Introduzione alla Gnosi di Samael Aun Weor


di Mario de Maria - Nei tempi antichi, nell’epoca dorata della vecchia Lemuria, quando l’umanità non aveva ancora sviluppato nella natura interiore l’ego animale e l’Essenza si manifestava senza condizionamento di alcuna specie, la vita era diversa da quella di oggi.

Allora non esisteva né “il mio” né “il tuo”, tutto era di tutti e ciascuno poteva mangiare dall’albero del vicino senza alcun timore. In quella antica epoca, che alcuni chiamano Arcadia la Terra era un organismo vivo, che serviva da veicolo agli Dei, si parlava unicamente la lingua d’oro, ancora non erano nati tutti gli idiomi della Torre di Babele.

In quel vasto continente che occupava tutto l’oceano Indiano e quasi tutto il Pacifico, la vita dei suoi abitanti si prolungava fino ad arrivare ai dodici e quindici secoli; inoltre erano giganti, gli uomini erano alti quattro o cinque metri e le donne erano un po’ più basse di statura, ma altrettanto gigantesche.  Il timore della morte no esisteva, Realmente gli uomini dell’epoca d’oro della Lemuria sapevano molto bene, in modo diretto, il giorno e l’ora in cui dovevano lasciare il loro corpo. Quando arrivava, si stendevano nel sepolcro che avevano fatto con le proprie mani e molto sorridenti, senza alcun dolore dei parenti, passavano nell’eternità.

La gente era molto semplice e siccome non era nato ancora l’Io pluralizzato, non c’erano guerre, odi, perversità come ci sono ora. Non era ancora apparso il materialismo ateo, né il crimine, né queste mostruosità che oggi si vedono dappertutto. Questa era l’età dell’Eden. I Lemuridi non valorizzarono i poteri ineffabili che avevano, il paradiso in cui vivevano… tutto questo gli era stato dato in regalo, a loro non era costato nulla. Quando l’essere umano mangiò il frutto proibito malgrado gli fosse stato detto “non ne mangerete”, allora tutte le sue preziose facoltà andarono perdute. Diventò debole e miserabile, abbandonò il Giardino dell’Eden e andò dappertutto soffrendo terribilmente. Per questo leggiamo nella mitologia ebraica che all’uomo venne detto “Guadagnerai il pane con il sudore della tua fronte, e alla donna venne detto Partorirai i tuoi figli con dolore”. Tale fu la caduta di Adamo ed Eva che competerono abusi sessuali: il fuoco sacro proiettato verso il basso si convertì nella coda di Satana, l’”abominevole organo Kundartiguator”, prendendo come forma fisica la coda delle scimmie.

Nei cinque cilindri della macchina umana: intelletto, emozione, movimento, istinto e sesso, rimasero le conseguenze dell’” abominevole organo Kundartiguator”. Cattive abitudini, costumi errati si radicarono nel fondo della nostra psiche. Le radici dell’io pluralizzato, dell’Ego, che è lo stesso subcosciente, si trovano nelle cattive conseguenze dell’ “organo Kundartiguator”. È chiaro che la coscienza, in altre parole l’essenza primigenia, rimase imbottigliata, incarcerata, inserita all’interno di questa natura umana. Fu così che si formò una specie di “doppia coscienza” negli esseri  umani. La personalità con tutto il suo intelletto e funzioni, in verità artificiosa e, dall’altro lato la legittima e vera coscienza che rimase tristemente dimenticata nel profondo. L’ “organo Kundartiguator” frazionò la coscienza, atrofizzando quelle facoltà straordinarie della rossa Lemuria, aprendo agli uomini il cammino della degenerazione; così oggi vediamo lo stato in cui ci troviamo: degenerazione sessuale ed intelletto dialettico fondato su percezioni sensoriali esterne: l’Ego ha preso proporzioni gigantesche. Il mammifero razionale, erroneamente chiamato uomo, non possiede un’individualità definita e ciò è causa di tante difficoltà ed amarezze.

Il corpo fisico lavora è un’entità completa e lavora come  un tutt’uno organico, a meno che non sia infermo. Ma la vita interiore dell’umanoide in nessun modo è un’unità psicologica, ma una somma di molti Io  o “aggregati psichici”. Se pensiamo ad ogni Io come ad una persona differente, possiamo osservare che in ogni persona che vive nel mondo, esistono molte persone differenti. Ognuno di questi Io, ognuna di queste persone lotta per la supremazia e, ogni volta che può, prende il controllo del centro intellettuale o del centro emozionale o del centro motore.

L’uomo è simile ad una casa in disordine, dove invece di un padrone esistono molti servitori che vogliono sempre comandare. Non esiste un Io permanente ed immutabile. Il mammifero intellettuale, dal punto di vista psicologico, cambia continuamente. I diversi Io si esprimono attraverso la personalità in differenti momenti. Ad uno stesso individuo in un certo momento  non piace la cupidigia, in un altro momento sì. Nessuna persona è la stessa in modo continuo. L’Io che oggi giura amore eterno ad una donna, più tardi è spiazzato da un altro Io che non ha nulla a che vedere con questo giuramento ed allora il soggetto si innamora di un’altra donna  e il castello di carta cade al suolo.  Individualmente, ciò che la macchina dice o fa in un determinato momento dipende esclusivamente da quel tipo di Io che in quel momento lo controlla.

