Esoterismo e rapporto di coppia (parte 1^)

di Giuseppe Citarda

- Premessa: Al fine di sgombrare il campo da equivoci e/o incomprensioni,  mi corre l'obbligo affermare che da parte mia  non vi è alcun preconcetto né pregiudizio,

verso i così detti omosessuali, né tanto meno verso coloro che preferiscono convivere, rifiutando il così detto matrimonio consacrato, in quanto ritengo che ogni essere umano essendo dotato di “anima” è anche dotato di uno Spirito che per quanto sepolto dalle “incrostazioni mondane” cerca la Luce, in modo più o meno conscio, ed è amato dal Creatore.

- L'essere umano ancora oggi si interroga sul perché dell'esistenza e sul  significato della propria vita, sulla giustezza o meno di un rapporto di coppia di tipo eterosessuale o monogamo e, nonostante il materialismo dominante e la “globalizzazione” sembrino foriere di espressioni dell'essere quali egoismo, egocentrismo, sesso e danaro, oggi più che mai, l'uomo, tenta di dare una risposta ai propri quesiti, senza accedere o misconoscendo quelle “Regole-Valori”che lo possano indirizzare nella giusta direzione. “Regole-Valori” che l'esoterista ben conosce e promulga.

Prima di dar corso a questo lavoro, è bene sapere che:

  1. Dio è al contempo “padre” e “madre”.
  2. Per il cabalista, il “rapporto di coppia” è da vivere nel talamo e in funzione della procreazione, al fine di ricevere la benedizione Divina: i figli; infatti, “nell'ebraismo, all'esercizio del matrimonio, spetta una funzione sacramentale!”

Questi i presupposti minimi al tema di oggi.

- Sin dalla antichità si sono celebrati “unioni rituali” e, nei tempi più recenti, le Chiese hanno istituzionalizzato tali “unioni rituali” attraverso il matrimonio consacrato. Il tutto si basa sulla conoscenza dell'azione creativa di Dio e sulla teoria della metempsicosi (trasmigrazione delle anime) e, in alcune religioni, sulla rinascita dell'uomo, dopo il giudizio universale.

Tutte le scuole di tipo esoterico, di fatto dicono la stessa verità, seppur con una terminologia propria e con propri simboli.

- La tradizione cabalista parla di un Mondo creato da Dio totalmente spirituale e precedente a quello conosciuto qual è l'universo  propriamente detto; questo Mondo primordiale era governato principalmente dalla Sephira Chesed che riguarda la modalità della grandezza, dell'amore e della gentilezza, mentre quello attuale si dice essere governato in modo più evidente da Ghevurah, Sephira che riguarda la giustizia, la forza ed il timore.

Secondo il testo “dell'Albero della vita”, la ragione della creazione sta “nella necessità che Dio fosse perfetto in ogni suo atto e potenza, e in tutti i suoi nomi di grandezza, di dignità e di gloria;...  Se i mondi non fossero stati creati, assieme a tutto quanto è in essi, non sarebbe possibile rendersi conto del vero significato del Suo essere eterno, sia Egli benedetto, nel passato e nel futuro, e non sarebbe chiamato col nome ….(Tetragramma). In verità, nella creazione dei mondi, attraverso l'atto, le sue azioni e le sue potenze vengono manifestate, e in esse Egli è proclamato perfetto, cosi come è perfetto in ogni suo nome ed epiteto, senza difetto alcuno...”.

- Il creato, quindi, è distinto da Dio e ne esprime un libero progetto che si dispiega nel tempo con ordine e gradualità, partecipando della bontà e perfezione divina. In tale contesto (creazione), l'uomo e la donna assomigliano a Dio molto più di quanto non faccia il resto del cosmo visibile;  la loro creazione si presenta come un nuovo atto divino, la cui solennità e trascendenza si manifesta nel nuovo triplice uso di bara’ (normalmente tradotto impropriamente con il termine “in principio”). Dio impegna se stesso nella creazione dell'essere umano con un’azione che indica la donazione del suo Spirito (Gen 2,7). L'uomo e la donna  (Adam-Kadmon, androgino, ma già differenziati) sono chiamati ad una vita di intimità con Dio e alla guida sapiente del creato in cui sono collocati come liberi e responsabili delle proprie azioni, come mostrerà la successiva storia di tentazione e di disobbedienza (Gen c. 3).

