La pratica del pensiero secondo Scaligero*.


di Mario De Maria - Normalmente, il pensare dell'uomo "ordinario" è un pensare "morto", in quanto non esprime più la sua natura originaria a causa della identificazione nell'organo cerebrale. In effetti, il pensiero si riflette nel cervello ma l'errore sta nel perdere coscienza della sua radice meafisica, da cui ne deriva l'asservimento alla materialità, fonte di tutti i mali.

Il pensiero inverte la sua polarità la cui conseguenza è il passaggio ad uno stato di passività (morte del pensiero). Il pensiero non trova più in se stesso il fondamento del suo pensare ma pensa secondo contenuti esterni. L'ascesi cosciente consiste quindi nello svincolarsi dalla cerebralità e risalire fino alla scaturigine del pensiero, là dove è puro in quanto non identificato nel corporeo. Una volta disidentificato il pensiero dall'organo fisico bisogna procedere alla disidentificazione del corpo "astrale" (sentimenti) e, in una fase successiva del corpo "mentale" (pensiero dialettico).

Il pensiero così liberato, si esprime nella sua purezza attraverso i corpi inferiori e a partire da questo momento, non subisce più la loro presa e li utilizza come suoi strumenti.

La purezza non consiste nel reprimere i pensieri impuri che, così facendo, condizionano a livello inconscio divenendo sempre più grandi, ma nel convertirli in oensieri puri come conseguenza di una ascesi che non richiede mortificazione del corpo ed isolamento dal mondo. Ciò che Scaligero intende per disidentificazione è ciò che l'alchimista chiama separazione, che, come me recita la Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto, significa separare il sottile (volatile) dal denso (corpo).

All'opera di separazione (solve), segue l'opera di unione (coagula) ovvero, una volta raggiunte altezze metafisiche come conseguenze dell'ascesi del pensiero, occorre portare tale realizzazione sul piano fisico, sì che l'opera divegna completa.

La nigredo, l'albedo, la rubedo non sono altro che fasi successive secondo il correre dei nuovi tempi. La chiave dell'ascesa dei nuovi tempi sta nel fermare il continuo flusso dei pensieri caotici, in modo da rendere il pensiero unidirezionale. Utile la concentrazione su un oggetto immaginato e, nel suo processo dinamico di costruzione[1], è possibile far emergere la forza-pensiero man mano sempre più, nel ripetersi costante dell'esercizio[2]. Per il corretto svolgimento della tecnica, sono richiesti almeno 5 minuti al giorno di concentrazione prima di tornare alle proprie occupazioni.

L'errore oggi sta nell'annullare l'attività pensante, che ha come conseguenza l'aprirsi passivamente ad un mondo ed a forze che non hanno niente a che vedere con lo sprituale. L'uomo antico non avendo un pensiero così vincolato al cerebrale, era più aperto allo spirituale, ma lo viveva passivamente. Bastava quindi rendere la mente passiva (annullare l'attività pensamte, ed immergenrsi completamente nel sovrasansibile. L'uomo di oggi, avendo un pensiero vincolato all'organo cerebrale, per poter ristablire il contatto con lo spirituale da tempo perduto, deve prima procedere, in piena libertà, al suddetto svincolamento. Ciò è possibile proprio tramite l'attività pensante che supera se stessa. Ciò che all'uomo antico riusciva passivamente, oggi lo deve vivere attivamente.

[1] Come alternativa, ci si può concentrare sul pensare tutto il pensabile di un oggetto.

[2] L'esercizio va ripetuto da capo nel caso la concentrazione venga interrotta da pensieri estranei.

* Massimo Scaligero (Antonio Massimo Scabelloni), nato a Veroli il 17 settembre del 1906 e morto a Roma il 26 gennaio del 1980, ha svolto, spesso con lo pseudonimo di Antonio Massimo, una continua opera di divulgazione del pensiero esoterico, orientale ed ocidentale, con particolare riguardo all'aspetto tecnico, realizzativo. Tra le sue oere notevoli : Trattato del pensiero vivente. Una Via oltre le filosofie occidentali, oltre lo Yoga, oltre lo Zen (Milano, Feriani, 1961) - La Via della volontà solare. Fenomenologia dell'Uomo Interiore (Roma, Tilopa, 1962) - Psicoterapia. Fondamenti Esoterici (Roma, Perseo, 1974) - Il pensiero come antimateria (Roma, Perseo, 1978)

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