L'Albero del Bene e del Male o Albero della Conoscenza

di Giuseppe Citarda - Ci si domanderà del perché di questo scritto, visto che non approda a nulla di diverso rispetto a quanto già sappiamo: il “peccato” di Adamo consiste in un peccato di superbia o, meglio, nel voler “operare” quale “dio” e, quindi, voler essere Dio stesso.

 Ebbene, è proprio questo il bello della ricerca, approdare a qualcosa che altri hanno detto ma che non riusciamo a fare nostro proprio perché altri ce lo hanno detto magari... in modo sintetico. E poi, non sempre la ricerca porta a grosse novità anche se qui e là si possono trovare spunti  e/o stimoli, forse interessanti. In questo campo, ovviamente, non vi possono essere “verità di fede” ma ognuno di noi porta avanti le proprie verità.

 

Assunti:

  • ·Da'at, conoscenza/abisso, ha il suo centro nella gola (in qualche modo essa è come se fosse macchiata dal “peccato d'origine” o, essenza del bene e del male; comunemente si usa dire “peccati di gola”, quando non si riesce a contenere lo “stimolo” di “introitare” dei... dolci; come dire che la conoscenza è dolce ma pericolosa; si parla anche di “conoscenza” in senso biblico: rapporto uomo-donna che, per la QBL, può avvenire solamente nel “talamo”).
  • ·L'uomo è un campo elettro-magnetico ove il collegamento fra le sue parti avviene per effetto della polarità (v. Bardon; terapie transpersonali...Ed. Terresommerse): positivo con positivo, negativo con negativo (legge d'affinità o di simpatia).
  • ·Per il Cabalista conoscere il nome di una persona, equivale a possedere la stessa persona o qualsiasi oggetto, del che lo studio dei Nomi divini e degli Attributi di Dio è uno studio che diviene obbligatorio.
  • ·In ogni essere umano risiede il principio maschile e femminile, a prescindere dal sesso che lo caratterizza (v. archetipi di Jung) così che la storiella... della “mela”, può leggersi sia per il singolo uomo o la singola donna, sia per l'uomo e la donna considerati quale coppia,  oltre che per l'intera umanità.

 

Johann Majer ricorda che: “In una strutturazione orizzontale (dell'albero sefirotico n.d.r.) si sono designate le tre sefirot supreme (I-III) come “mondo dell'emanazione” ('asilut/azilut), le sefirot IV-VI come mondo della creazione (beri'ah/briah), le sefirot VII-IX come mondo della formazione (jesirah/iezirah) e l'ultima sefirah  (X) come mondo dell'esecuzione ('asijah/asiah).

Il Principio maschile < 1 > che per sua Natura è attivo/propositivo per manifestarsi/realizzarsi, ha necessità del Principio femminile  < 2 >, il quale stimolato dal Maschile (1) “riceve” e trasmuta/genera il Figlio , cioè il < 4  >, attraverso l'agente Fuoco/Amore < 3 > che lega l'< 1 > al < 2 >; da qui l'assunto 1+2=4 ove l'”agente” non visibile nell'eguaglianza, è proprio il < 3 >, cioè l'Amore, lo Spirito, il Fuoco.

È ancora Majer a ribadire: “Ma venne il primo Adamo ('adam ha-ri'shon) e peccò; le sequenze furono disturbate, le tubazioni (canali) spezzate e gli stagni (sefirot) isolati... Il primo Adamo peccò nel pensiero e fu punito con la morte, … (Dt 30,15): Ecco, oggi io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. E sta scritto (Os 6,7): ed essi trasgredirono il patto come Adamo, ma quale patto fu concluso con Adamo? Egli peccò piuttosto contro il “patto” (=collegamento fra le sefirot IX e X, vedi anche arcobaleno, taglio del prepuzio o corteccia dell'albero: alleanza/patto)

Nell’Albero (sefirah VI) = Nome particolare di Dio (JHWH: Tetragramma); è come se il primo Adamo, cibandosi del frutto (ancora non maturo, non pronto da essere “mangiato” o assimilato, fatto proprio) avesse tentato di dividere il Tetragramma (cioè appropriarsi dell'essenza di Dio) che essendo il Nome particolare (di Dio), era ancor prima della creazione e quindi ancor prima delle Manifestazioni e/o Attributi dei Nomi divini che, nello specifico, creano/formano, le sefirot e quindi tutto l'impianto dell'albero sefirotico o albero della vita.

