Il Kybalion Riflessioni su cinque leggi dell’ermetismo


di Stanislao Scognamiglio - “La vita è sogno” è il titolo di un romanzo del XVII secolo di cui è autore Calderon de La Barca.

Leggendo dal Kybalion, l’assioma “Tutto è mente, l’universo è mentale” e

la discendente legge del mentalismo ci riportiamo a quell’opera, nel senso che la prima metafora che mi viene alla mente pensando alla legge citata, è quella del sogno.

Nell’universo onirico ogni cosa è possibile, fino a quando, con la mente cosciente, al risveglio, richiamiamo in noi tutte le creature del sogno.

Così avviene nella mente dell’unica realtà sostanziale, il Tutto, esistiamo, o meglio, ci illudiamo di vivere, fino a quando non rientramo nel suo intimo. Ogni realtà materiale, e con questo voglio intendere ogni elemento, dalla galassia più estesa, all’ultimo granello di pulviscolo, dalle potenze angeliche alla molecola apparentemente più insulsa, appartiene alla Mente del Tutto.

E’ un’affermazione che è talmente semplice nella sua essenza che angoscia nell’interpretazione, perché accettarla fino in fondo implicherebbe la rinuncia alla nostra prerogativa ontologica. Infatti l’Unico essere è il Tutto. Terribile e magnifico nello stesso tempo...

Ma non si può, tuttavia negare completamente la nostra esistenza, o quella delle altre creature, visto che, relativamente al Tutto, cioè al Suo pensiero, non esiste altra realtà sostanziale oltre la Sua. Ma relativamente alla manifestazione, cioè dal suo punto d’ osservazione, la materia creata è concreta e presente.

Ma torniamo a Tutto è mente, l’universo è mentale: questa espressione ermetica annulla la differenza tra spirito e materia, concetto puramente di stampo cristiano e comune a quasi tutte le scuole filosofiche occidentale. Se tutto, infatti appartiene al Tutto, la sostanza che compone ogni cosa, più o meno densa che sia, è pressoché uguale in ogni creatura dell’universo, perché sappiamo che a livello subatomico, non c’è grande differenza, per esempio, tra un tronco d’albero, una roccia granitica e un cuore umano.

Poi come conciliare quello fin ora descritto con il nostro mondo compiuto? Il nostro io, che allo stesso modo del cosmo obbedisce alle leggi della fisica? Com’è al disopra così è al di sotto ci spiega Ermete Trismegisto. Ovvero tutto quello che è vero nel macrocosmo, è vero nel microcosmo, il livello umano. La manifestazione, la realtà tangibile, quella, che per intenderci attiene alla sephira Malkuth (La terra), che però comprende anche i sistemi solari e le galassie, ha già nella sua complessa suddivisione tra vita terrestre e cosmica una corrispondenza fisica e logica, i movimenti di attrazione, la legge di Coulomb, la gravità sono vere sia sulla terra che nel resto dell’universo.

Ma partendo dal presupposto che il Tutto crea e distrugge miriadi di universi, finiti, infiniti, a una, a due, a tre, a quattro dimensioni in un battito di ciglia, ci si renderà conto che l’intero creato non può essere definito entro quello che percepiamo con i nostri occhi.

Secondo il libro attribuito al Tre volte grande Ermete, esiste una corrispondenza, come abbiamo già detto, tra il macrocosmo e microcosmo.

Prima ho parlato di rientro nell ‘intimo del Tutto. Questa frase possiamo già leggerla dal punto di vista di creature. Il rientro di cui parlo deve essere interpretato, nella visione martinista come il principio di reintegrazione di cui tratta Louis Cloude de St.Martin, il quale descrivendo l’uomo di desiderio si riferiva al ricercatore di se stesso in grado di ricongiungersi con il suo io integrale, capace di ristabilire il controllo sulla propria persona, attuando così nel mondo inferiore, ciò che nel mondo superiore è il ritorno alla mente del Tutto. Ma, cos’è il mondo inferiore?E il mondo superiore?

Certo, non dobbiamo immaginare un’ eterea realtà fumosa vagamente allucinatoria staccata completamente da noi quando si accenna al macrocosmo. Non dimentichiamo, per esempio, che l’albero della vita è composto da mondi solo apparentemente unici e separati. Infatti Keter(la Corona) si trova sullo stesso asse-sentiero di Malkuth. Si tratta, in effetti, di piani concentrici e comunicanti, e, solo per comodità, gli Iniziati, autori del libro che commenta il Kybalion, ci illustrano una sorta di suddivisione gerarchica tra regni minerali, vegetali ed animali, classificati, a loro volta, in altri sottoinsiemi, che, già loro anticipano essere di impossibile separazione netta. Queste categorie sono le stesse sia se si parli di materia materiale, sia(e non si sta commettendo un errore di ossimoro) si tratti di materia spirituale, per cui le leggi che assoggettano gli esseri più sottili e quelle che regolano il comportamento degli esseri materiali sono le stesse. Come gli atomi d’acqua, legati da interazioni molecolari semplici, li conservano anche allo stato gassoso, mutando solo la velocità di rotazione atomica, così viventi del macrocosmo agiscono secondo regole comuni agli esseri del microcosmo,ove, in entrambi i casi, per viventi non ci riferiamo necessariamente a uomini o similari, ma sostanzialmente a forze, energie, campi magnetici.

Nulla è in riposo; ogni cosa si muove, ogni cosa vibra- Legge della vibrazione. Se osserviamo la ruota che gira a grande velocità,ci accorgiamo che, in apparenza è ferma, ma è vero il contrario. Tutto è divenire come insegnava Eraclito col suo ‘Panta Rei ‘(Tutto scorre). Anche il dolmen britannico che, forse è la cosa apparentemente più inanimata che si conosca, è soggetto alla legge delle vibrazioni.

