Hiram Abi(f) e Imothep di Djoser identità storiche e contiguità esoteriche: un’ipotesi

di Stanislao Scognamiglio - Uno dei personaggi leggendari che ha maggior fama tra gli appassionati e gli studiosi di esoterismo e, in

generale, di simbolismo e tradizioni antiche, è Hiram Abi (o Abif), l’architetto del tempio di Salomone. L’uomo è menzionato in due Libri diversi della Bibbia, I Re e le Cronache. E il suo nome subisce delle variazioni perché a volte viene chiamato anche Adoniram, non cambiando sostanzialmente il suo significato, perché si tratta, come appare chiaro, di un soprannome o di un nome legato alle sue qualità spirituali. Infatti, del resto, il nome ebraico di Abramo è Avram(poi trasformato da Dio in Avraham) si scinde in  Av = “padre” e Ram = “elevato; alto”, quindi, capo, principe, indicando appunto un capotribù o un nobile(anche se per doti spirituali); e a volte Chiuram. E credo che quest’ultimo sia frutto di una cattiva trascrizione della lettera He che è muta e non gutturale, che però crea confusione col nome del re di Tiro che lo mandò presso Salomone.

Hiram Abi, è l’esatto anagramma di Av Ram[1], tenendo presente che l’Hi iniziale potrebbe essere l’articolo determinativo, e che la Beth (la nostra B) in ebraico si legge indifferente mente B o V, il nome significherebbe Il Padre(inteso come “saggio”) Elevato, o meglio il Maestro Elevato.

Si trattava, secondo la Bibbia, nella versione dei Re, di un architetto, conoscitore di tutte le arti, compresa la metallurgia e la lavorazione delle stoffe. Poi, nella versione delle Cronache, il personaggio assume dignità più elevata come il nome Hiram pretende. E in effetti, come detto, diviene Adoniram(in ebraico scritto “Adniram”) ovvero “Il Signore Elevato(sottinteso “per le sue virtu’”) ove addirittura il termine potrebbe essere metafora del significato religioso e nome del dio degli ebrei “Il Signore Altissimo”.

La figura, dell’architetto fenicio mandato dal re di Tiro Chiuram(nome che genera confusione con il nostro e che ci conferma l’origine nobile del personaggio) a costruire il tempio di Salomone, chiude la sua vicenda biblica entro uno o due capitoli. Ma da lui prende spunto la tradizione latomistica per narrare la famosa “leggenda di Hiram”, un espediente narrativo che viene utilizzato durante il rito di iniziazione al grado di “maestro”.

Così, come nella Bibbia, l’architetto della leggenda latomistica, aveva istituito una gerarchia tra gli operai del tempio, e per essere coadiuvato nominò dei sorveglianti, che svolgevano il compito di capomastri, nel settore nord e nel settore sud dell’edificio sacro. Gli operai, secondo la Tradizione latomistica, lavorano appunto in quei settori e a loro, dopo il grado di “apprendista” viene affidata una parola segreta per riconoscersi e una per accedere al grado di capomastro, maestro. Circostanza quest’ultima, comune nelle gilde medievali.

Per una serie di motivi, non ultimi quelli di ordine simbolico-esoterico, e sicuramente per ambizione personale, tre operai, che alcune tradizioni latomistiche chiamano col nome di Jubelos ,Jubelas, e Jubelus ordiscono un complotto ai danni di Hiram, decidono di ammazzarlo se non avesse rivelato la “parola di maestro”. Come da loro, previsto, l’architetto si rifiutò e i cospiratori con colpi e strumenti da lavoro legati appunto alla simbologia latomista, uccidono il Maestro Hiram Abi. Successivamente ne occultano il cadavere e i capomastri che lo ritrovano, dopo aver cercato a lungo la sua tomba, lo resuscitano, volendo significare nella simbologia libero-muratoria il passaggio di grado da operaio a capomastro.

La tradizione di un uomo di elevato ingegno, che padroneggia in tutte le arti in maniera eccelsa, oltre a raffigurare il massimo livello di evoluzione alla quale aspirare, è un topos comune e ricorrente nella mitologia occidentale. Già nella Bibbia, antecedentemente ad Hiram si parla di Tubalkain, in Egitto esisteva il dio Thot, rappresentazione di queste peculiarità, che era probabilmente la deificazione di un altro, questa volta veramente esistito, architetto: Imhotep.

