Solstizio d'Inverno

"Là vedrò forse un sole, che sorgendo tramonta.

E con quel tramonto genera un mondo infinito."

(John Donne)

di Filomena Diana - A conferma della rilevanza della ciclicità e quindi del ritmo come parametro fondante della vita organica ed inorganica, le fasi salienti del moto apparente del sole sono assunte nelle dottrine tradizionali come momenti ricorrenti del rito e come fasi del percorso iniziatico del ricercatore.


Al sole, e ai suoi cicli, infatti, si sono richiamati i momenti più alti delle civiltà conosciute e, corrispondentemente, delle grandi religioni solari le civiltà indo-arie, la civiltà egizia, la civiltà romana, le civiltà pre-colombiane del sud America, solare la civiltà shintoista del Gappone, solare la teologia della Grecia classica con la mitologia di Apollo, per ricordarne solo alcune. Sull'altro versante, si possono riscontrare, sempre a testimonianza della ciclicità, le teologie riferite alla luna, come quelle di tipo matriarcale dell'Africa centro-meridionale o di tipo amazzonico del mondo classico o dell'America. La prevalenza delle cosmogonie legate al sole e ai suoi cicli rispetto a quelle riferite all'astro notturno sembra essere, allo stato delle conoscenze, netta, tanto da consentire a Frazer di riconoscere una concordanza tra la supremazia dei culti solari e le forme storiche della esistenza umana [1].

Tuttavia, non può non essere notato, anche se solo di sfuggita, che in tutte le cosmogonie conosciute l'astro notturno e quello diurno, indipendentemente dal risalto maggiore o minore che di volta in volta occupano, a seconda del contesto religioso, si integrano e si completano vicendevolmente.

Del ciclo del sole, dunque, le cosmogonie sottolineano le fasi salienti rappresentate dal solstizio d'estate dal solstizio di inverno e dai due equinozi e per ciascuna di esse le religioni hanno previsto momenti rituali diversi densi di significati.

La tradizione esoterica nel suo complesso conferisce particolare solennità alle fasi solstiziali a diverso livello: individuale e collettivo, facendone i momenti di apertura e di chiusura ciclici della edificazione del tempio, quindi come momenti cruciali di passaggio lungo l'itinerario iniziatico.

Tra le molte considerazioni possibili sulla simbologia solstiziale, mi sembra di poter dire che mentre il solstizio di estate si pone come momento di chiusura di un ciclo o di una fase del lavoro esoterico, essendo il sole giunto al punto più alto della sua declinazione, quello dal quale provengono perpendicolarmente i raggi ad illuminare l'intero edificio del tempio, il solstizio di inverno si verifica quanto il sole é al punto minimo della declinazione e i suoi raggi penetrano direttamente nel laboratorio, ad illuminare il suo interno, l'ambito nel quale si costruisce l'Opera, a testimoniarne il suo corretto svolgimento.

Non diversamente, quando nel ricercatore il processo di putrefazione é giunto al punto più basso, quello del "nero più nero" ecco apparire l'"aurum nigrum"[2] cioé quell'oro ricoperto di nero che rappresenterà il segno della avvenuta trasformazione, che, a suo tempo, si completerà con l'apparizione sempre più manifesta dell'oro, cioé del sole. Sul piano della simbologia alchemica, infatti, il simbolo dell'oro é appunto quello del sole O. Il cercatore sarà quindi passato dalla fase, indifferenziata, di O a quella, appunto individualizzata di O.

La tradizione sembra trasmettere questo insegnamento particolarmente nella iniziazione ai livelli più elevati, quando l'operatore che abbia rettamente lavorato, avrà maturato una profonda conoscenza della natura umana di cui é composto, e avrà saputo scorgere in essa la manifestazione della natura superiore, divina, attenuata nella condizione umana, proprio come attenuato é il sole del solstizio invernale.
Saprà così passare attraverso questa porta solstiziale e, mediante la morte iniziatica della natura umana, premetterà al sole di svilupparsi verso il suo zenith.



[1]Eliade, M.., Trattato di storia delle religioni

[2]Milton, in Minguzzi, E., L'enigma forte, EGIG, Genova, 1988

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