Il quadrato magico

quadrato magico paternoster

di Francesco Miceli

Da secoli sono noti moltissimi Quadrati magici, più di tutti i numerici. Matematici, filosofi, astrologi, cabalisti, ecc. sono stati autori di accese dispute sulla loro interpretazione, versando fiumi d’inchiostro a sostegno delle loro teorie.

Un corposo bagaglio di simboli criptici ed alfanumerici ha accompagnato i vari popoli fino al medioevo per avere poi la sua maggiore affermazione in periodo rinascimentale, uscendo dai suoi vecchi confini per entrare in casa della societa comune come gioco di salotto, quando furono ritrovati parecchi scritti gnostici del 2° secolo d.C.

La più significativa divulgazione in Europa sembra essere avvenuta nel 1420 ad opera del matematico bizantino Moscopolo.

Diamo di seguito le principali caratteristiche dei sette quadrati magici numerici; cioè quelli che vanno dal tre al nove.

Il primo quadrato numerico è quello del tre, riferito al pianeta Saturno, contiene i numeri da uno a nove disposti in un quadrato di tre caselle per tre in modo che la loro somma costante di ogni riga, di ogni colonna e delle righe diagonali, sia sempre quindici. Questi numeri incisi su una piastrina di piombo con l’immagine di saturno, si vuole che facilitassero i parti e rendessero l’uomo sicuro e potente nelle sue azioni e decisioni.

Il quadrato del quattro, dedicato a Giove, va dall’uno al sedici; la sua somma costante è trentaquattro. Inciso su piastra d’argento era considerato un eccellente amuleto per ottenere pace, giovialità e ricchezze; inciso, invece, su corallo era ritenuto efficace contro il malocchio (Albrecht Durer, 1471-1528 lo riporta nella famosa !melancholia incisa al rovescio nel 1514 per procurare, appunto, malinconia).

Il quadrato del cinque corrisponde a Marte, numeri da uno a venticinque, costante magica sessantacinque. Andava riprodotto su ferro e meglio ancora. sulla spada per renderla invincibile. Questo quadrato era ritenuto la traduzione alfabetica di Marte ed altro collegato ad altro quadrato di cinque lettere di cui parleremo in seguito.

11 quadrato del sei, composto da sei caselle per sei, numeri da uno a trentasei, costante magica centoundici era legato al sole.

Inciso su oro andava portato sul petto. Questo quadrato era, però, tenuto con una certa diffidenza perché la somma dei numeri da uno a trentasei da seicentosessantasei che corrisponde al numero della bestia e secondo l’Apocalisse all’anticristo. In magia questo numero corrisponde a quello del demone del sole, cioè di Sorath.

Il quadrato di sette, formato da sette caselle per sette, numeri da uno a quarantanove, costante magica centosettantacinque è il corrispondente di Venere. E chiaro che il suo amuleto era utilizzato in amore e per favorire la procreazione.

Il quadrato dell’orto con numeri da uno a sessantaquattro, ha la costante magica duecentosessanta Era collegato a Mercurio e corrisponde alla comunissima scacchiera che quasi certamente si trova in ogni casa. Era ritenuto eccellente talismano per i giocatori d’azzardo, per il buon andamento del commercio e per sviluppare l’astuzia.

Il quadrato del nove, con numeri da uno ad ottantuno, ha costante magica trecentosessantanove, era dedicato alla Luna e veniva inciso su argento per renderlo propiziatore di buona fortuna.

Abbiamo volutamente omesso di parlare dell’uso in negativo che detti quadranti potrebbero avere cambiandone alcune caratteristiche.

Intorno al 1532 Enrico Cornelio Agrippa pubblicava il De Occulta Philosophia sive de Magia, libro che rivelava per intero tutti i segreti dei sette quadrati magici numerici, dal tre al nove, legati ai sette pianeti allora noti (va precisato che a quei tempi la luna era ritenuta un pianeta e non un satellite del pianeta terra), come pure ai detti pianeti erano legate le note musicali, le vocali dell’alfabeto greco, ecc.. E’ pure opportuno chiarire che

i    quadrati magici facevano parte della cultura greco-ebraica ed alessandrina. È da quest’ultima località che si da per certo pervenissero al porto commerciale di Pompei ed in altri porti commerciali dell’Impero Romano. La loro importanza, successivamente, non sfuggi al mondo islamico che ne fece propri alcuni fondamenti.

Il 12.11.1936, durante gli scavi di Pompei, l’archeologo Dalla Corte portò alla luce il seguente scritto su di un muro di una palestra:

SAUTRAN VA
S
A
ROTAS
OPERA
TENET
AREPO
SATOR
ANO
SAUTRAN
VALE

La scoperta venne messa subito in relazione con altra fatta. appena il 05.10.1936 nella casa di Paquio Procuro che riportava la seguente dizione:

ENET
REPO
ATOR

Tolte le tre righe iniziali e finali alla seconda scoperta che si riferivano alla dedica a Sautran, il vero Quadrato magico veniva così letto:

ROTAS
OPERA
TENET
ARELO
SATOR

Si venne a sapere che appena due anni prima altri quattro quadrati uguali erano venuti alla luce a Dura Europos databili tra il 165 ed il 256 d.C.

Ancora in altre località europee venne alla luce questo quadrato magico, forse per ultimo, quello scoperto nel 1954 ad Aquincum (odierno quartiere di Budapest) inciso su un mattone d’argilla riportante una croce di S. Andrea divisa da una verticale, la cui origine è fatta risalire all’inizio del 11 secolo d. C..

Gli archeologi si accorsero subito che si trattava di un Quadrato magico di difficile interpretazione. Le più svariate congetture e le dispute letterarie più accese nacquero fra studiosi di diversa estrazione, di cultura cristiana e non. I primi hanno sostenuto e sostengono che esso è di sicura impronta cristiana, perché all’epoca della distruzione di Pompei i cristiani vi erano certamente presenti e pertanto la sua interpretazione non poteva essere che quella basata sui postulati evangelici.

Dopo duemila anni le dispute letterarie non hanno ancora fornito una plausibile interpretazione a questo magico Quadrato. Accantonate tutte le altre ipotesi, sembra ormai generalmente condivisa la sua origine cristiana con la croce cosi ottenuta

A      P     O
A
T
E
R
PATERNOSTER
O
S
T
E
A      R      O

è l’interpretazione della A e della O nel noto simbolo mistico dall’Alfa all’Omega citato nell’Apocalisse; mentre altri la collega alle visioni di Ezechiele. Siamo convinti che il reale significato di questo Quadrato è ancora. tutto da scoprire. La disputa è aperta.

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