Si tratta dell’architetto della prima piramide mai conosciuta, quella di Djoser (o Zoser) della III dinastia(2800 a.C. circa) e la sua figura è quella che storicamente più si avvicina a quella del leggendario architetto biblico. Poi, anche se di modesta entità c’è una traccia semantica suggestiva che ci potrebbe suggerire una continuità, a livello di inconscio collettivo tra Abramo ed Hiram, che ha a che fare proprio con la datazione della vicenda del patriarca, che si ambienta proprio intorno al XXVIII secolo a. C., epoca in cui fenici e cananei erano lo stesso popolo. E quindi, un personaggio di rango elevato e di conoscenze non ordinarie, che viene dall’Egitto, come Abramo che in Egitto vi era passato, prima di stabilirsi nella terra di Canaan definitivamente, è la testimonianza narrativa di qualcuno che aveva le caratteristiche di saggezza di Hiram, e contemporaneamente di rango elevato come Abramo.

Ma Imhotep fu l’inventore della religione egizia,  perché appartenente alla classe degli scribi e forse segretario personale del faraone, capì la necessità di codificare una religione che finora era quasi animistico-naturalista. Probabilmente fu lui a codificare il culto di Horo, di Amun Ra e di Anubi, dando a principi selvatici e naturali aspetto in parte antropomorfo e significato religioso profondo, mutuato dalla religione iniziatica cui lui faceva parte. Trasmise all’interpretazione degli scribi e dei faraoni, un’esegesi più allegorica rispetto ai meri principi naturali, tenendo nascosti i segreti riservati ai sacerdoti, entro i quali si trovano appunto la geometria sacra, fondamentale per la struttura delle piramidi e in avvenire per gli edifici adibiti al culto e le chiavi di lettura della magia naturale e dell’alchimia. E in comune con Hiram Abi, l’architetto del faraone Djoser, ha molti attributi che sono quasi sovrapponibili. E cerchiamo di elencarli

  1. L’origine di Imhotep, intesa come famiglia è misteriosa, non si sa se egli stesso abbia voluto tenere celati i nomi dei suoi genitori, o non si conoscano affatto perché orfano, o comunque l’identità del padre è sconosciuta- Hiram Abi è il figlio di una vedova, ma sia per condizione culturale, sia per il nome che, per alcune versioni è lo stesso del re di Tiro, cioè Chiuram, potrebbe trattarsi di un figlio illegittimo di un principe reale.
  2. Imhotep, come Hiram, che viene descritto come conoscitore addirittura, oltre che      delle leggi matematiche, delle stoffe, dei metalli e di tutte le arti, è un artista ecclettico e, come Hiram, assegna agli operai della piramide compiti ben precisi, e tra gli operai sceglie dei sorveglianti che  regolano i turni di lavoro e che fungono da capomastri nei quattro diversi settori del monumento funebre.
  3. La tomba di Imhotep, fu trovata dopo centinaia di anni di ricerche, solo nel secolo      scorso, e la sua ricerca fu cominciata(così come quella di Hiram) dai suoi discepoli subito dopo la sua morte, perché come per Hiram, il ritrovamento della tomba sarebbe stata testimonianza della morte e assicurazione di continuità per i suoi operai. 
  4. Le circostanze della morte in giovane età di Imothep fanno pensare che, come      Hiram, nella leggenda latomistica, sia stato assassinato e ciò darebbe alla leggenda stessa una qualche legittimità storica.

Ma aldilà delle vicende di Imothep e di Hiram Abi, ciò che interessa a chi studia le simbologie esoteriche è la presenza forte di una Tradizione che parte tremila anni prima di Cristo e persiste fino ai giorni nostri, grazie a figure archetipe come Hiram-Imothep, e prima ancora Tubalkain che si sono prese il compito di custodirla e preservarla, codificarla per i loro adepti. E poi si deifica nella persona di Ermete Trismegisto o  Thot. Personaggi, alcuni realmente esistiti come Imothep, altri frutto della sovrapposizione di uno o più maestri di conoscenza superiore che dalla notte dei tempi lavorano incessantemente per donarla agli uomini.



[1] Importantissimo: in ebraico non esistono vocali e a volte, solo la declinazione distingue la grafia dei termini con apporti di segni grafici, per cui la sillaba ‘Hi’ di ‘Hiram” può essere la trascrizione errata di ‘Ha’ articolo determinativo che viene messo solo all’inizio di parola come enclitica, quindi, ad esempio, “Ha Nozri”, “Il Nazareno”, in ebraico avrà la grafia “Hanozri”, così “Ha(Hi) Ram” “L’Elevato” si scrive appunto “Hiram”.

[2] Tempio di Salomone: http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2743866.html

[3] Hiram Abif: http://www.sullanotizia.com/index.asp

[4] Imhotep: http://www.vopus.org/

[5] Tomba di Imhotep:http://www.ilgiornale.it/news/egitto-scoperta-tomba-imhotep

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