Dell'Acqua e del suo fluire

 di Adriana Longarzo - La vita inizia dall’acqua: nel grembo materno il liquido amniotico avvolge l’essere che si sta formando ,lo protegge, gli consente di muoversi e da quella vita, alla nascita, passa ad un’altra vita, quindi rinasce!

L’acqua viene espressa come  principio cosmico femminile, anima del mondo, madre per eccellenza e generatrice di vita; il suo stato liquido la rende libera di trasformarsi e assumere qualsiasi forma( è l’unica che può mostrarsi in 3 stati di aggregazione!) ,abbraccia senza stringere, rappresenta il divenire!

La capacità purificatrice e rigenerante la rende presente in modo rilevante nei miti e rituali religiosi ,infatti l’immersione e l’emersione simboleggiano il processo di rinascita. Mi riferisco al battesimo per i Cristiani,(baptizo=immergo), al Mikvé, una piscina di acqua esclusivamente  piovana dove ci si immergeva nudi nell’antico rito ebraico, il bagno nel Gange per gli Induisti…..Non dobbiamo dimenticare il Diluvio universale, nato dall’ira di Dio, distruzione di ogni forma di vita impura e rigenerazione della vita attraverso l’acqua! Ma essa è rappresentata anche come elemento negativo e, nelle antiche leggende, è collegata a misteriose creature che, nella psicoanalisi, sono simbolo dell’inconscio; il mare era l’ignoto e, forse, per questo l’acqua si caricava di un simbolismo che ne faceva il confine tra la vita e la morte! Il suo fluire è come il procedere incessante del tempo, muta ma è sempre la stessa; quando entra in contatto con altri elementi(terra, aria, fuoco) o scorre come fiume, ruscello….produce una vibrazione sonora che possiamo definire ”musicalità. ”

 I Greci, nel245 a.C., crearono un organo grazie al filosofo  Ctesibio, geniale inventore di giochi meccanici, che generava suoni grazie alla spinta dell’acqua sfruttando il sistema dei vasi comunicanti. Questo sistema fu ripreso dai Romani e da popolazioni dell’Asia. Nel 1568 fu realizzato  un meccanismo che produceva suoni combinati con i giochi d’acqua a Villa d’Este; ne esiste un esemplare in un cortile del Quirinale, un altro a Salisburgo. Quello unico nel suo genere, però, si trova a Zara, in Dalmazia: è lungo 75 metri ed è nel mare; è composto da condutture sotterranee che convogliano l’acqua del mare con una forza sufficiente a spingere l’aria che fa vibrare le 35 canne poste sopra la banchina e la musica varia in relazione alla forza ,alla  direzione e all’intensità dell’onda.  La musica è, secondo Debussy, “un’arte libera, zampillante ,un’arte d’aria aperta, un’arte a misura degli elementi, del vento, del cielo, del mare”. Tra le sostanze che animano i fenomeni naturali e che lo affascinano ,l’acqua è l’elemento sensuale, suggestivo o anche malinconico ed è il tema simbolista per eccellenza: la” liquidità” della parola consente ai significati di non avere un limite netto e preciso, ma di ondeggiare tra il vago, l’impreciso, le sensazioni anche contraddittorie! Da Baudelaire, Verlaine e Mallarmé attinge la metafora del dileguarsi malinconico, l’attrazione per la profondità: il getto d’acqua si solleva e poi ricade, come l’anima del poeta; collegamenti evidenti con la natura, in particolare con l’elemento acquatico” Le jet d’eau”, “Jardins  sous la pluie”, “La mère”……. che scaturiscono  dall’acqua in movimento delle fontane e degli zampilli di “Jeaux d’eau di Liszt  affidati al fascino evocativo di arpeggi, volatine ed anche legati al simbolismo religioso. In Ravel i “Jeux d’eau ”sono  caratterizzati da una tonalità fluttuante ,da   

accordi che fanno immaginare acqua ferma, arpeggi incessanti, tonalità acute che evocano zampilli, cascate, ruscelli, tonalità fluttuanti  mentre l’acqua, nel suo modo di apparire ai nostri sensi e nei suoi riferimenti all’animo umano, è il simbolo del fluire del tempo in Schubert come lo scorrere del       ruscello, del fiume, della cascata ,mentre il mare tranquillo ”mare pigrum  ac  prope immotum”  di Tacito nasconde dentro di sé  il liquido movimento delle correnti che egli rappresenta con una instabilità armonica stupefacente. Come l’acqua, scorre il tempo come una parabola tra vita e morte, gioia e dolore, sorrisi e lacrime ; il Lied schubertiano  coglie quello che di eterno e universale è nell’umanità e lo rende duraturo grazie all’arte!

Baudelaire sottolinea  l’affinità dello spirito umano con lo spirito delle acque: l’animo umano è insondabile come gli abissi marini: l’acqua corrisponde a una dimensione esteriore(tempesta, mare, fiume) quanto interiore(stati d’animo) e da Shakespeare ai poeti romantici, rappresenta un termine di paragone nel quale si materializzano stati d’animo, passioni, paure. Secondo Pascal, noi vaghiamo in un vasto mare, spinti da un estremo all’altro, incerti e fluttuanti e cerchiamo inutilmente  di trovare una base sicura a cui ancorarci o di rifugiarci in un posto sicuro; nulla, però, si ferma per noi e quello che ci sembra un termine, se lo seguiamo, ci si sottrae! L’acqua, dunque,  è quella goccia che si dissolve nel mare dove perde il proprio individualismo, unione tra l’uno e il molteplice, tra l’individuo e il tutto, soglia che l’uomo desidera varcare da sempre, slancio che ne caratterizza l’esistenza!                                            

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