I frutti (non ancora maturi) dell'albero del bene e del male producono il corpo fisico. Infatti Adamo+Eva (“'adam ha-ri'shon, l'essere primordiale o androgino), nel loro “stato” o corpo spirituale, avevano la proibizione di mangiare il frutto dell'albero, in quanto, se “lo avessero mangiato, sarebbero certamente morti”:  si sarebbero divisi in Adamo  (Adam Qadmon) ed Eva, cioè, si sarebbero incarnati e assoggettati alla morte del corpo materiale  provocando la suddivisione del principio “maschio e femmina” (o maschile e femminile/forza di attrazione o meglio di separazione/repulsione) e non potendo più risiedere nella “Sfera” di appartenenza (Eden superiore), furono così portati (in quanto logica conseguenza) sul piano quaternario (la nostra terra) ove sperimentano la sessualità. Essi appropriandosi del “frutto”, nella non piena perfezione, si ritrovarono nudi cioè privati delle loro “qualità” originarie (corpo di gloria) e in uno stato vibratorio differente dal precedente. Dice De Pasqually: “generano il figlio di confusione: Caino”.

È grazie alla mediazione dell'”Albero della Vita” (sefirah VI: Tiphereth, Messia, Amore/Spirito Santo,Tetragramma) che Adamo, seguito da Eva (1+2... =4), attivando le potenze superiori dell'anima (neshamah e ruah), discendendo in Malkuth (il Reame), perviene nel piano quaternario, oltrepassando la Merkavah. Infatti, dopo aver scoperto la nudità (stato di coscienza dell'esser divenuto diverso da come era prima o, di “vibrare” in modo diverso), la scintilla divina (Neshamah) ha in qualche modo perso l'intima unione con il Creatore; Ruah e Nephesh si sono allontanati tra di loro (si è avuto una sorta di decadimento della Forza di attrazione o se si preferisce, si è generata una  inversione di polarità che, di conseguenza, provoca separazione, appunto, per le polarità discordi) e Neshamah, ha dato così origine al corpo fisico. Infatti, come un “grave” è soggetto all'attrazione terrestre e se l'asciato in aria, questo per legge di natura (gravità) è costretto a cadere, allo stesso modo Adamo ed Eva non potendo più sostenere la vibrazione (sottile) del luogo ove erano stati posti, discendono (per legge naturale) nel quaternario.

Osserva Plato: ”…Perciò l’uomo è stato assoggettato alla dissoluzione nelle tre parti principali della sua costituzione: Neshamah, che ha la sua sede nel cervello; poi Ruah, la cui sede è nel cuore (secondo l’insegnamento del Talmud, esce dal cuore, attraverso la bocca, con l’ultimo respiro), quindi Nephesh  che è l’anima della vita elementare nell’uomo (ha la sua sede nel fegato Esso, in quanto potenza spirituale inferiore, possiede molta attrazione per il corpo separandosene per ultimo, come è stato il primo a unirglisi)”.

E Majer, a sua volta ricorda che: “E quando l'anima sale(ritengo si tratti dell'assunto 1+2=4, ndr), allora si risveglia il desiderio femminile (X) per il maschile (IX) e sgorgano le acque da Sotto a Sopra e la cisterna diventa una fonte di acqua viva. Allora si producono collegamento e unità e desiderio e volontà, poiché attraverso l'anima di un giusto (sefirah X, Adonai) viene perfezionato quel luogo, vengono risvegliati Sopra amore e volontà e tutto si collega strettamente insieme”.

Anima intellettiva e spirito sono maschile e femminile, per risplendere insieme, ma separatamente  non  risplendono. Lassù nel giardino nascosto di Eden un'anima intellettiva si avvolge e si riveste nel debito modo con lo spirito... l'anima della vita/nefesh non vi giunge, …Ma quando (l'anima intellettiva) discende nel giardino di Eden Sotto (in  Malkuth/Eden inferiore) allora si riveste di uno spirito diverso da quello che abbiamo ricordato sopra, uno spirito che è uscito di lì e resta interamente in questo mondo (nel quaternario).

 

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Bibliografia:

- Plato, M., L'anima in vita e dopo la vita secondo la cabala, in Tradizione Gnostica.

- La Scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz, Ed. Mediterranee Roma.

- Bardon, F., Iniziazione all'Ermetica, Casa Editrice Astrolabio

- Majer, J., La Cabbala introduzione testi classici spiegazione, Ed. EDB

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