Uguaglianza ed eterogeneità

rivoluzione francesedi Adriana Longarzo - La nascita non è un atto libero e consapevole dell'uomo, ma in lui ci sono i presupposti che gli consentiranno di essere libero: il nucleo centrale che pensa, ragiona, sente, crea, caratterizza, insomma, l'individuo in modo irripetibile. Questa è l'anima che deve essere guidata ed educata perché raggiunga la propria perfezione con i mezzi che tutti dovrebbero potere utilizzare con pari opportunità.

Condizione fondamentale è che l'uomo conosca se stesso e prenda coscienza dei condizionamenti che pone ]a società in cui vive, si impegni in iniziative che lo portino sempre più avanti ed alterni la sua libertà superando l'egoismo e la morale cristallizzata.

La concezione che la personalità abbia una originalità iniziale, cioè dei poteri creativi non è credibile quanto, invece, una concezione di marca più esistenzialistica, cioè l'idea di un processo di costruzione dell'identità che può iniziare solo da una educazione ai valori.

Realizzarsi come soggetti morali significa, infatti, diventare soggetti liberi, responsabili, che operano secondo scelte (valori); non esiste una vita umana senza affermazione di valore, poiché la "condizione umana" nasce dalla possibilità di potersi esprimere in una libera corrispondenza a se stessi, secondo principi e valori soggettivi.

Senza un progetto esistenziale non si attiva il percorso di costruzione né di identità personale; un conto è, infatti, parlare del soggetto nella sua costituzione d'essere, altra cosa è che un soggetto sia effettivamente tale, cioè in grado di esercitare in concreto le proprie azioni. Proprio nel passaggio della possibilità di essere all'essere effettivo, in termini di soggettività, gli altri svolgono un molo di mediazione importantissimo.

Infatti, il superamento di una concezione individualistico-autarchica del soggetto, a favore del riconoscimento della componente di storicità, che è parte di ogni identità personale e, con essa lo spazio che deve essere attribuito agli altri nella nostra esistenza, hanno un ruolo fondamentale nella promozione della umana perfettibilità.

Il pensiero è stimolato dal confronto e dalla contrapposizione dei concetti; si può pensare discutendo, confrontando idee o riflettendo; in quest'ultimo caso il pensiero è stimolato dal ripensamento e dal ritorno silenzioso ed appartato sui ricordi di pensiero.

Il pensiero è, dunque, il dialogo: il dialogo del soggetto con se stesso, con i propri ricordi, o dialogo con un interlocutore reale e diventa giudizio quando viene attivato il processo di universalizzazione del pensiero dal caso particolare preso in esame operando un progressivo ampliamento del punto di vista particolare.

Questo processo di costruzione dell'identità personale non può prescindere dalla libertà valorizzata come potere incoativo, risorsa originale, capacità di "initium", ma anche valutata come potere di azione e di trasformazione del mondo, come responsabilità, in senso etimologico (dal lat. res ponere), cioè consapevolezza di ciò che si fa e rispetto delle regole.

Un soggetto responsabile è un soggetto capace (cioè di diritto in senso giuridico). che considera il valore sociale dei propri comportamenti, il che è un punto nodale del processo di formazione che sarà, dunque, diverso perché diversa è l'esperienza individuale, diversa la strada che si percorre, diversi i presupposti

La terra, cioè la materia, è il punto di partenza uguale per tutti nella quale, però, ognuno può individuare gli elementi che si addicono di più alle sue esigenze ed aspirazioni perché per qualcuno può essere la ragione stessa della vita, per altri, invece, può costruire il punto di partenza per un percorso che dallo esteriore va verso l'interiore. In questo caso è l'inizio di una trasformazione che si avvale dell'acqua, simbolo di purezza, ma anche di impeto che va guidato dalla conoscenza e dalla riflessione perché si porti al bene; infatti, l'essere umano tende ad esercitare comunque il potere in modo indiscriminato, a lasciarsi dominare dalle passioni, però, nel momento in cui è convinto di volere proseguire il viaggio verso la scoperta di quella parte di sé che non appaga subito, come il piacere materiale, ma che promette un bene più vero, allora sente il pensiero più libero, più leggero.

In effetti, più è libero e leggero, più è puro, più è in grado di valutare la sua capacità e di affrontare anche il fuoco, ma con il discernimento necessario che occorre per superare la comune concezione che gli attribuisce solo forza distruttiva e dargli il significato che già gli antichi gli attribuivano: elemento purificatore e fonte di luce.

Come la lava infuocata distrugge, ma rende il terreno fertilissimo consentendo ad ogni pianta di rinascere conservando le sue caratteristiche, anzi esaltandole, cosi il percorso che avviene nell'interiorità di ognuno che lo affronti in modo consapevole, fa emergere ed affina le qualità di cui è in possesso garantendo l'eterogeneità pur nella uguaglianza.

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