I sette Demoni che il Gran Maestro Gesù il Cristo cacciò dal corpo di Maria Maddalena sono gli Io, che nella tradizione cristiana sono detti  i sette Peccati Capitali (ira, cupidigia, lussuria, invidia, orgoglio, pigrizia e gola). L’Ego, o Io, è il Satana della Bibbia, un mucchio di ricordi, desideri, passioni, odi, risentimenti, concupiscenze, adulteri, eredità di famiglia, razze, nazioni, ecc. .

Considerando le cose da questo punto di vista arriviamo alla conclusione logica che il mammifero intellettuale non ha vero senso di responsabilità morale, è una macchina. La macchina umana non ha libertà di movimento: tutti i movimenti, atti, parole, idee, emozioni, sentimenti, desideri, sono provocati da influenze interiori ed esteriori.

L’uomo è una povera marionetta parlante, un pupazzo vivente che ha tanta illusione di poter fare, quando in realtà niente può fare perché non possiede l’essere individuale. Fuori di ogni dubbio, tutto accade come quando piove, quando tuona, quando riscalda il sole. È una marionetta in carne ed ossa controllata da una legione di entità energetiche che nel loro insieme costituiscono quello che si chiama Ego, Io pluralizzato.

L’uomo-macchina non ha nessuna individualità, non possiede l’essere, solo l’essere vero ha il potere di fare. Solo l’essere ci converte in uomini veri.

Colui che non vuole comprendere né  accettare la propria meccanicità, non può cambiare: è un infelice. Se questa macchina arriva a capire che è una macchina può smettere di essere una macchina e convertirsi in uomo. Quando qualcuno cerca di smettere di essere macchina, la natura si oppone. Alla natura non conviene che qualcuno smetta di essere macchina, perché questo è un attentato contro la sua economia e la natura dispone di forze per sottomettere all’ordine  i ribelli.

La macchina umana ha cinque centri psicofisiologici, tutti sotto il controllo degli Io. Ognuno di questi centri ha il suo centro basico capitale in un luogo ben preciso dell’organismo. Il centro di gravità dell’intelletto, si trova nel cervello. Il centro di gravità delle emozioni  è radicato nel plesso solare e nei centri specifici del gran simpatico. Il centro di gravità del movimento è situato nella parte superiore della spina dorsale. Il centro di gravità dell’istinto si deve ricercare nella parte inferiore di detta spina dorsale. Il centro di gravità del sesso ha le sue radici negli organi genitali.

Ognuno dei cinque centri della macchina ha funzioni specifiche:

-           Centro intellettuale: l’elaborazione dei concetti, il ragionamento i ricordi, i progetti, l’analisi, appartengono a questo Centro. Coloro che pretendono di investigare le verità trascendenti  dell’Essere sulla base del puro ragionamento cadono in errore. Le grandi verità dello Spirito possono essere sperimentate solo con la coscienza. Il pensiero apparentemente è molto rapido, però il realtà è molto lento.

-          Centro emozionale:allegria, tristezza, melanconia, euforia, amore ed odio, solo solitamente alcune delle sensazioni che produce questo Centro. L’essere umano spende le sue energie con l’abuso delle emozioni violente che producono il cinema, la televisione, le partite di calcio ecc. . è un Centro più rapido di quello intellettuale.

-          Centro motore:riguarda il nostro modi di vivere, vestire, camminare ecc. .  Anche gli sport appartengono a questo Centro. Tale Centro è più rapido del centro intellettuale.  

-          Centro istintivo: comprende  vari istinti, come l’istinto di conservazione, l’istinto sessuale ecc. . Esistono pure molte percezioni dell’istinto: istinti animali, lussuria, codardia, paura, sadismo sessuale.

-          Centro sessuale: l’energia sessuale, che  al contrario di quanto molti suppongono, non solo si incarica della riproduzione della specie.

Tutti i cinque cilindri della macchina umana sono fondamentali nella vita. Però, è fuori di ogni dubbio che il centro sessuale è realmente il più importante e il più rapido.  In quest’ultimo si trovano le radici stesse della nostra esistenza. È completamente dimostrato dalla pratica che ogni abuso del Centro pensante potrebbe produrre un consumo eccessivo di energia intellettuale. I manicomi sono  veri cimiteri di morti intellettuali.

Il senso estetico, la mistica, l’estasi, la musica superiore sono necessari per coltivare il Centro emozionale, però l’abuso di questo cervello produce logorio inutile e sperpero di energie mentali. Abusano del Centro emozionale i fanatici del rock , gli  pseudo-artisti sensuali  dell’arte moderna, i passionali morbosi della sensualità ecc. .

Gli sport armoniosi ed equilibrati sono molto utili per il Centro motore, però l’abuso dello sport significa spesso eccessiva energia motrice. Esistono morti del centro motore conosciuti come emiplegia, paralisi progressiva ecc. .

Ogni malattia ha la sa base in uno di questi Centri,  squilibrati perché controllati dall’Ego animale. Nel centro dell’Asia esiste una comunità religiosa costituita da anziani la cui media di vita di vita oscilla tra i quattrocento e i cinquecento anni . Tutto il segreto della lunga vita di questi monaci consiste nel saggio uso dei tre cervelli. Il funzionamento equilibrato ed armonioso dei tre cervelli significa risparmio di valori vitali e, come logica conseguenza, il prolungamento della vita.

Nelle antiche scuole dei misteri di Babilonia, Grecia, India, Persia, Egitto, gli alunni e le alunne ricevevano informazione integra, diretta per i loro tre cervelli, mediante l’insegnamento orale,  la danza, la musica ecc., intelligentemente combinati. Risulta assurdo informare un solo cervello: l’educazione dovrà condurre gli studenti lungo il sentiero dello sviluppo armonioso.

 

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