La luce, l’energia elettrica, il calore, e tutte i fenomeni dell’universo sono manifestazioni vibratorie.Le gradualità del freddo e del caldo sono il risultato di diverse emanazioni vibratorie: la frequenza delle vibrazioni del caldo è più alta di quelle del freddo. Secondo quanto ci dicono gli autori, capire il segreto della vibrazione consente di controllare i fenomeni atmosferici e sismici. Infatti a nessuno sfugge che per ascoltare una stazione radio o vedere un programma televisivo ci si debba sintonizzare sulla frequenza d’onda, ovvero sulla stessa intensità vibratoria del campo magnetico che genera il suono e l’immagine.

Allo stesso modo, chi riuscisse a “sintonizzarsi” con le vibrazioni del più profondo della terra potrebbe influenzarne le loro conseguenze, così anche le persone che potessero intercettare ed interpretare i meccanismi cerebrali, potrebbe controllarli.

Tutto è duale, tutto ha due poli, ogni cosa ha la sua coppia d ‘opposti(. . . ) le verità non sono che mezze verità. tutti i paradossi possono essere conciliati-Legge della polarità.

Quante volte abbiamo ripetuto la frase “è il rovescio della medaglia”? Il principio del dualismo ci afferma proprio questo, l’esistenza della parte contraria di ogni cosa che coesiste ad essa, tesi ed antitesi come metà l’una de11’altra.

Quando parliamo di caldo, non possiamo fare a meno di pensare al suo opposto, il freddo, così, quando pensiamo all’alto, inevitabilmente siamo portati a considerare il basso. Ma in entrambi i casi, per un errore analogico, valutiamo le antitesi distinte dalle tesi come realtà a se stanti. Mi spiego: catalogando l’antitesi nel significato negativo, intendiamo la sua negatività una categoria e non un attributo in modo tale da renderla un concetto a se stante,una realtà intera non la metà di un’altra metà opposta.

Proprio su questa base, la Chiesa ha creato uno dei più grandi equivoci storico-teologici, la contrapposizione ontologica tra il bene e il male. Secondo il principio ermetico, che poi è, guarda caso, il rovescio della medaglia di quello scientifico, quando parliamo di caldo o di freddo, ci stiamo interessando allo stesso fenomeno: indicando la differenza tra caldo e il suo opposto, discorriamo del calore e di diverse sue gradazioni, non esiste un concetto di caldo e di freddo assoluto. Ugualmente basso e alto sono diverse gradazioni di alto. Bene e male, negativo e positivo si trovano su uno stesso asse. Quindi tornando all’errore teologico perpetrato dalla Chiesa per colpire i Catari e i Manichei, sette cristiane di derivazione gnostica, bisogna dire che la Chiesa vedeva nella Gnosi il più grande pericolo che potesse pendere sul suo potere pressoché illimitato almeno per l’epoca, poiché quest’ultima non riconosceva il primato di Pietro e altre guarentigie clericali.

Infatti, i Catari parlavano di coesistenza di Bene e Male come estremi di un’unica realtà, non come separazione netta delle due entità in forze personalizzate individuabili in Dio e Satana come volle far credere,invece, la gerarchia ecclesiastica per giustificare le infami e atroci persecuzioni contro quella che fu denominata l’eresia catara.

Si capisce quindi, come, alla luce di queste riflessioni, cadono le argomentazioni inerenti una trascendenza elementare e grossolana che necessita di modelli antropomorfi di Paradiso e Inferno.

Lo studioso ermetico, che, anche attraverso un lavoro difficile e quotidiano impara a non tener conto di queste limitazioni e pregiudizi, ha come compito fondamentale quello di imparare a dominare se stesso per poi cercare di aiutare gli altri nella trasmutazione e, in quest’ottica, che deriva poi dall’assioma “tutto è mentale”, deve quindi imparare a trasformare le polarità a suo uso per trasmutare le sue polarità. L’amore può diventare odio e viceversa, il male, bene, la luce, notte, per conquistare quella via, quel metodo per evolvere verso una ricerca ed una crescita continua.

Tutto fluisce e rifluisce:ogni cosa ha le sue fasi, tutte le cose s ‘innalzano e cadono(...) il ritmo si compensa col ritmo.

C’era un filosofo che insegnava l’inizio dell’involuzione di una civiltà nel momento stesso del suo culmine culturale. Nella sua sfera aveva ragione.

Abbiamo osservato mille volte come un elastico compia un’ azione uguale e contraria in misura direttamente proporzionata alla tensione impressa, cioè come esso si contragga della stessa misura in cui era stato allungato. Si tratta di una legge universale applicabile non solo ai materiali plastici e gommosi (osserviamo una palla, ad esempio), non solo ai materiali!E’ una legge che riguarda l’intera sfera comportamentale dell’universo creato. E in quel senso quel filosofo aveva ragione. Una civiltà, per quanto possa progredire, serba nel suo intimo l’impronta del ritmo e solo, se riesce a neutralizzare la reazione involutiva, risposta alla spinta evolutiva, potrà essere immune da una sorta di decadimento quasi ineluttabile.

Non dimentichiamo che il Novecento, il secolo della massima evoluzione mai raggiunta dalla civiltà occidentale, ha vissuto anche i peggiori conflitti e le peggiori aberrazioni della storia, come l’eccidio del popolo ebraico, le mostruosità dello stalinismo, gli stupri etnici.

E’ compito dei maestri e degli adepti, dunque neutralizzare le forze reattive per permettere la totale squadratura della pietra grossolana.

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