questi principi. Il corpo, guaina più materiale, rimane nella sfera inferiore del mondo Assiah, nella tomba; lo spirito delle ossa resta solo sepolto in esso, formando, come abbiamo detto, lo Habal di Garmin. Nella tomba è in uno stato di oscuro letargo che, per il giusto, è un dolce sonno; molti passi di Daniele e dei Salmi di Isaia vi fanno allusione. Poiché lo Habal di Garmin conserva nella tomba una sensazione oscura, il riposo di coloro che dormono quest’ultimo sonno può essere turbato in tutte le maniere. Ecco perché presso gli Ebrei era vietato sotterrare una accanto all’altra persone che, nella loro vita, erano state nemiche; o collocare un santo vicino a un criminale. Al contrario si aveva cura di seppellire insieme due persone che si erano amate, perché nella morte questo attaccamento potesse continuare ancora. Il più grande turbamento per coloro che dormono nella tomba è l’evocazione, poiché quando Nephesh lascia la sepoltura, 1o spirito delle ossa resta ancora attaccato al cadavere e può essere evocato; ma questa evocazione raggiunge anche Nephesh Ruah e Neshamah. Senza dubbio sono già in soggiorni distinti ma rimangono anche, sotto certi rapporti, uniti l’uno all’altro, in maniera che uno risente di ciò che provano gli altri. Ecco perché le sacre scritture vietavano di evocare i morti. Le sfere superiori del mondo Assiah servono da soggiorno a Nephesh. Lo Ez-ha-Chaiim dipinge questo soggiorno come il Gan-Eden inferiore, che nel mondo Assiah si estende a sud del paese Santo al di sopra dell’Equatore.
Il secondo principio dell’uomo, Ruah, trova nel mondo Yetzirah un soggiorno appropriato al suo grado di spiritualità. E poiché Ruah, che costituisce l’individualità, è il supporto e la sede della Volontà, è in lui che risiede la forza produttiva e creatrice; così il mondo Yetzirah è, come lo designa il suo nome, il mundus formationis, il mondo della formazione. Infine, Neshamah risponde al mondo Briah che lo Zohar chiama il mondo del trono divino, e che comprende il più alto grado della spiritualità. Come Nephesh, Ruah e Neshamah non sono forme completamente distinte di esistenza, ma al contrario procedono l’una dall’altra elevandosi in spiritualità, così le sfere dei vari mondi si incatenano l’una all’altra e si elevano dal cerchio più basso, più materiale, del mondo Assiah, che è percepibile ai nostri sensi, fino ai poteri più elevati, più immateriali del mondo Briah. Da ciò si vede chiaramente che, benché Nephesh, Ruah e Neshamah soggiornino ciascuno nel mondo che loro conviene, essi restano uniti in un tutto unico. Specialmente a causa degli Zelem, questi rapporti intimi tra le parti sono resi possibili.
Con il nome di Zelem la Qabalah intende la figura, l’abito sotto il quale sussistono i diversi principi dell’uomo e attraverso il quale essi operano. Nephesh, Ruah e Neshamah, anche dopo che la morte ha distrutto il loro involucro corporale esteriore, conservano una certa forma che corrisponde alla sembianza dell’uomo originario. Questa forma, per mezzo della quale ogni parte persiste e opera nel suo mondo, è possibile solo grazie allo Zelem; così è detto nel Salmo XXIX, 7: Essi sono dunque come nello Zelem (il fantasma).
Secondo Luria, lo Zelem, per analogia con tutta la natura umana, si suddivide in tre parti: una luce interiore spirituale e due Makifim o luci avvolgenti. Ogni Zelem e i suoi Makifim corrispondono, nella loro natura, al carattere o al grado di spiritualità di ognuno dei principi ai quali essi appartengono. É soltanto attraverso il loro Zelem che è possibile a Nephesh, Ruah e Neshamah manifestarsi al di fuori. É su di essi che riposa tutta l’esistenza corporale sulla terra, poiché tutto l’influsso dall’alto sui sentimenti e sui sensi interni dell’uomo avviene per la mediazione di questi Zelem, suscettibili d’altronde di essere affievoliti o rinforzati. Il processo della morte si produce unicamente nei diversi Zelem, poiché Nephesh, Ruah e Neshamah non sono modificati da essa. Così la Qabalah dice che trenta giorni prima della morte, i Makifim si ritirano dapprima da Neshamah, per poi scomparire, successivamente, da Ruah e da Nephesh, in questo senso c'è da comprendere che essi allora cessano di esercitare la loro forza; tuttavia, nello stesso istante in cui Ruah se ne va, essi si aggrappano, come dice la Mishnath Chasidim, al processo della vita per sentire il gusto della morte. Tuttavia bisogna guardare gli Zelem come esseri puramente magici; ecco perché lo Zelem dello stesso Nephesh non può agire direttamente nel mondo della nostra percezione sensibile esterna.
Ciò che si offre a noi nell’apparizione di persone morte è il loro Habal di Garmin e la sottile materia aerea o eterea del mondo Assiah di cui si riveste lo Zelem di Nephesh per rendersi percettibile ai nostri sensi.
Ciò si applica a qualsiasi specie di apparizione, si tratti di un angelo, di un defunto o di uno spirito inferiore. Allora non è lo Zelem stesso che possiamo vedere e percepire con i nostri occhi, ma solo una sua immagine che, costruita col vapore sottile del mondo esteriore, prende una forma capace di dissolversi immediatamente.
Per quante varietà offra la vita degli uomini sulla terra, altrettanto varia è la loro sorte negli altri mondi; infatti, più infrazioni alla legge divina sono state commesse quaggiù, più bisogna subire purificazione nell’altro mondo.
Lo Zohar dice a questo proposito: La bellezza dello Zelem dell’uomo pietoso dipende dalle buone opere che ha compiuto quaggiù, e più oltre: Il peccato macchia lo Zelem di Nephesh. Luria dice anche: Nell’uomo pio questi Zelem sono puri e chiari, nel peccatore sono torbidi e oscuri». Ecco perché ogni mondo, per ognuno dei principi dell’uomo, ha il suo Gan-Eden (Paradiso), il suo Nahar-Dinur (fiume di fuoco per la purificazione dell’anima) e il suo Gei-Hinam, luogo di tormento; da ciò anche la dottrina cristiana del paradiso, del purgatorio e dell’inferno.

