Relazioni tra Corpo, Anima e Spirito.

di Stanislao Scognamiglio - Per operare in maniera alchemica, magica e teurgica, ma anche solo per attivare la grande energia insita nella preghiera, è necessario che l'iniziato conosca perfettamente le relazioni che

intercorrono tra Corpo, Anima e Spirito. Suddivisione "scientifica" adoperata nel linguaggio Tradizionale per indicare ciò che nella realtà non è scisso.

In effetti le religioni, a differenza della Gnosi e del suo stretto modus operandi che è l'ermetismo, differenziano non solo dialetticamente,  tre entità  concentriche e interconnesse. In particolar modo, le confessioni cristiane separano in modo netto Corpo e Anima che, in tal senso, comprende anche la definizione che invece l'esoterismo assegna alla " sostanza" Spirito.

Questa separazione, che è una cattiva interpretazione delle filosofie religiose orientali, considera entità separate il Corpo e l'Anima. E solo la seconda delle entità viene ritenuta trascendente.

Nella Tradizione, nel suo simbolismo profondo, invece, Corpo, Anima e Spirito sono considerate una sola realtà che si manifesta in diversi stati della materia. E anzi il Corpo è il canale che unisce la materia allo Spirito. Intendendo con quest'ultimo, non la parte più elevata dell'uomo, che pure è denominata Spirito, ma la forza energetica, o campo magnetico più recondito dell'universo.

Gli autori classici della Tradizione assegnano all'insieme di fattori e fenomeni che corrispondono alla Materia la categoria del microcosmo che intende le interazioni che avvengono all'interno della complessità Uomo. Mentre per tutto ciò che si definisce Spirito, si è costituito il concetto filosofico di Macrocosmo definendolo genericamente universo. Per cui, dando seguito ad un equivoco interpretativo, si rinchiude nella sfera microcosmica l'uomo e il suo corpo, e in quella macrocosmica il resto del creato, in particolar modo tutto ciò che fisicamente si pone in alto. In genere lo spazio, le stelle, in poche parole, l'universo. Come se la parte trascendente di ciò che esiste risiedesse in una dimensione uranica o al massimo iperuranica. Ma se leggiamo approfonditamente i testi ermetici, ci accorgiamo che ciò che si mostra. in realtà appare anzi è un'illusione dei sensi. Perché la realtà manifestata, non ha colori, dimensioni e suoni ma vibra. E ciò che percepiamo dell'universo è vero e reale in misura della decodifica che i sensi fanno di vibrazioni incolori e inodori. Insomma i nostri sensi permettono alle stelle di brillare, ai grilli di cantare nelle notti d'estate, agli uomini di innamorarsi o di odiare. Così capiamo che bisogna operare ancora altre suddivisioni corrispondenti a molte sfumature per comprendere e descrivere Corpo, Anima e Spirito. A mio parere, anche interpretando in parte le lezioni di autori classici, è necessario distinguere un "Soma" ovvero, il corpo anatomico umano, dalla "Nous" ovvero mente che è la prima identificazione della coscienza, intesa come consapevolezza del cervello. Il Soma agisce su impulsi cerebrali e rimanda informazioni al cervello, che, nella elaborazione di queste ultime acquisisce esperienze. La reiterazione delle esperienze, a loro volta osservate questa volta criticamente, danno luogo alla consapevolezza. Quindi, la ghiandola che inizialmente stimola le membra del corpo e ne riceve informazioni crea una sostanza terza che è la coscienza. A questo punto, il cervello ha dato luogo individualità. Un corpo, quindi delle membra, non agisce più solo in reazione a stimoli, ma elabora una strategia coordinata dalla mente. Questa strategia che incorpora pulsioni che vengono a loro volta osservate diviene coscienza e le pulsioni originano le emozioni.

A questo punto Nous entra in comunicazione critica con il Soma e si originano vere e proprie interazioni. Così il corpo già dotato di un sistema nervoso primitivo e istintivo va a decifrare segnali che derivano da un sistema nervoso più evoluto che è quello cerebrale. E a questo punto nascono meccanismi via via più complessi che consentono al cervello di prendere coscienza di sé  e di sentirsi Mente.

Quindi l'uomo stesso diventa individuo e i fenomeni anatomici si interconnettono con quelli mentali e con la Coscienza e il risultato di queste elaborazioni danno luogo all'Anima.

L'Anima in un certo senso spinge l'individuo alla ricerca dell'origine delle sue sofferenze, e del suo disagio intrinseco della condizione umana, perché in una certa misura l'intelletto raziocinante costituisce l'ostacolo al ritrovamento dell'equilibrio, che nell'Uomo si è rotto proprio nella fase dell'individuazione. Mentre gli animali, infatti riescono ad armonizzarsi col creato tramite l'istinto, noi uomini tentiamo una cosa innaturale. Andiamo contro la nostra natura consapevole cercando proprio la reintegrazione attraverso la conoscenza che per sua natura ostacola il ricongiungimento con l'Unità.

Quindi per raggiungere questa meta occorre superare la diarchia Mente-Corpo per generare una terza modalità che si serve della sintesi delle due precedenti che partendo dal Corpo, attraverso la soluzione degli opposti, che risiedono nell'anima, giungano con lo strumento sottile Spirito a connettersi e ad unirsi in modo stabile con il Tutto.

Ma si era detto che prima bisogna conoscere bene gli ambiti che distinguono i tre stadi dell'essere. Sottolineo, gli ambiti, non i limiti e i confini.

L'ambito del Corpo, in ragione di quanto detto finora non sono solo le ossa, la cartilagine, gli apparati anatomici, ma anche la percezione che l'insieme di questi elementi restituisce e che chiamiamo percezione. Quindi rientra nell'ambito corporeo anche lo spazio cosmico o meglio la decodifica che ne elaboriamo, le stelle, i mari, gli animali così come li vediamo e li riconosciamo.

Quindi è in parte o del tutto erronea la definizione di Macrocosmo inteso come Universo. Il macrocosmo è quella parte della realtà, invisibile e impalpabile che la nostra percezione rende visibile e catalogabile. Ma nella sua natura nascosta è tenebra piatta. "Tenebra" intesa come ciò che la percezione indica come nero e che è oggettivamente mancanza di luce, "piatta" come ciò che la percezione descrive schiacciata e che è oggettivamente senza dimensione.

Lo Spirito quindi è la sintesi sottile dei conflitti Corpo-Anima ed è già presente in tutti dalla nascita. Per semplicità la identifichiamo con la Shekinah, ebraica scintilla divina, il cabalistico Shin. Che è imprigionata dalla natura stessa degli opposti che si contrappongono nell'Uomo. La natura stessa dell'uomo pur avvertendo la presenza dello Spirito lo emargina perché agisce con un linguaggio fatto di una lunghezza d'onda di una frequenza d'onda quasi impercettibile.Ma una volta liberato grazie alla volontà produce il legame con l'Infinito che lo rende immortale in vita

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