Malkuth


di Stanislao Scognamiglio - Prima di entrare nel merito della discussione, è necessario dire due parole sull'albero sephirotico. anche se solo per accennare alla cornice generale della discussione: la Cabala.

Cabbalah in ebraico vuol dire Tradizione. Per questo, la Cabala, almeno nei significati più occulti, viene tramandata da maestro ad allievo oralmente, perché la conoscenza deve essere frutto di un'elaborazione mentale che si rafforza anche attraverso un processo mnemonico.

Che cos'è l'albero sephirotico?

E' un modello di studio. Non si può assolutamente pensare di collocarlo in nessuna dimensione iperuranica, in quanto come ente è assolutamente una raffigurazione mentale. L'albero delle sephiroth, o più propriamente albero della vita è un diagramma che disegna graficamente una teoria della creazione, secondo la quale, l'universo in un continuo alternarsi di espansione e contrazione e se vogliamo usare una analogia della fisica, attraverso diversi gradi di raffreddamento della materia, si è formato. Uso non a caso questo termine perché una delle fonti scritte della Cabala è il Sepher Yetsirah letteralmente Libro della formazione.

Questa teoria, quindi descrive il creato come la manifestazione di diverse emanazioni divine, attraverso l'uso delle lettere e dei numeri. Il termine emanazione però è una elaborazione filosofica più recente rispetto a ciò che, secondo me, dovrebbe essere l'interpretazione originaria del termine che indica il concetto, cioè la parola ebraica se-phi-rah(al plurale sephiroth). La parola, come è facile osservare, ha la stessa radice di sepher che significa libro. Qui non si tratta di semplice assonanza ma quasi di identità matematica, visto che le vocali in lingua ebraica vengono utilizzate solo per consentire la lettura dei termini. Per cui s(e)ph(e)r (libro) e s(e)ph(i)r(aH) sono composte proprio delle stesse lettere. In effetti, la lingua ebraica che è povera di termini ma ricca concettualmente, tende ad accomunare con un lemma concetti affini. Libro nelle lingue semitiche, assume il significato di testo sacro e di legge, addirittura la Torah viene considerata essa stessa Legge divina. Ben nota è pure l'espressione musulmana(l'arabo è una lingua semitica) "genti del libro" che indica non l'oggetto libro ma l'appartenenza ad una religione monoteista, l'appartenenza quindi ad un'unica legge che li accomuna con gli ebrei e i cristiani. Per questo credo sia fondata l'interpretazione che fa coincidere le emanazioni con un concetto di Legge-Logos che diviene materia-spirito, a seconda del punto di osservazione dello studioso.

Le sephirot sono dieci, ma ce n'è una nascosta, Daath che è la sintesi del percorso di ricerca e si identifica con la pietra occulta degli alchimisti.

Elenco di seguito, le dieci sephiroth, partendo dalle radici dell'albero, senza spiegarne, in questa sede il significato, ma limitandomi a tradurre i loro nomi: Malkuth-Il Regno, Yesod-Il Fondamento, Nezah-Amore, Hod-Mente o Anima, Tiphereth-Armonia, Gedullah-Misericordia, Gevurah-Giustizia, Binah-Intelletto, Chokmah-Sapienza, Kether-Corona e specificando che alcuni termini sono così simili che per alcuni autori le traduzioni sono intercambiabili.

Quindi analizziamo Malkuth.

Il termine significa, abbiamo detto Regno, e per Regno intendiamo la Terra. Parliamo cioè della manifestazione del creato o rappresentazione mentale relativa alla realtà oggettiva, sensibile, ovvero del mondo come lo percepiamo.

Malkuth rappresenta la corporeità, la sostanza, e tutto quello che appartiene a questa sfera. E' la parte visibile delle nature umane corpo anima e spirito.

La materia Malkuth è l'unica delle sephiroth con le quali gli iniziati avranno la possibilità di operare, perché seppur esistenti su altri piani, o se si preferisce su altre corrispondenze o livelli vibrazionali, le altre sephirot sono irraggiungibili dalla dimensione materiale. Nonostante l'obiettivo sia quello di ampliare il livello di coscienza verso le altre emanazioni, all'adepto, per sua stessa composizione è concesso solo di trovare il modo per comunicare con le altre sfere dell'albero della vita, perché appartengono a dimensioni a cui non può partecipare. Ma questa operazione di comunicazione con i livelli vibrazionali è facilitata dalla natura delle singole sephirot e, nella fattispecie, dalla natura di Malkuth. Non solo essa racchiude i tre principi che animano la persona, corpo, anima e spirito, ma è composta delle stesse sostanze dei tre e congloba le altre nove sephiroth. In effetti, queste si presentano come raffigurazione piatta di sfere contigue e complanari, ma nella realtà relativa alla loro proiezione microcosmica (cioè nella rappresentazione umana ), come sfere concentriche infinite, in modo che partendo da Malkuth, il ricercatore, grazie ai cinque sensi e alla coscienza, si costruisce i modelli d'osservazione e gli strumenti per ampliare la propria conoscenza, fino ai livelli superiori e a percepirne la sua sostanza via, via più sottile.