  • Scrive J. Maier: ...Anche secondo la concezione ebraica del tempo, nella sua essenza l'anima ha un'origine <<trascendente>>, preesistente,immortale....Ciò ha prodotto in seno all'ebraismo una terminologia, nella quale si presenta l'anima vegetativa come nefesh, l'anima animalis come ruah e l'anima intelligibilis come neshamah... Le potenze dell'anima derivano (secondo i cabalisti, ndr), indipendentemente dalla loro relazione reciproca, ognuna secondo il suo rango, da diversi gradini superiori delle sefirot, precisamente dalle sefirot X (Malkuth: regno, reame, tribunale inferiore, casa di Dio, Pietra angolare...), VI (Tiphereth: Bellezza, Misericordia, Albero, Torah scritta...) e III (Binah: Intelletto, Jobel/sopra,Vita). Attraverso la sefirah VI (albero) e le sefirot inferiori IX (Yesod, Fondamento, Giusto, Grande Pietra, Sion...) e X, queste potenze dell'anima scendono verso il “basso” e questa “discesa dell'anima” e la sua ripartizione nei singoli corpi, a partire dalla sefirah X, viene ampiamente descritta....: (Joseph Gigatilla)... E quando essa -la sefirah X- fa fluire questa forza nella modalità operativa 'DNJ (Adonai, X), questa si chiama anche “terra della vita, il che significa: la terra nella quale si raccoglie la vita superiore. Da questa modalità operativa il nome 'DNJ attira la vita in tutte le realtà create, che sono presenti nel mondo secondo le loro specie, negli angeli e in tutte le schiere della terra e dei suoi discendenti. Questo è il mistero di (Gen 1,24): Produca la terra (X) l'anima/forza vitale (nefesh) di un essere vivente (hajah) secondo la sua specie. Infatti questo versetto racchiude, secondo il modo della “sapienza” superiore (sefirah II, Hokmah/Chokmah, Sapienza, Eden superiore...), l'anima di tutto ciò che si muove e striscia sulla terra, la forza vitale/nefesh di ogni specie di pesci, uccelli, animali selvatici e bestiame, e la forza dell'anima animale nell'uomo. Inclusa in esso vi è anche la forza dell'anima suprema dell'uomo, che si chiama neshamah... Sappi che in tutto questo versetto “produca la terra esseri viventi secondo la loro specie” è racchiuso da una parola che Egli disse e questo è il mistero di “secondo la loro specie”... Per così dire che la vita di ogni singola specie degli esseri viventi, ognuna secondo la sua specie, nel caso della realtà superiore la realtà superiore, nel caso della realtà mediana la realtà mediana, nel caso della realtà inferiore la realtà inferiore e persino l'anima del messia, tutto è racchiuso nella parola “secondo la loro specie” (le-minah) che Egli ha pronunciato.... Tutte le anime, quelle superiori come quelle inferiori, fluiscono ad esse (le cose create) dal nome 'DNJ (X), che si chiama 'ereshajim/terra della vita, (e precisamente) mediante la forza di 'El haj (IX), sia Egli lodato, che fa scorrere attraverso il nome 'DNJ (X) la forza della “vita” dalla “fonte sella vita” (III) grazie alla mediazione dell'”albero della vita” (VI). E poiché tu trovi che tutti i viventi del mondo ricevono la loro vita da 'El haj grazie alla mediazione di 'DNJ, noi preghiamo a Capodanno: Ricordati di noi per la vita....

