L'energia segreta dell'alfabeto ebraico.

di Stanislao Scognamiglio - Secondo la dottrina Cabalistica, le lettere dell'alfabeto ebraico ordinarono il cosmo e le sue leggi grazie alla loro natura di diretta emanazione del Verbo divino . In effetti la lingue sacre, ebraico compreso, sono strutturate da

alfabeti archetipali, nati in un contesto in cui sacro e profano non si distinguevano. Per cui la forma e la pronuncia delle singole lettere furono concepite per adempiere a una funzione di supporto operativo e propriamente magico al sacerdote. E sappiamo come per il kohen fosse fondamentale modulare la voce per emettere vibrazioni assonanti con un linguaggio della natura che ripeteva non solo i suoni ma le caratteristiche precipue delle vibrazioni da lei emesse.

Ogni lettera dell'ebraico, ancora non distante dagli ideogrammi, esprimeva contemporaneamente, un suono, un oggetto e un numero. Cosi' ad esempio, la beth indica contemporaneamente "porta"- che in ebraico si dice appunto be(i)th, il numero 2, e il suono "b" o "v".

Sorvolando sulla gematria ed altre tecniche meditative o divinatorie che i cabalisti usano basandosi proprio su queste caratteristiche, ci si renderà conto dell'enorme potenza evocativa ed energetica sprigionata da un suono che oltre a generare una frequenza ondulatoria, trasmuta da solo, per chi conosce la chiave di certe operazioni, le parti più sottili della materia.

Ma l'alfabeto ebraico sembra un organismo perfetto elaborato proprio da una Mente superiore. Infatti non solo le singole lettere compongono simbologie e vibrazioni proprie, ma anche le parole della stessa lingua. Innanzitutto i lemmi semplici, non i composti, non sono formati da più di tre sillabe. Ma i termini derivati conservano nella radice sempre le stesse consonanti. Infatti, come tutte le lingue semitiche, l'ebraico e' privo di vocali, o meglio le vocali sono utilizzate solo in funzione del cambiamento di significato del termine.

Prendiamo ad esempio la parola Melek( MLK), che significa "re" diventando Malak ovvero "messaggero"  conserva la forma consonantica MLK, e quindi il messaggero che concettualmente e'  inviato del re, viene considerato quasi sua diretta emanazione, tanto che i due termini si distinguono solo con le vocali, che nell'ebraico classico vengono al massimo distinte con un punto(daghesh)  che viene posto graficamente sopra o sotto la consonante.

La stessa Torah, il Pentateuco, viene considerato un unico lunghissimo nome segreto di Dio da molti autori cabalisti.

Emblematico in questo contesto, il procedimento morfologico col quale il nome vietato di Dio, cioè il nome proprio col quale Dio si presenta a Mosè, si anima e da letteralmente impronunciabile perché composto da quattro consonanti dure aspirate( Iod, He, Vau, He) con l'ausilio della lettera CosiShin che corrisponde al concetto di fuoco,diventa pronunciabile e leggibile. Cosa accade? Iod He Vau He, originariamente danno luogo a un suono gutturale e labiale nel contempo, che da' proprio l'idea del suono di un soffio, ad intendere il Soffio creativo. Quest'ultimo composto d'aria che diventa rarefatta nelle ultime sillabe, riscalda una materia informe, e la plasma trasformando la combinazione consonantica in IShUA, vocalizzato in IeShUA, il nome di Dio umanizzato.

Cosi' l'intera manifestazione divina e cosmica procedono per permutazioni dei glifi dell'alfabeto ebraico e una successione progressiva di vibrazioni contratte o espanse generano lunghezze d'onda creative.Ciascun onda si anima proprio grazie all'impulso sonoro della lettera pronunciata da Dio alla ricerca del suo fine ultimo. La sua meta evolutiva verso la materia per avere consapevolezza totale dello spirito.

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