Restaurata la storica Locomotiva n.740.287 posta nei pressi della stazione di Sant’Eufemia.

di Michele Iannicelli Storicittà* Da qualche settimana sono stati ultimati i lavori di restauro della locomotiva n.740.287 del Gruppo 740 posta nelle vicinanze della stazione di Sant’Eufemia Lamezia.

Si tratta di una testimonianza di grande valore storico, simbolo non solo dell’ex Comune nel quale sorge  l’importante stazione ferroviaria, ma per l’itera città di Lamezia Terme. Il restauro si è reso possibile grazie all’interessamento dei soci del Dopolavoro Ferroviario e finanziati dall’intervento dell’amministrazione comunale.

Per comprendere l’importanza di questo autentico pezzo da museo, ecco una breve scheda storica.

Le locomotive a vapore Gruppo 740 delle Ferrovie dello Stato erano state realizzate dalle Rete Adriatica allo scopo di essere utilizzate per i servizi impegnativi sulle linee appenniniche dell’Italia centrale. Tali locomotive a vapore vennero costruite in 470 esemplari tra il 1911 e il 1922. Alcune furono impiegate, come le FS 735, nel traino di treni armati delle Regia Marina durante il secondo conflitto mondiale.

I risultati del progetto furono eccellenti è ciò è provato dall’alto numero di esemplari realizzati e dalla sua diffusione su tutto il territorio nazionale.

Per ottenere il risultato prestabilito, pur mantenendo la composizione generale della macchina, venne adottato il sistema dei cilindri a pressione surriscaldato ed a semplice espansione. Le modifiche apportate al progetto permisero un aumento di potenza di 80 CV e di forza trazione, alla velocità di 45 km/h, di quasi 500 kg. In più. Il peso assiale venne mantenuto entro le 14 t. per asse, valore che ne permetteva l’utilizzo anche sulle linee aventi l’armamento (rotaie leggere e traverse in legno) non buono.

Le locomotive nacquero dotate di freno automatico ad aria compressa del tipo Westinghouse e presa di vapore per il riscaldamento delle vetture viaggiatori. Per quanto riguarda il tender (trasporto carbone) venne adottato quello a tre assi per le prime unità fino alla 740.294 mentre per 150 successive  locomotive quello unificato a carrelli da 22 m3 , la pressione massima in caldaia era di 12 bar.

Dal 1921, la 740.324 venne trasformata mediante il montaggio della nuova distribuzione a valvole Caprotti. La locomotiva sperimentale venne rinumerata 740.001 e in due anni percorse quasi 20.000 km. con ottimi risultati.  Vennero in seguito di ciò trasformate altre sei locomotive..

Nel 1937 venne iniziata l’applicazione, a vari gruppi di locomotive a vapore, del nuovo sistema di preriscaldamento dell’acqua Franco-Crosti, che consentiva un’economia di carbone, in taluni casi, fino al 12%. 

Negli anni seguenti e nel dopoguerra, un lotto di 81 locomotive Gruppo 740 ricevette l’applicazione del preriscaldatore al di sotto della caldaia, la quale venne innanzata con il fumaiolo di scarico laterale, dando una forma asimmetrica alla macchina e costituì il Gruppo 741.

Un gruppo di 94 locomotive, invece, ebbe l’applicazione dei preriscaldatori ai due lati della caldaia, dando luogo alla nascita del Gruppo 743. La modifica consentiva non solo una certa economia di carbone, ma anche un discreto aumento della potenza, e, nel caso della 743, anche dello sforzo di trazione all’avviamento. Le due serie trasformate vennero accantonate alla soglia degli anni Ottanta.

Le locomotive del gruppo 740 e le sue trasformazioni avevano un rodaggio 1-4-0 e raggiungevano la velocità di 60 km/h.

 

La Locomotiva 740.287 fotografata prima del restauro, quando il mezzo versava in evidente stato di fatiscenza.

Esistono oggi pochissime unità mobili e statiche: le locomotive 740.038 3e 740.293 vengono  utilizzate in Veneto e mantenute efficienti dalla Associazione Veneta Treni Storici. Altre sono esposte all’interno delle Acciaierie AFV Beltrame di Vicenza; al Museo di Campo Marzio a Trieste e al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Napoli). Quest’ultima è una delle macchine che hanno trainato il convoglio sul quale ha viaggiato la salma del Milite Ignoto.

Una locomotiva 740.135 è stata utilizzata nel film Superfantozzi ed è monumentata presso Roma-San Lorenzo.   Altre ancora sono conservate nel deposito di Fabriano (che accompagnò l’ultimo viaggio della linea Fabriano-Urbino), in via Chiesa Camerana a Poggio Berni in provincia di Rimini, in ricordo della ferrovia Santacangelo-Urbino costruita ma mai inaugurata.

La locomotiva 740.278 è stata utilizzata per treni speciali nel Nord Italia e si trova attualmente in deposito presso il Museo Nazionale dei Trasporti di La Spezia.

La locomotiva 740.300 è stata usata nella realizzazione del film Il Padrino di Francis Ford Coppola, dove compare in una scena ambientata in Sicilia nel 1946.

La locomotiva 740.351 è esposta sul piazzale della Stazione FS di Pescara Centrale, dove sorgeva il piazzale dei binari della vecchia stazione. Un altro modello è utilizzato in Sardegna per effettuare treni speciali a carattere turistico organizzati dall’Associazione Sardegnavapore; un’altra si trova monumentata a Verona (all’esterno delle Officine di Porta Vescovo) e nel deposito di Pistoia.

Locomotiva 740.144 idonea alla circolazione è assegnata al Deposito di Ancona o di Fabriano ed è utilizzata in testa a treni storici speciali.

L’opera di restauro è certaqmente meritevole e degna di nota, ma sarebbe opportuno ricoprire la locomotiva con una tettoia, per preservarla dalla azione degli elementi e dagli immancabili atti vandalici.

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Storicittà, a.XXIV, n.225, marzo-aprile 2015,pp.42-43

(1)La storica locomotiva 740.287 monumentata ed ubicata nei pressi della stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale come si presenta oggi, dopo il certosino restauro (foto di M-Iannicelli)

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