...L'incorporazione dell'anima individuale in un corpo... e il suo assoggettamento alla materia, allo spazio e al tempo, nonché ai sensi e alla concupiscenza, richiede la liberazione da questi legami estranei alla sua natura e il ritorno alla sua origine “superiore”.... così nella cabbala classica ha preso piede l'idea che la configurazione globale delle sefirot presenta una figura dai contorni simili a quelli di un uomo, del cosiddetto “Adam qadmon”. Questo ha permesso di stabilire una relazione fra le singole sefirot e determinare parti del corpo umano e di elevare così in senso sefirot-teologico la corrispondenza... fra macrocosmo e microcosmo...

… Zohar I,235a: <<R. El'azar chiese a r. Simon: “Poiche il Santo, Egli è lodato, sa che gli uomini muoiono, come mai introduce anima nel mondo e a che scopo ne ha bisogno?”. Gli disse: “...Ma il Santo, Egli è lodato, offre le anime che discendono in questo mondo per manifestare la Sua gloria e poi Egli le riprende nuovamente”. … -Questo mistero sta in questo (passo della scrittura) e disse: Bevi acqua dalla tua cisterna  e liquidi dalla tua fonte (Pr 5,15)- Abbiamo già spiegato: la cisterna è un luogo dal quale nel quale non sgorga nulla da se stesso. E a partire da quando sgorgano queste acque? Quando l'anima intellettiva/neshamah in questo mondo è portata alla perfezione, quando essa sale a quel luogo con cui essa è collegata, allora  (la persona in questione) è perfetta da ogni punto di vista, Sopra e Sotto.

E quando l'anima sale (ritengo si tratti dell'assunto 1+2=4, ndr), allora si risveglia il desiderio femminile (X) per il maschile (IX) e sgorgano le acque da Sotto a Sopra e la cisterna diventa una fonte di acqua viva. Allora si producono collegamento e unità e desiderio e volontà, poiché attraverso l'anima di un giusto viene perfezionato quel luogo, vengono risvegliati Sopra amore e volontà e tutto si collega strettamente insieme>>.

Joseph ben (figlio di) Abraham Joseph Gikatilla, ShO, vol. II,59-61: <<...L'anima della forza vita/nefesh è legata allo spirito della vita/ruah e lo spirito all'anima intellettiva/neshamah e e l'anima intellettiva alla sefirah binah (III). Nel caso in cui -mai avvenga!- l'anima/nefesh si corrompe e si rende degna del castigo della distruzione/karet, essa viene recisa dallo spirito/ruah al quale aveva aderito e perde il buon premio della retribuzione e non possiede alcuna strada per risalire al “mondo futuro” (III), poiché è recisa dall'albero supremo al quale aveva aderito. Questo è il mistero della punizione karet che viene menzionata nella Torah (Gen 17,14): e quest'anima sarà recisa/nikretah dal suo popolo. Ma se essa, dopo essere diventata cattiva, torna ad aderire al luogo dal quale era stata anteriormente recisa, allora le viene concesso di salire alla sefirah binah (III), che viene detta “mondo futuro” ed essa ritorna al luogo che ha perduto... Poiché le anime nefesh sono collegate con gli spiriti e gli spiriti sono legati alle anime neshamah e le anime neshamah con il mondo della vita (III),... Ma le anime nefesh che sono state recise dal loro luogo e non si convertono, verranno giudicate con ogni sorta di dure punizioni,... Esse barcollano e vanno errando tutt'intorno di punizione in punizione e di piaga in piaga e questo è ciò che la Scrittura dice (1Sam 25,29): e l'anima dei tuoi nemici egli la scaglia lontano nel cavo della fionda. Il significato di  cavo della fionda è simile a quello di una pietra che si scaglia da un luogo ad un altro luogo. Così anche l'anima nefesh, …