Dice il Majer (la cabbala: introduzione, testi classici, spiegazione; EDB): ...“Anima intellettiva e spirito sono maschile e femminile, per risplendere insieme, ma separatamente  non  risplendono”. Lassù nel giardino nascosto di Eden un'anima intellettiva si avvolge e si riveste nel debito modo con lo spirito... l'anima della vita/nefesh non vi giunge, … Ma quando (l'anima intellettiva) discende nel giardino di Eden Sotto (in  Malkuth/Eden inferiore) allora si riveste di uno spirito diverso da quello che abbiamo ricordato sopra, uno spirito che è uscito di lì e resta interamente in questo mondo (nel quaternario).

Nel racconto della creazione si constata sei volte, per ogni giorno della creazione, che l'opera è “ben riuscita” e, alla fine si dice addirittura “molto ben riuscita”.

Ma tutto questo non dura. Il “peccato” introduce un drastico cambiamento nelle condizioni di vita.… Altre spiacevoli cose gli angeli decaduti insegnarono, soprattutto alle donne... l'umanità appare così corrotta da spingere il Creatore a decretarne la distruzione... Dopo il diluvio, il male intacca l'essenza stessa del pensiero e dell'azione dell'uomo e, solo con Abramo e la sua legittima discendenza..., e pienamente con la rivelazione della Torah al Sinai..., si ha un antidoto: chi vive in conformità alla Torah, vive in conformità (cioè in perfezione, ndr) con l'ordinamento della creazione e anche l'immagine e somiglianza dell'uomo con Dio, viene strettamente collegata con questo stile di vita. E tuttavia la tradizione rabbinica parla in modo stereotipo di uno jeser buono e di uno jeser cattivo nell'uomo, termine che viene reso normalmente con “pulsione” buona e cattiva, ma che si avvicina piuttosto a una sorta di disposizione naturale, poiché anche lo jeser cattivo viene presentato come creato da Dio, e in tal senso anche la funzione della pulsione sessuale è intesa in modo assolutamente positiva, come presupposto per l'adempimento del comandamento relativo alla procreazione.

Ma questa disposizione umana è stata sempre strettamente collegata anche con influssi demoniaci dall'esterno”.

La creazione, quindi, non nasce da un contesto di conflitto fra forze avverse, ma dalla volontà creatrice di un unico Dio: anche quando il male nei suoi diversi contesti e personificazioni farà il suo ingresso nel mondo, esso si presenterà con un carattere creaturale, cioè qualcosa che non sfugge all'onnipotenza divina, e, comunque, sempre riconducibile all'azione della sua provvidenza.

- L' Adamo- androgino, ha quindi in sé i caratteri del Dio Uno e “molteplice”, cioè ha in sé sia il carattere maschile sia quello femminile, unitamente “all'Amore”, l'agente che unisce i due caratteri; Di fatti noi leggiamo nel testo sacro: “maschio e femmina, Dio li creò...”. Il primo uomo ha, quindi in sé i caratteri della perfezione, mentre noi li possediamo in “nuce” e soltanto dopo aver squarciato il velo che separa questo piano dall'altro, possiamo realmente tentare di esprimere tale perfezione, a meno che non diveniamo realmente coscienti del nostro essere già in questo piano.

Ancora da Majer:e poiché la lettera B(et) rinvia alla “sapienza”, attraverso la quale Egli fa tutto, tu trovi che questa lettera fa tutte le cose, poiché nel suo collegamento con il mistero dell'Uno, da cui viene la sua emanazione, essa è “padre” di tutte le generazioni, che derivano dalla sua emanazione, e questo  in forza (attraverso) del suo succhiare dall'Uno, il che rinvia alla “corona suprema” (Kether). Quando fluisce alla lettera N, che si trova al centro dell'alfabeto, genera un B”N (ben= figlio); mediante il suo legame con questo e mediante l'ingresso fra Q e R diventa “qeber” = tomba e vi entra per prendere via l'anima dal suo corpo, per cercarle un luogo di riposo, per farla entrare nel “palazzo del re”. …