Tutto dipende dalle sovrapposizioni di questi piani. Viviamo infatti, in un universo composto in gran parte dalle percezioni che da esso ricava la mente. In maniera oggettiva non potremmo mai dire che la realtà sia il frutto di un fenomeno assoluto, cioè di cui oggettivamente riusciamo a tracciare limiti e misurazioni univoche. Esistono leggi matematiche e fisiche per farlo, ma non abbiamo i mezzi cognitivi per realizzare un modello osservabile alla stessa maniera. La manifestazione è il risultato della percezione di movimenti di atomi e particelle subatomiche che, grossomodo, colpendo altre particelle danno luogo al funzionamento dei cinque sensi. Quindi tutto il creato, un insieme di complesse interazioni tra atomi, esiste solo perché lo percepiamo, diversamente sarebbe il vuoto assoluto. Malkuth è la manifestazione del percepito, è l'interiorizzazione dell'universo entro un modello razionale, senza il quale la mente non avrebbe modo di esistere.

Lo studioso di esoterismo si pone il compito di leggere la realtà non solo dal punto di vista umano, ma di giungere ad una lettura di ciò che ci circonda che vada oltre l'apparenza, cioè di cogliere le dimensioni diverse, altre, dalla natura che ci caratterizza. Per compiere questo lavoro, deve agire su se stesso, sulle coordinate che fino a quel momento gli hanno fatto intendere l'universo come sua rappresentazione e arrivare alla vera essenza della realtà. Allora ha senso la trasmutazione o reintegrazione cercata negli ordini esoterici. Arriva il momento in cui è necessario capovolgere la realtà, armonizzare i contrasti per rendere il Regno-Materia quella pietra occulta o calice sacro capace di operare il miracolo del ritorno all'unità. In quest'ottica, dunque Malkuth diventa il punto di partenza e di arrivo di tutte le operazioni cabalistiche. Anche qui il linguaggio parlato ci viene in aiuto, ma solo come esempio esplicativo. Il termine Malkuth per l'unione di K+u+t+h richiama alla mente qualcosa di oscuro e tenebroso, in effetti rappresenta la prigione entro il quale la parte più pura della persona, lo spirito, è costretta sotto l'influenza della natura corporea. In effetti, soprattutto nella visione filosofica orientale, lo spirito viene tiranneggiato dal corpo, e poi nella tradizione religiosa, quest'ultimo è visto come elemento immondo e osceno, qualcosa di cui vergognarsi. Ma non dimentichiamo mai che Malkuth è emanazione divina, piena di quel soffio vitale che è detta Shekinah dagli ebrei, quindi non può essere rinnegata in quanto corporea, anzi la mutilazione del suo aspetto materiale, vanificherebbe il lavoro di trasmutazione, in quanto svuotato del suo elemento principale. Ecco che allora, invece, la trasmutazione per questo deve avvenire nel Regno, visto che il Regno è l'oggetto e la causa dell'Opera.

Per fare un analogia, possiamo dire che per le sue caratteristiche sostanziali Malkuth è assimilabile al piombo dell'alchimia, cioè il metallo pesante che va trasmutato in oro. E l'alchimia, con riferimento al suo significato egizio è la scienza della trasformazione della terra(se vogliamo Regno). Una parte fondamentale dell'Opera, è la fase nera, che si riallaccia proprio al significato primigenio della scienza alchemica. Kamu che significa Nilo è la radice di Kimiah che significa limo, la sostanza ricca di humus derivata dalla putrefazione delle sostanze organiche. Ed ecco che il cerchio si chiude. L'alchimia come scienza della trasmutazione, parte dalla materia, che dal procedimento di putrefazione trae i Sali necessari per rendere fertile la Terra, alla stessa maniera, in ambito cabalistico, nell'ottica di una purificazione della sephirah Malkuth applichiamo alla materia, la volontà, la determinazione e le energie necessarie per modificarla attuando un vero e proprio cambiamento di stato che la porti a sublimare la sostanza, modificando gli elementi di partenza. Il seme deve cioè morire per rinascere in una nuova forma.
 

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