Il simbolo ovvero l'uomo

simbolo“La natura è un tempio dove viventi pilastri
lasciano  talvolta uscire confuse parole;
l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli
che lo osservano con sguardi familiari”
(Ch.Baudelaire)

di Adriana Longarzo - Il simbolo è un elemento i coesione tra l’uomo i il suo mondo spirituale ed è impiegato per esprimere con maggiore incisività, messaggi che richiederebbero giri di parole, spiegazioni e complessi ragionamenti. Il termine deriva dal greco sumbolon (simbolon) che significa unisco,metto insieme. Inizialmente, veniva concepito come segno di riconoscimento dei “vincoli di ospitalità”, in forma di oggetti che divisi in due parti combacianti tra loro, sancivano tale vincolo; oppure simoli venivano nominate le “tessere” per l’accesso dei cittadini all’Assemblea o per l’ingresso dei giudici nei luoghi di seduta e per l’eventuale riscossione del compenso.

Successivamente i simboli vengono utilizzati per esprimere concetti universali (in poesie, per esempio): la simbologia dell’amore nel mondo antico, era rappresentata dalle prove che un eroe protagonista doveva superare per trovare la donna amata o per ottenerla in sposa. Il lungo viaggio del simbolo mostra tappe di altissimo livello culturale nel medioevo (basti pensare all’allegoria dantesca), ma riaffiora soprattutto in epoca tardo-ottocentesca, tanto da dare il nome alla corrente “Simbolista”, il cui Manifesto pubblicato sulla rivista Le Figaro evidenziava il bisogno di affidare a certe immagini significative il compito di spiegare un dato stato d’animo, riplasmando il meccanismo di associazioni tra immagini e realtà psichica.

L’antica “divinazione” cos’altro era se non l’interpretazione di fatti particolari, di segni, di oggetti legati ad una logica generale da scoprire e rivelare, una volta spogliati del loro valore simbolico,al mondo degli uomini da parte dell’indovino? Tutto era dettato dalla paura del futuro, dall’incertezza del presente, dalla consepevolezza del’uomo dei propri limiti; sentimenti, questi, che hanno dato vita ai culti esoterici, i misteri (termine che deriva dal greco= iniziato) i cui partecipanti dovevano osservare il silenzio su quanto veniva fatto durante il rito di iniziazione, la cerimonia che li rendeva “adepti” (ambito semantico dell’aggettivo latino mutus, dal greco miuw=essere chiuso). I simboli utilizzati erano strumenti presi da una cesta coperta ed una spiga recisa.

Il potere dei simboli venne trattato da Jung, allievo di Freud, il quale distingue i simboli naturali che hanno origine dai contenuti inconsci della psiche e i simboli culturali, che esprimono verità eterne le quali, dopo un periodo di sviluppo, divengono immagini collettive.

Tuttavia, l’uomo moderno, cercando di eliminare questi simboli a causa del razionalismo, sta perdendo la propria tradizione morale e spirituale nonchè la propria identità inconscia ed emotiva con i fenomeni naturali, oamai privi del loro valore simbolico.

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