- in altre parole, in ogni essere umano risiede il principio maschile e femminile, a prescindere dal sesso che lo caratterizza (v. archetipi di Jung) così che la storiella... della “mela”, può leggersi sia per il singolo uomo o la singola donna, sia per l'uomo e la donna considerati quale coppia (anima gemella, ndr),  oltre che per l'intera umanità. Il Principio maschile (1) che per sua Natura è attivo e propositivo per manifestarsi, o realizzarsi, ha necessità del Principio femminile (2), il quale due, stimolato dal Maschile (1) “riceve” e trasmuta, cioè genera il Figlio:  il <4>, attraverso l'agente Fuoco/Amore/Spirito (3) che lega il maschile al femminile (1+2); da qui l'assunto 1+2=4 ove l'”agente” non visibile nell'eguaglianza, è proprio il < 3 >, cioè l'Amore, lo Spirito, il Fuoco. Ovvero è attraverso l'Amore (lo Spirito di Dio, o se si preferisce, l'inserimento di un'anima  intellettiva nella generazione di un corpo mortale) che la generazione è perfetta, come lo è il creato. In altri termini, l’uomo e la donna generano un “corpo” (golem) ma è Dio che rende questo corpo un essere senziente, immettendo in esso l’anima intellettiva:  Sé Stesso.

- Con il termine Esoterismo in generale  indichiamo le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati, ai quali è affidata la possibilità della rivelazione della verità dal significato nascosto.

Questo termine deriva dal greco esoterikos (interno, dentro) e storicamente si riferisce ai sacri misteri, il cui centro è l'iniziazione ovvero la liberazione dal corpo visto come prigione dell'anima. Infatti, le religioni misteriche (come lo gnosticismo  nell'ambito del cristianesimo, la cabala nell'ebraismo e il sufismo nell'islam), credono alla dottrina della preesistenza dello spirito. Questo spirito considerato divino discende nel corpo e attraverso varie vite si purifica dal male fino a far ritorno alla patria celeste ed essere reintegrato nel Creatore.

Queste dottrine (misteriche) insegnano che c'è una "scintilla divina"  nell'uomo (per adesso la possiamo chiamare ancora “anima”) e che egli è temporalmente limitato mentre la particella “luminosa” trascende il tempo.  La “non consapevolezza”  conserva questa scintilla, in qualche modo, sotto gli impulsi delle “pulsioni” (richiesta di soddisfazione dei desideri)  e delle sub-personalità (v. Assagioli), oltre che dal sub-conscio (“porta” dalla quale “entrano” quelli che De Pasqually chiama “gli spiriti perversi”) mentre,  la consapevolezza, la libera facendola divenire perfettamente cosciente. La reintegrazione  e la resurrezione è parte dei misteri per cui, nell'iniziazione reale, vi è, in un certo senso, il risveglio del “Sé” transpersonale (v. psicosintesi) o del Sé pitagorico.

A questo punto ritengo di aver detto tutto quanto è possibile dire sull'argomento, seppur in modo sintetico e chi volesse può studiare la seconda parte della relazione, dove oltre ad una sorta di “vocabolario” che ci aiuta a comprendere ciò che è riportato, sono citati alcuni passi di vari autori oltre ad alcuni passi di scritti cabalistici.

 

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Bibliografia:

- Majer, la cabbala: introduzione, testi classici, spiegazione; EDB
- Giuliano Kremmerz, la scienza dei magi, ed. Mediterranee Roma
- Eliphas Levi, corso di filosofia occulta, ed. fratelli Melita editore
- M. De Pasqually, trattato della reintegrazione degli esseri, editrice Amenonthes-Genova
-Civitas Dei la roccaforte dei ricercatori, l'anima in vita e dopo la vita secondo la
cabala, scritto da Mike Plato, in tradizione gnostica.
- G. Barbaglio/S. Dianich, nuovo dizionario di teologia,ep
- La Bibbia di Gerusalemme, EDB
*Immagine da http://ipensieriscritti.wordpress.com/

 

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