Zohar III, 126a-127b: << R. Abba... Ciò è quanto è scritto (Gb 33,23-24): se vi è per lui un difensore-angelo fra mille, per notificare all'uomo la rettitudine, cosicché Egli abbia pietà di lui e dica: Scampalo dallo scendere nella fossa, ho trovato il riscatto. Chi è il difensore?  Sono le opere buone che assistono l'uomo quando ne ha bisogno. Ma se per lui non si trova alcuna difesa, allora egli è costretto a ragione a lasciare il mondo. Nell'ora in cui giace nel collare di ferro del re, solleva gli occhi e vede venire verso di lui due che scrivono davanti a lui tutto ciò che ha detto, ed egli rende conto di tutto ed essi lo scrivono davanti a lui.... Ed egli le  confessa  (le sue azioni). Qual'è il motivo? Perché ogni azione che egli ha fatto sale e interviene a rendere testimonianza a suo riguardo. Esse rimangono per parlare di lui e tutte scendono (dal tribunale superiore, sefirah V , Gheburah,  forza/terrore, ndr)  e vengono annotate davanti a lui e non vengono tolte dal suo cospetto fin quando non viene giudicato in quel mondo (sefirah X, tribunale inferiore). … Quando l'uomo viene sepolto nel cimitero, esce Dumah e installa tre tribunali che sono preposti al giudizio della tomba, con tre fiaccole ardenti nelle loro mani, ed essi giudicano spirito e corpo insieme.... Se... non si è trovata alcuna difesa per lui, l'emissario del re scende e si posa davanti a lui ai suoi piedi con in mano una spada affilata. L'uomo solleva gli occhi e vede che le pareti della casa bruciano per il fuoco che esce da essa. Al tempo stesso vede quello ritto davanti a sé, pieno di occhi ovunque, con il suo vestito avvolto nel fuoco che arde davanti all'uomo. Così stanno le cose, poiché molti uomini hanno visto l'angelo infliggere la punizione e ritto in piedi davanti a loro...

Zohar I,218b-219: … E' stato insegnato nell'ora in cui l'anima/neshamah di un uomo lascia questo mondo, tutti i suoi parenti e amici accompagnano la sua anima nel mondo e gli mostrano il luogo del piacere e il luogo della punizione. Se egli è senza colpa, vede il suo luogo e sale e si siede e si bea nel sublime piacere di quel mondo. E se egli è stato privo di colpa, la sua anima resta in questo mondo, finché il corpo non sia stato sepolto nella terra. Dopo che è stato sepolto, lo afferrano innumerevoli servi del giudizio finché non sia giunta a dumah e la si porta negli scompartimenti della geenna.

Zohar II,99b: … Anima intellettiva e spirito sono maschile e femminile, per risplendere insieme,  ma separatamente  non  risplendono  e  non si chiamano N (e)r/lume; se invece si uniscono fra di loro si chiamano come un tutto  N (e)r

...Lassù nel giardino nascosto di Eden un'anima intellettiva si avvolge e si riveste nel debito modo con lo spirito... l'anima della vita/nefesh non vi giunge, … Ma quando (l'anima intellettiva) discende nel giardino di Eden Sotto (in questo mondo, allora si riveste di uno spirito diverso da quello che abbiamo ricordato sopra, uno spirito che è uscito di lì e resta interamente in questo mondo, e che in questo mondo non si è moltiplicato e diffuso entra nel ciclo della metempsicosi e non trova riposo... finché non si trova (come nel caso del matrimonio leviratico) quel liberatore, che lo libera e lo riporta effettivamente nel contenitore di cui si era servito e al quale il suo spirito e la sua anima della vita (anima vegetativa) continuamente aderiva e costituiva una coppia come spirito con spirito.

  • Dalla lettera di S. Paolo  (2 Cor 5,8): ...Tutti dobbiamo infatti comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male.
In  1 Tessalonicesi 5,23, sempre S. Paolo scrive: Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo...


[1] Il suono è una manifestazione dell’Elemento fuoco. La sua posizione astrale è il centro della gola che è retto dell'Akasha; ora la prima espressione dell’Akasha, chiamata anche il grande soffio, è giustamente l’elemento fuoco; il suono da cui (fuoco) è ben uscito  dell'Akasha della gola. Il fatto che un’immagine sorga immediatamente, si spiega con l’azione del fuoco, che si eleva, si mentalizza istantaneamente (attirato dal fuoco mentale) e si manifesta in immagine, la visualizzazione, la creazione, la captazione di immagini, la parola, etc.. sono tutte figlie del fuoco.

