Ritualità Lunare o Isiaca

di Mario de Maria -  È nella seconda metà del settecento, nel pieno secolo dei lumi, che Martinez de Pasqually diffonde in un ristretto cenacolo iniziatici i principi della sua dottrina.

 Louis Claude de Saint Martin elaborerà poi quei principi in un’ottica diversa, complementare ma non opposta a quelli di Martinez. Nascono così le due vie del martinismo: la Via Solare, secca, quella del Maestro, dove si lavora con l’elemento Fuoco, e la Via Lunare, o umida dove si lavora con l’elemento Acqua.

La Luna riveste un ruolo particolarmente importante nel campo della magia innanzitutto perché prima di darsi alle pratiche, i maghi osservano attentamente le diverse fasi (luna crescente, calante, nuova, piena) che condizioneranno il loro agire rituale.  La Luna è l’astro di riferimento sia nella magia bianca che nella nera: gli iniziati, infatti, ne hanno sempre sottolineato i due aspetti puro ed impuro. Presso i Greci i due aspetto erano personificati dalla dea Diana (Artemide), chiamata  la casta Diana, nel suo aspetto benefico e dalla dea Ecate, divinità infernale nel suo aspetto malefico. I pensieri e i sentimenti degli uomini ispirati dal male, vengono attirati dalla faccia nascosta della Luna, che la scienza iniziatica denomina “cono nero”. Il cono nero restituisce alla Terra tutto quel male sotto forma di influenze nefaste. È da quel mondo che i maghi neri attirano le entità tenebrose che tormentano e turbano gli uomini.

Quando l’altra faccia della Luna è esposta all’influenza del Sole, quello è il mondo della purezza e il mondo degli Angeli.

Come il Sole ha affinità col Fuoco e l’Oro, così la luna ne ha con l’Acqua e l’Argento: colui che lavora con la Luna nel modo corretto, si purifica.

Il ciclo lunare è di circa un mese: nel giro di quattordici giorni la Luna cresce e nei successivi quattordici la Luna cala e questo alternarsi genera dei cambiamenti nella natura e nell’essere umano. La luna crescente favorisce l’attività mentre il periodo della Luna calante favorisce il riposo. Lo scopo della magia lunare è quello  di  ottenere una particolare condizione d’essere che si corrisponde ad uno speciale stato vibratorio. La scienza magica ci dice che la capacità di riprodurre a volontà queste particolari condizioni può talvolta essere innato, ma si raggiunge d’ordinario, dopo lunghi anni di dure pratiche iniziatiche agenti sul “corpo lunare” o, più rapidamente, impadronendosi di un arcano segreto che i Maestri comunicano solo a pochi. Un arcano che gli Alchimisti hanno sempre gelosamente custodito senza mai indicare nelle loro opere elementi concreti per la sua scoperta.

Per potersi addentrare nella rituaria lunare, occorre umiltà, purezza di intenti, spirito di sacrificio e fiducia nel Maestro: senza queste doti il Discepolo non riuscirà ad avanzare di un solo passo.

L’essenza dell’iniziazione lunare consiste nel liberarsi poco per volta delle idee preconcette, dai complessi psichici frutto della educazione e dell’eredità.

La magia si basa su un insegnamento pratico, in quanto applicabile all’uomo con risultati verificabili anche se con metodi diversi da quelli delle Accademie. Dal noviziato, con le sue tecniche purificatorie, alla rituaria giornaliera, la vita dell’iniziato è una lotta continua contro tutto ciò che macchia la virginea purità del “corpo lunare”. Nell’iniziato, la purificazione del “corpo lunare” conduce alla progressiva liberazione del principio solare, il quale ritorna ad essere, come in origine, arbitro dell’anima umana.

Nell’iniziato, dunque l’”Eva” che esprime lo stato del “corpo lunare” dell’uomo comune che si lascia tentare dal serpente (sensualità della percezione sensista) si trasforma in “Maria”, ossia nel tipo perfetto di anima monda di ogni effluvio “terrestre”, la quale nello stato di purità virginale, permette di far nascere il “Cristo”.  L’iconografia cristiana colloca la Luna sotto i piedi della Immacolata Concezione, ad indicare il totale dominio sulla corrente astrale fatta di impudicizia e di sensualità. Per poter incarnare il Cristo occorre prima passare per Maria. Ciò vale a dire che prima di procedere per l’iniziazione solare occorre passare per l’iniziazione lunare, in quanto lavoro preparatorio.

La via Isiaca di valore tradizionale ha come meta quella di formare un “corpo lunare” forte ed equilibrato, obiettivo che si ottiene sottoponendo il Discepolo ad un programma di pratiche mentali e fisiche che rinforzano la sua struttura. Ciò avviene attraverso un’opera di progressiva purificazione in modo da rendere il “corpo lunare” ricettivo di forze ed influenze spirituali.  L’iniziato sviluppa una capacità di vibrazione convenzionalmente definita “passiva”, che tramite una lunga preparazione di vita e di pratiche purificatorie forma un “corpo” immortale.

Comunque sia le due strade, l’Isiaca e la Solare, la prima più lunga della seconda, conducono al  medesimo risultato, ossia alla creazione di un “corpo etereo” non deperibile con la distruzione del corpo.  Il Discepolo all’inizio del percorso iniziatico viene posto di fronte alla scelta se diventare, usando un linguaggio del tutto peculiare ed allegorico, “mago” o “santo”, ovvero se seguire la strada Solare o quella Isiaca, considerando che la prima sviluppa la volontà attiva propria dell’iconografia del mago, la seconda sviluppa la medianità, nell’autentico senso di farsi tramite, agente per passiva riflessione dell’invisibile, propria del santo.

Alcuni individui sono maggiormente predisposti all’azione forte e volitiva del centro mentale mentre i più sensibili sono più adatti a ricevere forze intelligenti del mondo invisibile che il Maestro risveglia intorno al Discepolo servendosi di un eggregore protettivo. Per quanto attiene ai risultati pratici nel “corpo lunare”, non vi è molta differenza tra la via Isiaca e quella Solare,  in quanto entrambe mirano al potenziamento del “corpo lunare” stesso.

La strada Isiaca si consiglia all’inizio, in quanto è più semplice e in qualche misura meno “pericolosa” della Solare, più difficile ma più breve.

In realtà chi decide quale via seguire non è il Discepolo ma il Maestro, in base al temperamento, alla  conformazione del “corpo lunare” e delle esperienze di vita osservati nel Discepolo stesso.

Joomla templates by a4joomla