[2]  È il mentale del Mago che opera questa traslazione: ne fornisce il suo contenuto, in senso lato, ed è vero, perché può trattarsi di una conoscenza rinchiusa in lui da più altre vite; ecco perché, se il Mago non ha , nel suo mentale, un tipo di vocabolario od una serie di conoscenze, L’Entità avrà difficoltà a farsi comprendere.



[1] Cioè i quattro elementi nel loro aspetto più denso

[2] Essi nutrono, infatti, il loro corpo eterico

[3] non bisogna confondere una tale conservazione con quella che accade nei corpi appartenuti a dei santi o grandi Esseri. In questo caso, l’energia vitale che alimenta il cadavere, ha una diversa origine: essa è fornita da coloro che visitano il Santo, che senza rendersi conto, donano essi stessi la propria energia. Talvolta, tenendo conto della purezza estrema del corpo eterico del Santo deceduto, questi decide, in accordo con la volontà Divina, di lasciare che il corpo eterico alimenti il corpo fisico, e così l’insieme di essi diventa una specie di batteria energetica, alimentata dal Santo a partire dai piani superiori o tramite dei “Devas” o Angeli, suscettibili di inondare l’umanità di una forza superiore, di guarigione, di benedizione, etc..

[4] cioè, in questo specifico caso molto particolare, il corpo psichico e mentale.

[5] Ciò significa che i Principi superiori (Monade ed il suo involucro, “Bouddhi, come l’alto mentale) che costituiscono la vera identità di un essere, non alimentano più il corpo astrale che è divenuto “un cadavere” in decomposizione sul piano astrale.

[6] o sfera degli elementi. È  là, la vera Malkuth, perché, in realtà, la densità nella quale siamo immersi è situata vibratoriamente più in basso della densità programmata da Dio ( la vera Malkuth). Questo è un mistero della caduta…Malkuth è la settima sfera – escludendo la Triade superiore e contando dall’alto a partire da Giove/Chesed – quella, invece, dove noi viviamo con il corpo fisico è la ottava Sfera, quella che precede lo stato dell’inferno, quella che costeggia l’inferno

[7] chiamate anche positive e negative e, secondo l’utilizzazione fatta dagli umani – come la soggezione perpetrata dalle gerarchie demoniache, esse sono divenute buone e cattive

[8] Si tratta del settimo principio, l’ Atman individuale, che partecipa in essenza è potere dell’Atman Universale o Dio Manifestato.

[9] Senza comprendere che queste divinità non sono che aspetti dell’Unica Divinità

[10] Può anche trattarsi del corpo Causale di un individuo, del suo Se Interiore, del suo alto mentale individuale (Bouddhi Manas) che prende una forma. È il maestro interiore o l’Angelo Custode.

[11] L’esempio di Gesù che sapeva con anticipo quale supplizio lo attendeva e non ha fatto nulla per sottrarsene. L’esempio di Franz Bardon stesso, che sapeva molto bene che i Nazisti lo avrebbero torturato ma si è sottomesso alla Volontà Divina che governa il Karma del corpo fisico che aveva preso in prestito

[12] Ecco perché si dice, nella Kaballah, che Binah – la più alta espressione della Triade Divina – è seduta sul trono di Malkuth  (il vero Malkuth…)



[1]

[2] Trattasi del piano astrale legato alla terra. Ma il piano astrale è di concezione più vasta ed ogni sfera planetaria ha una parte legata ad esso,  inoltre, si dice , generalmente, sfera che circonda la terra, ma in realtà questa sfera compenetra la terra stessa , anche se un certo irradiamento nello spazio consente di giustificare questa parola.

[3]L’autore parla delle suddivisioni superiori del piano astrale, quelle che concernono gli esseri relativamente sviluppati, perché, invece, le suddivisioni inferiori sono piene di grossolanità, di violenza e di accanimento per procurarsi delle sensazioni fisiche, impossibili a soddisfarsi. Esse costituiscono , precisamente, quello stato interiore denominato “inferno” da tate religioni, l’avitchi dell’oriente

[4] La forza di riproduzione, l’istinto al piacere del corpo fisico, il desiderio emotivo di possessione dell’altro, la stessa idea di questa necessità di possedere, etc.. e simili energie molto “dense” che la natura fisica invia su quelli che essa  imprigiona.

[5]  Si tratta del ciclo umano o del cammino che seguono gli esseri umani , in quanto, gli esseri non umani , appartenenti a Sfere sottili, evolvono secondo altre leggi.

[6] Trattasi dell’alto mentale (Bouddhi Manas)

[7] Nascondendo la sua propria luce, creando, così, una protezione per se stesso ed un mezzo di comunicazione con quelli che risiedono senza perturbarli con la propria luce.

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